Luoghi De-cadenti: Il villaggio Olimpico del 1936

Berlino e i suoi dintorni sono disseminati di abbandono e decadenza, di testimonianze di un passato che a volte si vuole dimenticare o che non si ha nessun interesse a preservare. Salvo poi cambiare idea e fondare comitati di recupero.
Una manna dal cielo per chiunque sia appassionato di archeologia del 20mo secolo, per chi ami vedere e fotografare decadenza, per chi voglia toccare con piede lo scorrere impietoso del tempo.

Il primo luogo dimenticato di cui vi voglio parlare è il Villaggio Olimpico di Elstal, a circa 20 Km dalle porte di Berlino.
Il villaggio fu edificato tra il 1934 e il 1936, dopo che nel 1931 Berlino l’aveva spuntata contro Barcellona quale sede della XI. Olimpiade estiva.

Il complesso architettonico venne progettato e realizzato da Werner March, lo stesso architetto che stava realizzando anche il monumentale Stadio Olimpico. March ricevette istruzioni di costruire il villaggio olimpico in modo da renderlo utilizzabile dopo le Olimpiadi anche come villaggio e ospedale militare. Le istruzioni della cancelleria del Reich specificavano inoltre che per la costruzione del villaggio olimpico si sarebbero dovuti impiegare solamente operai tedeschi di pura razza ariana. Per inciso, nello stesso momento altri operai, molto meno ariani, erano occupati nella costruzione del Campo di Concentramento di Sachsenhausen, preso la cittadina di Oranienburg.

All’epoca di questi fatti le leggi razziali sono già realtà in Germania. Il Reich e il suo comandante in capo indossano tuttavia la maschera della tolleranza per tutta la durata dei giochi, che vengono accolti da una Berlino pulita (le minoranze Rom e Sinti, considerate “impure”, erano state forzatamente allontanate dalla città alloggiate in campi di permanenza ai margini della stessa), tollerante (l’omosessualità non viene perseguita come reato tra i turisti e gli atleti stranieri qualunque slogan antisemita o razzista viene allontanato dalla città) e multiculturale (la stampa internazionale elogerà la Germania di Hitler per il clima di tolleranza e armonia, dopo che fino alla vigilia dei giochi molti Paesi erano stati sull’orlo del boicottaggio).

Insomma, un’operazione di propaganda nazista con i fiocchi. Della quale fa parte anche il Villaggio Olimpico, luogo in cui alloggiano e si allenano gli atleti (gli uomini – le donne alloggiano vicino allo Stadio) partecipanti alle olimpiadi. Un villaggio idilliaco, con tanto di laghetto, numerose possibilità di intrattenimento, impianti sportivi nuovi e funzionali, un grande giardino nel quale scorrazzano i molti animali portati appositamente dallo Zoo di Berlino.

I giochi finiscono, la Germania trionfa, il villaggio diviene un campo e ospedale militare – la proprietà del terreno era già del ministero della difesa, che “affitta” al comitato olimpico l’area e se ne riappropria subito dopo i giochi. La zona di Elstal cade poi sotto l’amministrazione sovietica, e anche i Russi utilizzano l’area come zona militare, eliminando le croci uncinate e sostituendole con falci e martelli.
Dal 1992, quando le ultime truppe sovietiche lasciarono definitivamente la città, il villaggio è vuoto. E cadente. E spesso vittima di atti di vandalismo, come il rogo appiccato alla piscina negli anni ’90 che la rese inagibile (la foto seguente è stata scattata da una fessura nel tendone scostato da un gentile e solerte guardiano del villaggio). Abbandonato e carico di possibilità, di potenziale, e di ricordi pesanti.
La casetta di Jessie Owens è restaurata e pulita, i prati vengono falciati, ma il resto degli edifici porta tutti i segni dei 70 anni più lunghi della storia tedesca.
L’ingresso costa solo due euro e mezzo.

Il sito del Villaggio olimpico

villaggio olimpico, Berlino 1936
Una scala interna degli alloggi
villaggio olimpico, Berlino 1936
Un acceso alla piscina
villaggio olimpico, Berlino 1936
La piscina
villaggio olimpico, Berlino 1936
L’esterno della piscina
villaggio olimpico, Berlino 1936
La vetrata della palestra
villaggio olimpico, Berlino 1936
L’interno della palestra
villaggio olimpico, Berlino 1936
Il decalogo del Villaggio
villaggio olimpico, Berlino 1936
La vasca per lavare i piedi fuori dalla piscina
villaggio olimpico, Berlino 1936
Lo spogliatoio dell’arbitro nella palestra
villaggio olimpico, Berlino 1936
Un’altra facciata cadente
villaggio olimpico, Berlino 1936
Una facciata cadente
villaggio olimpico, Berlino 1936
C’era una porta..
villaggio olimpico, Berlino 1936
Tracce di colore di tanti anni fa

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