L’attentato del 20 Luglio e l’operazione Valchiria

20 Luglio 1944.

Un giovedì.

Operazione Valchiria
La stanza distrutta dall’esplosione del 20 Luglio 1944

Hitler e il suo entourage sono nella Wolfsschanze, la “Tana del lupo”, un bunker-rifugio nella regione della Prussia Orientale, oggi Polonia. Allora territorio del Reich.

Per il pomeriggio è attesa una visita del dittatore italiano, Benito Mussolini. Quindi la riunione di Hitler con i suoi più stretti collaboratori e con i rappresentanti dell’esercito, tra cui il conte Claus Schenk von Stauffenberg, viene anticipata di mezz’ora.

Stauffenberg chiede, vista la caldissima giornata di luglio, di potersi cambiare la camicia. Si apparta dunque con il suo secondo, il tenente von Haeften, in una stanza di fianco alla sala delle riunioni. Dal 7 Aprile 1943 Stauffenberg è invalido, gli mancano la mano destra, due dita della sinistra e un occhio. Ha quindi bisogno di assistenza per indossare la divisa.

I due vengono disturbati dal maresciallo Werner Vogel, che li invita a sbrigarsi per non far aspettare il Führer.

Stauffenberg e von Haeften lasciano la stanza, e il conte raggiunge la sala riunioni. Posa distrattamente una valigetta ai piedi del tavolo, sul quale di lì a poco sarebbero state srotolate le carte dell’Europa da studiare a fini strategici. Fa molto caldo, quindi le finestre del locale sono tutte aperte.

Poco dopo Stauffenberg riceve una chiamata urgente da Berlino, viene scusato e lascia il locale. Si dirige verso la sua auto, verso l’aeroporto, e poi in volo verso Berlino.

La valigetta posata ai piedi del tavolo contiene un chilo di esplosivo, che detona pochi minuti dopo che Stauffenberg ha lasciato la stanza. Lui vola quindi a Berlino con la convinzione di aver ucciso il Führer.

La realtà è diversa: il chilo di esplosivo non ha potenza sufficiente per eliminare tutti i presenti alla riunione. I chili avrebbero dovuto essere due, ma Stauffenberg e il suo aiutante, che durante il cambio della camicia stavano preparando l’esplosivo, non avevano avuto il tempo di approntare entrambi gli ordigni.

La valigetta che Stauffenberg aveva piazzato in posizione ottimale fu inoltre spostata per fare spazio ai presenti, e messa sotto il tavolo di legno massiccio. Tavolo sul quale, al momento dell’esplosione, pare che Hitler fosse chinato per raggiungere sulla mappa i confini della Russia. Il tavolo servì da scudo e il dittatore rimase praticamente illeso. L’effetto della detonazione fu inoltre mitigato dalle finestre aperte.

Non era la prima volta che Hitler si salvava per un pelo. Si conta che contro Hitler siano stati organizzati almeno 42 attentati, 10 dei quali messi in atto, e lui sopravvisse a tutti. Patto con il Diavolo o fortuna incredibile non è dato di sapere.

I complici di Stauffenberg, a Berlino, cercano nel frattempo di sfruttare la confusione per far scattare il piano “Valchiria”. Una disposizione di emergenza ideata dallo stesso Hitler, che viene qui attuata nel tentativo di compiere un colpo di stato ai danni del regime. I vertici nazisti avevano disposto che in caso di golpe il comando doveva passare immediatamente nelle mani dell’esercito, in attesa della riorganizzazione del Partito. L’esercito aveva deciso di sfruttare l’opportunità, e di sfruttare le disposizioni di emergenza per rovesciare il nazismo.

Con la notizia del fallimento dell’attentato, anche l’operazione Valchiria cade in disgrazia. Stauffenberg e i complici vengono arrestati quella stessa notte. Stauffenberg viene giustiziato immediatamente con tre di loro, nel cortile del ministero della difesa. Gli altri sono processati, condannati a morte e giustiziati con metodi atroci nei giorni successivi.

Il Bendler Block, sede del Ministero della Difesa, nel cortile del quale Stauffenberg esalò il suo ultimo respiro, è oggi la sede del Museo della Resistenza Tedesca.  Ci sono le storie di tutte quelle migliaia di persone che tentarono di opporsi al regime nazionalsocialista. La maggior parte di loro ebbe un fato analogo a quello del conte.

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