Lieblingsort 1: Café Stadler, Boxhagenerstr. 69
Post di EmaPosted on | giugno 4, 2009 | No Comments
Quando cambi città, o addirittura stato, ci sono alcune cose da fare prima di sentirsi di nuovo “a casa”. Bisogna tessere di nuovo quella rete di contatti, affetti, piccole storie che rendono lo spazio intorno a noi pieno di significato. Se fossimo un po’ più animali si tratterebbe di rimarcare il nostro territorio. Ma visto che al momento non mi va di andare in giro a fare pipì negli angoli di Berlino, mi limiterò a definire i miei “Lieblingsorte”: luoghi prediletti che rendono questa città speciale e sempre più “Zuhause”: casa.
Uno di questi è lo Stadler Café, in Boxhagener strasse 69, quella parte di Friedrichshain più vicina a Ostkreuz, che ancora non soccombe sotto l’assalto del trendy patinato e del cool pret-a-porter, quello che a Berlino si definisce “schiki miki” e che ha già divorato come un cancro lussuoso tutta Prenzlauer Berg. Insomma siamo lontani dalla Simon-Dach strasse e dalla sua infilata di caffetterie, parrucchieri, vetrine di designer, pantacalze, ballerine, ciuffo emo, i-phone…qui si respira ancora quell’aria berlinese informale e creativa, un mix di casalingo e alternativo, DIY insomma, che contraddistingue lo spirito proprio di questa città. Come diceva una mia amica, che vive proprio nel cuore della “Szene” berlinese, su una delle vie più cool della città: “oramai non ci sono più posti così a Prenz e ci tocca proprio venire a F’hain (sospiro)”.
Ad esempio allo Stadler.
Lo sentirete prima ancora di vederlo. Questo perché vi si suona sempre buona, inaspettata musica. Appena entrate vedrete infatti un vecchio pianoforte a muro e spesso e volentieri un signore mingherlino circondato da flauti, sax e clarinetti che sa improvvisare con chiunque si sieda a quei tasti. Magia. Ieri ad esempio una sessione del tutto improvvisata di synth, pianoforte e sax. Ampie distese melodiche, rintocchi dark, qualche accenno wave, e sopra tutto un ricamo di jazz nasale e melanconico che ti strappa dalla contingenza del mondo. E alla fine quasi ti dispiace che non ti facciano pagare il biglietto ma passino col piattino per un’ offerta per il bere!
Una volta che l’incanto della musica è passato potrete dare un’ occhio ai vecchi muri meravigliosamente scrostati e coperti di pelliccia nera, ai tavoli da osteria segnati da mille storie e bicchieri fiori candele, alle lampade – ognuna un pezzo d’arte – che spruzzano lo spazio di luce colorata, ai quadri appesi alle pareti, opere degli artisti che gravitano intorno allo Stadler e che vengono rinnovati ogni mese in uno spirito che premia la creatività libera, continua, generosa, di scambio. E per i fumatori c’è pure la Rauchenzimmer!
Poi andate al banco e chiedete ad Andi da bere. La birra, bavarese, è squisita. Io, che chiederei un bicchiere di vino anche nella foresta amazzonica, prendo il mio solito bicchiere di Riesling…o meglio – come ha detto sempre la mia amica di cui sopra – “ma questo non è un bicchiere di vino: è una vasca da bagno!”. E poi ci sono le mamme in cucina. Autentiche Mutti che all’ora giusta sfornano piatti tipici, berlinesi o bavaresi, e vi tengono compagnia al tavolo proprio come se foste ospiti a casa loro.
E qui la gente è così: ospitale. All’inizio è quasi imbarazzante, sembra di entrare in un salotto privato, perché la gente è distesa, intima, sorridente, vi saluta e vi parla come se foste vecchi amici. Poi capite che non siete entrati in casa di qualcuno, ma siete entrati nella Berlino-così-come-deve-essere: ovvero una città accogliente e curiosa. Incontrerete musicisti, pittori, attori o solo gente di Berlino che è realmente interessata in quello che succede nel mondo, ma anche a sapere chi siete, come vi chiamate, cosa fate a Berlino. Ascoltano la vostra storia e vi raccontano la loro.
Come ai tempi in cui esistevano i focolari. E le storie raccontate tenevano unita l’umanità.
Allo Stadler ci arrivate con la S-Bahn, fermata Ostkreuz, con il tram 21 o il bus 240. Chiuso la domenica.

Uno sguardo all'interno del Café Stadler

Andi e il suo bar

Improvvisazione, sublime

Nel bagno dello Stadler - geniale
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