Consigli e strategie per sopravvivere alle due ruote berlinesi

Appena arrivato a Berlino pensai di fare soldi brevettando uno specchietto retrovisore per pedoni: due ampie alette da applicare alle spalle, vagamente cyberpunk, che avrebbero permesso di sopravvivere al pericolo numero uno delle strade berlinesi vedendolo arrivare in anticipo: i temibili “Fahrrad Fahrer”, letteralmente “Coloro che viaggiano in bicicletta”. Chiamarli “ciclisti” sarebbe un eufemismo salutista o sportivo, che non può assolutamente rendere l’idea del loro grado di minaccia. Mi piacerebbe chiamarli i “Rotanti” se tutti conoscessero quel film sul ritorno di Dorothy nella terra di Oz che spaventò noi bambini degli anni ’80 con i suoi mostriciattoli ghignanti su rotelle.
Fatto sta che il Berlinese, normalmente quieto (se preso sobrio), una volta calato su una bicicletta subisce una mostruosa trasformazione.
Improvvisamente si ritiene un incrocio tra Superman e Gesù Cristo: dotato di invulnerabilità, supervelocità, e un indiscutibile aggancio con chi sta in alto, si abbatte sul pedone sfortunato alla velocità media di 50 km orari, con brevissima e furibonda scampanellata preventiva. Al di là delle maledizioni difficilmente interpretabili, perché biascicate in dialetto e portate via dal vento, il rischio concreto è quello di venire travolti. La beffa è che la colpa ricadrà su di voi sfortunati, sinistrati, pedoni che avete osato calpestare l’inviolabile pista ciclabile. Oltre ai dolori, pagherete i vostri e i suoi danni. Gli dovrete persino ricomprare la bici (a cui spesso tengono di più che a un figlio) se col vostro fragile corpicino le avrete procurato danni irreparabili.
Insomma, pochi codici della strada elevano un ciclista a santo e tiranno così come accade qui in Germania.

Del resto poche città al mondo vantano l’efficienza delle piste ciclabili berlinesi: quasi accanto a ogni strada scorrono piste (spesso di colore rosso, o comunque sempre ben segnalate) riservate ai ciclisti, così che a cavallo della vostra bicicletta potrete raggiungere qualsiasi punto della città senza mescolarvi (quasi) mai al traffico urbano (che poi, per uno che viene da Milano, traffico certo non è). I ciclisti hanno le loro corsie e i loro semafori. Le automobili sono rispettosissime dei loro diritti, anzi a volte persino sottomesse. Vi concederanno sempre la meritata precedenza e cautamente proveranno a sorpassarvi (se solo imparassero a usare le frecce prima di svoltare e non dopo, i berlinesi sarebbero veramente autisti modello).
Se considerate che Berlino è una città in fondo piatta e che, nel caso vi stanchiate, potrete balzare su qualsiasi mezzo di trasporto urbano insieme al vostro velocipede (al prezzo maggiorato di 1,50 consultate il sito www.bvg.de) per abbreviare la vostra corsa, capirete perché la bicicletta è il mezzo di trasporto berlinese per eccellenza.
I tedeschi poi non li fermano né la pioggia, né la neve, né i venti sotto zero, ma in questi giorni di primavera non credo esista modo migliore per godersi la vita di questa città, raggiungere i suoi parchi, vagabondare con gli amici nei quartieri più divertenti o, la sera, raggiungere il vostro club (a Berlino si pedala anche con i tacchi a spillo…anche a piedi nudi in verità).
Quando comincerete a pensare ogni vostro spostamento in termini di bici – quanto ci impiego, da che parte taglio, passo per il parco?- starete per trasformarvi in autentici berlinesi.
Per chi invece a Berlino ci sta pochi giorni, ma non vuole rinunciare a questo piacere all’aria aperta, posso consigliare il noleggio. I prezzi vanno dai 5 euro per qualche ora ai 10-15 euro giornalieri, con sconti per chi affitta la bicicletta per più giorni. Se invece vi fermate in città per più tempo una bici potreste anche comprarvela: nei mercati cittadini – al Flohmarkt di Mauerpark – si possono trovare bici usate (o rubate?) dai 50 euro in su. Se vi piace la contrattazione potreste fare anche buoni affari, abbassando il prezzo, ottenendo catena e fanale in omaggio, e magari, a fine soggiorno, potreste tentare di rivenderla dove l’avete comprata. Bici a costo zero!

Una piccola raccomandazione: se Berlino è così benevola con i suoi ciclisti, spesso è anche esigente. Qui i vigili urbano possono fermarvi, controllare lo stato del velocipede, le gomme, i freni, la potenza del fanale (esistono chiaramente specifiche norme che regolano ogni cosa, non dimenticate: siamo in Germania!) e ovviamente il numero di serie (per verificare che sia bici veramente usata e non praticamente rubata). In caso vi faranno una piccola multa e una severa raccomandazione a mettere in regola il vostro destriero. In caso di recidiva aumentano i guai.
E non dimenticativi mai di legarla (in uno degli appositi posteggi riservati, o al primo palo).
Noleggiatori di biciclette (così come i meccanici, i “Fahrrad Läden”, dove potete sempre gonfiare gratuitamente le vostre gomme ) ne esistono in tutti i quartieri, ma per comodità vi lascio l’indirizzo di chi è già arrivato online, così che possiate consultarne l’ubicazione, i prezzi e le offerte:

http://www.rent-a-bike-berlin.net – 7 sedi sparse per tutta Berlino

http://www.mietradmitte.de – Un occhio allo stile, consegna a domicilio e negozio a Mitte

http://www.berlinfahrradverleih.com – a Mitte – sito anche in italiano

www.fahrradladen-berlin.de – a Kreuzberg e Neukölln

www.biker-shop-berlin.de Kreuzberg

Oppure, se disponete di carta di credito e avete familiarità con il tedesco potrete usufruire del servizio di bike-sharing della Deutsche Bahn, consultate sul loro sito i servizi di Call-a-bike o di Fahrrad Miete:

http://www.callabike-interaktiv.de/kundenbuchung

Biciclette a riposo a Görlitzer Bahnhof
Biciclette a riposo a Görlitzer Bahnhof

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