“Tag des offenen Denkmal” : apriti Sesamo, e fateci entrare (nei monumenti)!

Il 12 e il 13 settembre 2009 tutti i 320 luoghi monumentali di cui Berlino è costellata aprono le loro porte, gratuitamente, per tutti. Il “Denkmaltag” è una occasione unica per visitare interni di palazzi ottocenteschi, giardini segreti, bunker e sotterranei, che pur essendo annoverati tra i monumenti storici della città non sono normalmente agibili al pubblico. Non ci sono soldi, non c’è personale. É una storia vecchia che per noi Italiani si chiama “normalità”. Lì ci sta solo la polvere. Polvere che danza, un poco, e poi, greve, si posa in queste stanze dalle imposte serrate, sui gradini mai più calpestati, nei giardini – sempre curati, ma ignorati-. Ogni tanto però si presenta l’occasione straordinaria di rifarsi belli ed essere presentati alla società. Perché se è pur vero che le bombe della seconda guerra mondiale hanno raso al suolo gran parte della Berlino storica, non bisogna dimenticare che qua e là sono sopravvissute testimonianze straordinarie della città che fu, isole di storia passata, che possono farci immaginare come era la vita a Berlino qualche secolo fa. E che suggeriscono, seppure a bassa voce, che a Berlino non c’è solo la Porta di Brandeburgo.

In questi due giorni il viaggiatore curioso (anche un po’ maniaco e sicuramente infaticabile camminatore) avrà a disposizione centinaia di mete alternative rispetto al solito tran – tran turistico: non solo i Monumenti e i Palazzi storici saranno aperti, ma verrà offerta una ricca scelta di mostre, eventi, passeggiate e visite guidate (ahinoi, solo in tedesco). Tutto gratuito e generalmente senza bisogno di prenotare, anche se, conoscendo l’amore che i tedeschi hanno per le loro città, e il gusto con cui le bionde famiglie si addentrano nei luoghi più dimenticati, si avventurano nelle passeggiate più insolite, cercano di scoprire la storia segreta dei luoghi in cui vivono, bisogna aspettarsi il pienone. Che per fortuna sarà ordinatissimo, perché, non dimentichiamocelo, le bionde famiglie di curiosi sono soprattutto tedesche (e probabilmente la scelta di offrire guide solo in tedesco vale un po’ come selezione all’ingresso: se apriamo le porte della nostra casa solo un giorno all’anno certo non vogliamo che ci invadano orde di turisti – spesso intelligenti e beneducati, ma magari un pochino troppo rumorosi e caotici per le nostre delicate, bionde orecchie teutoniche ! – ).

Ora, 320 monumenti sono veramente tanti e due soli giorni sono veramente pochi. Ovviamente visto che sono sempre chiusi al pubblico non è neppure facile capire quale vale veramente la pena visitare, chiedere consiglio a un amico che ci è già stato non si può e quindi bisogna rassegnarsi a cercare qualche informazione in biblioteca (per chi ci va ancora) o in internet.

Sicuramente vale la pena controllare il sito dedicato (per conoscere gli orari di apertura e per avere una mappa di riferimento, visto sono luoghi sempre chiusi molti non saprebbero neppure indicarvi dove stanno):

www.stadtentwicklung.berlin.de/denkmal/denkmaltag2009/index.php

Leggiucchiando qua e là abbiamo selezionato alcune chicche curiose sparse nei quartieri della città, e siccome due giorni sono pochi anche per noi, se qualcuno dei nostri 50 lettori avrà il gusto di visitarne qualcuna, ci aspettiamo – per lo meno – una piccola recensione, in modo che l’anno prossimo si possa andare a colpo sicuro e non si rischi la “sola” (ovvero la “fregatura”: due ore di metropolitana per vedere la portineria di un palazzo che da noi non sarebbe considerato monumento storico per niente, ma portineria e basta, magari con portinaia e gatto grasso inclusi. Ricordiamoci che, proprio a causa delle bombe di cui parlavamo più su, tutto quello che è qui è rimasto in piedi viene considerato in un certo senso monumentale e degno di ammirazione).

 Friedrichsain-Kreuzberg:

Domenica 13 verrà aperta al pubblico la Torre Ovest dell’Oberbaumbrücke e si terranno guide speciali lungo il fiume tra i due quartieri un tempo divisi dal Muro.

