Fahrscheinkontrolle, bitte.

Siete zompati sulla metro per un soffio. Risuona lo sgraziato segnale acustico, lucetta rossa, si chiudono le porte e via. Si parte. Appena in tempo! E avete anche trovato da sedere. Il vostro vicino di posto vi guarda un secondo, sorride (che strano per un teutonico), poi estrae dalla tasca dei pantaloni un tesserino plastificato e con il sorriso che si muta ora in ghigno ora in dura fessura tra le guance grigie ve lo punta in faccia intimando “Fahrscheinkontrolle, bitte”.

Che vuole? Controllare che i vostri documenti di viaggio siano in ordine.

A Berlino funziona così: i controllori girano in borghese, anzi oserei dire “sotto copertura”, si travestono da grassocce casalinghe che vanno a fare la spesa, da operai che tornano stracchi dal lavoro, da professorini con la giacca di velluto a coste. Sono sempre in squadre (3 o 4 controllori travestiti da “normali umani”), in modo da poter controllare tutto un convoglio nel percorso che separa una stazione dall’altra. Unico segno di riconoscimento: una borsa o un marsupio in cui nascondono la piccola macchinetta con cui stampano le multe. Un po’ poco per imparare a farci l’occhio.

Nel caso in cui il vostro documento non fosse in regola verrete gentilmente costretti a scendere alla stazione successiva dove cercheranno di appiopparvi 40 euro di multa. In quanto italiani e magari turisti avrete forse qualche chance di scampare alla loro inflessibile autorità: potreste cominciare a balbettare in italiano sconnesso, fingendo di non capire il tedesco né tanto meno parlare l’inglese. Potete attingere alla nostra innata capacità istrionica e scoppiare a piangere evocando scenari patetici di persone malate, portafogli rubati, cuori infranti. Potete – valutando le condizioni fisiche del vostro aguzzino e la vicinanza delle scale – tentare la fuga.

Ci sono tante leggende metropolitane su come si può scampare ai controllori. Va anche detto che esistono testimonianze di inaspettata gentilezza e innaturale comprensione verso il turista (che si finge beota), ma in genere l’atteggiamento è assolutamente prussiano. Spietato. Efficiente. Specie se siete residenti in città – peggio ancora se siete tedeschi.

Forse vi conviene semplicemente pagare la multa.

Capisco che per noi italiani la tentazione di montare in metro senza biglietto è tanta. Qui a Berlino infatti non esistono tornelli per accedere ai binari, si scendono le scale e si sale direttamente sul treno. L’intero sistema è costruito infatti sulla fiducia nella correttezza dell’utente. (Sistema prussiano per utente prussiano. Vi immaginate la stessa cosa, che ne so…a Roma?)

E poi, il biglietto singolo ci pare forse un po’ esoso: 2,10 euro per viaggiare due ore (sola andata. Perché attenzione: non ci sono tornelli, ma ci sono le obliteratrici! In caso il biglietto non sia convalidato o vi becchino mentre cercate di tornare a casa con lo stesso biglietto di andata – anche nel caso non sia trascorsa l’ora e mezza – scatta la multa).

Se dovete fare un viaggio breve potete usare il biglietto di Kurzstrecke: costa 1 euro e 30 e vi permette di viaggiare per 3 stazioni di metropolitana oppure per 6 fermate di autobus o tram. Anche questo sembra un po’ caro.

Ma in fondo tutti questi soldi pagati al servizio di trasporto pubblico non mi paiono sprecati.

La città vanta una rete di trasporti pubblici efficiente, vasta, puntualissima. I mezzi viaggiano tutti i giorni dalle 4 all’1 del giorno dopo.

Nei giorni pre-festivi e festivi – udite udite – non si ferma mai proprio niente! Vuol dire che senza dovere chiamare un taxi, o smobilitare la macchina (o – se siete berlinesi dentro – la bici) potete uscire il venerdì, il sabato sera a qualunque ora vogliate, raggiungendo qualunque parte di Berlino con i mezzi pubblici. E così fare pure al ritorno. Alla faccia dei nostri blocchi di polizia e prove del palloncino…senza dubbio questo è il mondo più intelligente per evitare le “stragi del sabato sera” che fanno tanto gola ai giornalisti di Studio Aperto. Anche se forse si può considerare in un qualche modo una istigazione a eccedere. Va pure detto che per chi abita a Berlino non ci vuole proprio alcuna istigazione per eccedere. Il fine settimana si intende.

Esistono anche offerte speciali per i turisti che si fermano in città per due o tre giorni- la Berlin WelcomeCard e la Berlin CitytourCard. In questi biglietti sono sempre inclusi sconti per entrare nei musei e opuscoli informativi per il turista. Ovviamente più restate più la tariffa è conveniente.

Se masticate il tedesco o l’inglese questa è la pagina dove troverete tutte le informazioni riguardo i biglietti turistici:

http://www.bvg.de/index.php/de/Bvg/Index/folder/210/name/F%FCr+Berlin-Besucher

Un’ultima nota: se mai cercherete di evitare una multa utilizzando uno dei metodi che ho descritto, e non ci riuscite…NON siete autorizzati a darmi la colpa! Se invece riuscirete a scampare ai controllori in qualche modo astuto -che ancora mi è ignoto, fatemelo sapere, verrà dettagliatamente raccontato su queste pagine – omettendo tutti i particolari che potrebbero farvi rintracciare, siamo pur sempre nel paese che ha inventato la Stasi.

Io, dopo la mia prima multa – una sorta di battesimo finanziario – mi sono rassegnato a comprare sempre il biglietto se uso i mezzi pubblici. Ma lo compro dai punk che lo vendono fuori dalle stazioni a metà prezzo. Cosa? direte voi. Beh….a Berlino – a differenza dell’Italia – il biglietto è assolutamente cedibile. Se rispettate tariffe, tratte, orari potete usarlo prima voi, poi un amico, e poi la nonna dell’amico. Al controllore prussiano non gliene frega niente chi l’ha comprato, basta che sia in regola (cosa che bizzarramente in Italia è illegale). La gente è abituata a lasciare i biglietti che non servono più ma sono ancora validi – che ne so, per un’altra mezz’ora – ai ragazzi che stanno fuori dalle stazioni. Che li possono poi rivendere a prezzi convenientissimi. In questo modo a Berlino nessuno vi rompe le scatole per chiedervi i famosi 50 centesimi che gli mancano per telefonare a casa o per prendere il biglietto del treno. E riuscite a viaggiare bene facendo anche una buona azione.

Questa è la faccia non troppo prussiana di questa città. Quella che, sinceramente, mi piace di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *