Berliner Theatertreffen

Come ogni anno nel mese di maggio tornano a Berlino i castagni in fiore, gli asparagi bianchi – Spargelzeit! Qui ne vanno tutti matti – e il Theatertreffen. Ovvero la selezione dei migliori dieci spettacoli di prosa in lingua tedesca prodotti nella scorsa stagione. Dal 1 al 18 maggio il pubblico berlinese ha perciò la possibilità di vedere il fior fiore della produzione teatrale avvicendarsi ogni giorno sui palcoscenici del Deutsches Theater e della Haus der Berliner Festspiele, oltre che partecipare a conferenze, workshop e agli irrinunciabili party. Certo bisogna avere il portafoglio ben pieno – perchè, a differenza delle sale berlinesi, i biglietti del festival sono piuttosto cari – e armarsi di pazienza per cercare i biglietti, affrontare le file e soprattutto rinchiudersi nel buio, chiuso e ovattato, di un teatro per tre quattro ore mentre fuori splende un sole così invitante sui prati. Quest’anno la scelta della critica ha privilegiato classici come Die Mowe (“Il Gabbiano”) di Cechov o Die Raüber (“I Masnadieri”) di Schiller tutti però radicalmente riletti dal loro regista.

La stessa direttrice artistica del Treffen Iris Laufenberg ha ammesso che si tratta di un “festival del “liberamente tratto da…”. Un sintomo tipico della crisi che il teatro di prosa vive oramai da anni, in Germania come in Italia. La nuova drammaturgia sembra incapace di comunicare. Non convince gli artisti e quindi non arriva al pubblico. Oppure si tratta semplicemente – orribilmente- di strategie commerciali applicate all’arte: in un cartellone può trovare spazio solo un nome nuovo, che ovviamente verrà venduto come “la sconvolgente rivelazione dell’anno”, mentre gli immortali Shakespeare & Co. assicurano un costante afflusso di pubblico e incassi per il resto della stagione. Conseguenza evidente è che “gli immortali” sono e saranno sempre contemporanei – “hanno sempre qualcosa da dire” e non chiedono diritti d’autore-, mentre i “viventi” tacciono, perché nessuno gli offre occasione di aprire bocca. Anche la nuova drammaturgia avrebbe qualcosa da dire, se la lasciassero parlare. E certo Shakespeare non si lamenterebbe perché hanno messo in scena un “Mercante di Venezia” in meno!

Il Theatertreffen berlinese però si distingue per la sua piattaforma speciale riservata ai giovani talenti – autori, attori e critici- offrendo tre occasioni per prendere la parola all’interno del più prestigioso evento teatrale della Germania: lo Stückemarkt, che premia giovani drammaturghi di tutta Europa con la messa in scena delle loro opere (quest´anno la Deutschlandradio Kultur ha premiato un giovanissimo autore italiano, Davide Carnevali nato a Milano nel 1981, assistente e drammaturgo di Laura Curino, producendo la versione radiofonica del suo „ Variazioni sul modello di Kraepelin”); l’Internationales Forum che mette in contatto teatranti di tutto il mondo per discutere sulla situazione del teatro nel mondo contemporaneo; e il Theatertreffen – blog dove giovani critici possono lasciare le loro impressioni su quello che sta accadendo in questi giorni sui palcoscenici berlinesi.

Se solo i biglietti – quelli che posso permettermi io!- non fossero già da tempo esauriti sarebbe un ottimo modo per potere scegliere nel menù così ricco, ma così costoso, del festival una personale ristretta selezione. Rimane comunque un modo semplice ma efficace per dire la propria – in tedesco ovviamente!.

Un’ultima considerazione: se ho scritto di crisi del teatro non è certo perché voglio unirmi al coro delle prefiche che si lamentano infinitamente…e che in realtà piangono solo perché non hanno ricevuto i fondi ministeriali. Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito ogni volta che sono andato a teatro a Berlino è per prima cosa la sala: è piena. Sempre piena. A differenza di quello che mi è capitato tante volte in Italia, fossi al Piccolo di Milano o in una minuscola saletta sperimentale. Quindi di crisi del teatro qui non si può certo parlare. Il pubblico tedesco ha voglia di andare a teatro, è disposto a seguire nuove sperimentazioni così come è felice di assistere ai classici. Senz’altro è molto più educato ad apprezzare quello che accade realmente sulla scena piuttosto che a sbavare per i nomi in cartellone.

D’altra parte l’offerta è così ricca e, specie a Berlino, la creatività è così feconda che spesso le opere si soffocano l’una con l’altra, come in una giungla di enormi piante e fiori succosi, liane e frutta strana, dove si fa fatica a passare e gli alberi, stritolandosi l’uno con l’altro, si rubano aria, luce e spazio.

Ci sono tante realtà teatrali a Berlino che lottano per la loro razione di aria, luce e spazio.

Se in questi giorni non ho potuto fare altro che parlare del Treffen per la sua importanza, nelle prossime settimane cercherò di raccontarvi dei piccoli strani teatri che si possono trovare nella città, tra i ruderi industriali, in vecchie case gotiche o persino in mezzo a un cimitero!

http://www.theatertreffen-blog.de/

La locandina del Theatertreffen
La locandina del Theatertreffen

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