 Lichtenberg:

Oltre a respirare un po’ di atmosfera “östalgica” in questa periferia tutta DDR, potrete visitare un gioiellino di Mies van der Rohe che qui costruì, quando era solo campagna, una casetta per le vacanze, chiamiamola così, per lo stampatore Karl Lemke, Casa Lemke appunto (Oberseestrasse, 60).

Mitte

Riaperto per l’occasione uno dei primi “centri commerciali” della città, l’”Ehemaliges Warenhaus Wertheim”, in Rosenthaler strasse, disegnato nel 1903, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, restaurato nel 1952. Domenica 13, tra le 10 e le 16, verranno organizzati anche degli incontri con vecchi abitanti di Berlino che, nel loro strano dialetto, snoccioleranno qualche arguto o amaro aneddoto sulla città, magari condito di sana Berliner Schnauze.

Aperti anche i sontuosi interni marmorei del “Palais am Festungsgraben”, con i bei pavimenti a parquet e i grandi candelieri, che ospitavano, ci possiamo immaginare, balli sciccosi conditi di champagne, fumi di sigarette (magari un po’ oppiate), divise militari lucidissime, occhi bistratti e piume tra i capelli.

Pankow

Per chi visita il centro di Berlino non è un nome nuovo: Karl Friedrich Schinkel, che insieme a Lennè, si occupò, nella prima metà dell’ottocento, di rifare il look della capitale prussiana. Ma oltre ai suoi edifici pubblici neoclassici e scenografici (come l’Altes Museum o la Schauspielhaus in GendarmenMarkt), Schinkel sapeva disegnare anche eleganti dimore private. Una la fece costruire per il suo amico, il banchiere Wilhelm Brose, che nel 1825 gli chiese di costruirgli una casetta per gli ospiti. Ora, di questa “Schweizerhaus” (evidentemente, e saggiamente, il banchiere berlinese aveva solo ospiti svizzeri), rimane famosa la “Schinkel Veranda”: esempio di architettura privata neoclassica, in cui il decoro, anziché essere affidato a elementi costruttivi come era tipico di Schinkel, è realizzato con la pittura.

 Steglitz-Zehlendorf

Aprono per la prima volta al pubblico le porte della Loggia Massonica dei “Freimauer” (noi li chiamavamo “Liberi muratori”). Fondata a Berlino nel 1770, ha avuto tra i suoi membri Gotthold Ephraim Lessing e l’Imperatore Guglielmo I. La riconoscerete perché è un grande edificio neobarocco ma, bizzarramente, in cotto rosso… insomma loggia segreta che non amava passare inosservata… in Peter – Lennè strasse, 1.

 Tempelhof- Schöneberg

Straordinaria apertura del campo profughi di Marienfeld, aperto nel 1953 per i “disertori della Repubblica”, quelli che insomma riuscivano a valicare i confini della DDR e cercavano di rifarsi una vita a Ovest. Qui venivano rifocillati, rivestiti, muniti di una piccola mancia di benvenuto per essere poi imbarcati sugli aerei che li avrebbero portati oltre la Cortina di Ferro. Tedeschi che fuggono dalla Germania, si rifugiano in Germania, per scappare in Germania. Profughi in casa propria. Da vedere per capire la storia di questo paese dopo la seconda guerra mondiale,e, probabilmente, anche quella di oggi (specie in questi giorni di elezioni politiche e “krawalle”, ovvero tafferugli, ovvero sassaiole e botte da orbi, per le strade).

Per concludere due notizie, una buona e una cattiva.

Quella buona: settembre a Berlino è meraviglioso, il sole è color miele, l’aria è frizzantina e tutti sono immersi in un dolce spleen, seduti davanti al loro cappuccino (?) si godono gli ultimi giorni d’estate, senza foga e con tanta panna.

Quella cattiva: se volete spostarvi rapidamente in città, per vedere questi monumenti o altri, NON, ripeto, NON affidatevi alla S-Bahn: in questi giorni è allo sbando, funzionano solo tre linee con treni ogni venti minuti. Miracolosamente il Ring-bahn gira ancora. Ma senza dolceamaro spleen, lì potete vederesolo il muso duro di un tedesco dinnanzi a un disservizio pubblico. A ripensarci… merita!

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