Berliner Schnauze / Zwei

Fuori da uno Spätkauf, dieci di sera.

Sulla Danziger strasse, con i suoi marciapiedi larghi come autostrade.

Me ne sto bel bella ad aspettare la mia amica che si sta servendo del magico antro del “compra fino a tardi”. Ho una sigaretta in mano, ma l’accendino ce l’ha lei: la aspetto quindi approfittandone per far pascolare il cane, quando lo vedo arrivare in sella alle due ruote del suo destriero: Il Berliner.

E’ un autoctono, si capisce dalla frenata con momento di stasi verticale prima di appoggiare entrambi i piedi con un salto, dall’abbigliamento perfetto per la temperatura – che ti dice che la sa lunga visto che quel giorno l’escursione termica era stata di venti gradi. Dalla bici, un mostro di funzionalità.

Mi frena di fianco, quindi, con una supposizione serendipitica, penso: beh, forse lo manda qualcuno… E gli chiedo: “Scusami, ce l’hai un accendino”?

“Si”, fa lui.

E io: “ehi, che fortuna”!

E lui: “come scusa”?

E io: “beh sì, mica tutti hanno un accendino”!

Mi sporgo quindi per accendere sulla fiamma e lui lì, a tradimento, dice:

“Già. Tu, per esempio, NO”.

Io sto già aspirando, ma sputo nebbia e non riesco a stare seria di fronte a tale logica disarmante. A lui scappa il sorrisetto, tende i tendini del collo per non farsene accorgere però: rovinerebbe la Schnauze.

Che, s’intende, viene sempre dal cuore.

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