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Theater Kapelle 10245 “…the End has no End” + Premiere von “Miss Europa fährt nach Afrika”

Post di Ema

Posted on | maggio 28, 2009 | No Comments

I morti sono inquieti. I morti non sono silenziosi. Parlano sempre, ma parlano piano. Sussurrano continuamente all’orecchio di chi li sa o li vuole ascoltare. Ma sanno oramai dire una cosa sola:  “Vivi! Vivi! Vivi!”…diceva piú o meno cosí una spettrale signorina in Orpheus Descending, uno dei testi giovanili di Tennessee Williams, famoso per aver descritto così bene altre signorine, focose o derelitte, nei suoi testi (La gatta sul tetto che scotta, Un tram che si chiama desiderio)

Il teatro e i morti hanno sempre avuto un rapporto privilegiato. Vuoi perché sul palcoscenico ci sono sempre tantissimi morti – morti ammazzati, morti parlanti, morti infestanti – , vuoi perché il teatro – parlando di morte – celebra assurdamente la vita. Qualunque tipo di vita. Ma fissando, con maschere ridenti, disperate, ghignanti, loro: i morti.

C’è un teatro a Berlino, il più bello da vedere secondo me, che sorge proprio dentro un piccolo cimitero. Si chiama Theater Kapelle 10245 e si trova nel quartiere di Friedrichshain.

Nell’Ottocento era una cappella mortuaria all’interno di un camposanto di periferia, quasi di campagna direi. Qui i defunti venivano pianti prima della sepoltura nel giardino antistante (siamo a nord, e qui i cimiteri assomigliano sempre a quieti splendidi giardini).

Nel 2006 una agguerrita compagnia teatrale ha trasformato questo luogo di culto oramai in disuso in un piccolo teatro, con due sale architettonicamente affascinanti, dove si tengono tutte le settimane concerti, feste, dj set, match di improvvisazione teatrale, cene di quartiere ma soprattutto si continua ostinatamente a produrre teatro, cultura, arte.

La direttrice artistica, Christina Emig – Könning, madre e custode di questo spazio incredibile, ha sempre avuto chiara l’idea che il teatro possa attingere da “coloro che non sono più” la sua forza vitale. Ma la sua non è assolutamente una posa morbosa o grottesca, non c’è nessun culto del passato o romantica elegia nelle sue lettere aperte, sempre provocatorie e attuali, e nella scelta degli spettacoli da inserire ai cartelloni. I morti infatti parlano ai vivi, parlano al futuro, alle cose che devono essere fatte per vivere bene, per noi che siamo su questa terra ora, e per quelli che ci seguiranno. Il Theater Kapelle 10245 si distingue quindi per il dialogo che intesse con la comunità cittadina in cui è inserito, coinvolgendola in una serie di attività culturali che oltre al divertimento provvedono anche all’educazione critica sul mondo contemporaneo. Una nota di merito va data alla scelta di lavorare con i disoccupati inviati dall’Arbeitsamt (ufficio di collocamento): perché il teatro, se anche non riempie la pancia o ti paga le bollette, può seminare un po’ di senso nella vita di chi – specie in questa contingenza storica ed economica- non vede alcun miglioramento possibile nella sua esistenza se non talvolta nel fondo di una bottiglia.

E i morti, che aspettano sdraiati nel camposanto accanto al teatro, guardano. Credo attentamente. Ogni concerto e ogni spettacolo. Ovviamente non hanno molta scelta, visto che non possono scappare, ma in fondo non devono neppure pagare il biglietto!

A conferma delle scelte – critiche ma propositive – del Theater Kapelle, segnalo la prossima Premiere in programma: “Miss Europa fährt nach Afrika” (ovvero “Miss Europa va in Africa”), un testo di una giovane drammaturga, Georgia Doll, messo in scena da un gruppo di artisti altrettanto giovani e appassionati, che provenendo da tutta Europa vivono e lavorano qui a Berlino. Lo spettacolo racconta del viaggio contiguo ma opposto di due passeggeri in volo verso l’Africa: la reginetta di bellezza europea e un emigrato rimpatriato con la forza (figura tragica e ahimè realmente esistita). La scelta di favorire la sperimentazione, la passione dei giovani artisti, la contemporaneità che non si fa imbambolare, la voglia e la capacità di fare teatro in un mondo che sembra non averne bisogno (o meglio che mostra di non avere bisogno di ascoltarlo) vanno premiate. Come? Non lasciando che siano solo i morti ad andare a teatro, ma anche noi, i vivi. Lo spettacolo andrà in scena dal 5 al 7 giugno, il biglietto costa, per i non-ancora- defunti, da 5 a 10 euro.

www.theaterkapelle.de

Locandina di "Miss Europa fährt nach Afrika"

Locandina di "Miss Europa fährt nach Afrika"

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