“Die Riesen kommen” : Arrivano i Giganti, e regalano a Berlino una piccola grande favola per i suoi primi venti anni dalla Caduta del Muro

La Bimba Gigante, il Palombaro e il Muro (una favola per Berlino)

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, proprio là dove oggi sorge la città di Berlino una palude abitata dai Giganti: piantavano grandi radici nell’acqua perché poi lentamente crescessero alberi con cui i Giganti costruivano i loro rifugi. In una di queste capanne abitava la Bimba Gigante insieme con il suo zio, il Grande Gigante. Da lui aveva ricevuto in dono una barca prodigiosa con cui poteva attraversare anche i continenti. Ma un brutto giorno i Mostri della Terra e del Mare divisero la città in due parti, e costruirono un muro tutt’intorno a una delle due. Così il Grande Gigante e la Bimba Gigante furono separati. Il Grande Gigante si adirò a tal punto che si tuffò nelle acque del fiume e da lì cominciò a vagare nelle profondità degli oceani cercando i geyser addormentati sul fondo del mare. Passarono gli anni prima che ne trovasse uno. Poi lo trascinò proprio sotto i muri della città e lo risvegliò di colpo. La terra tremò, i muri crollarono e furono portati via dalle correnti. Un vento fortissimo soffiò sulla barchetta della Bimba Gigante, che cominciò a muoversi, mentre le antiche radici degli alberi strappate alla terra volavano in cielo. Quando il caos si acquietò il Grande Gigante emerse dalle acque e cominciò la sua ricerca. La Bimba Gigante intanto si era svegliata accanto alla sua barchetta e aveva trovato un grande sacco di lettere che non erano mai state consegnate. Decise allora di portare tutta quella posta a chi da tanto l’aspettava e cominciò a girare attraverso la città finché finalmente, proprio in questo suo vagare, la Bimba Gigante ritrovò finalmente il Grande Gigante, lo Zio da tanto perduto.”

– Jean Luc Courcoult, autore e regista di Royal de Luxe–

Per il giorno della Riunificazione tedesca la compagnia di teatro di strada Royal de Luxe ha preparato proprio le cose in grande: una favola urbana raccontata da marionette alte più di 15 metri che per per quattro giorni, dal 1 al 4 ottobre, abiteranno la città. Sfileranno attraverso le vie più importanti di Berlino, i luoghi della memoria connessi alla storia della divisione e del Muro, si addormenteranno nei parchi e nelle piazze cittadine per poi risvegliarsi al mattino: due volte al giorno riproporranno la loro storia che – divisa in episodi – comincerà con l’arrivo della Bimba Gigante a Berlino, continuerà con l’emersione del Palombaro dalle acque dell’Humboltdhafen (vicino alla stazione di Hauptbahnof) e si concluderà con l’incontro tra di due Giganti separati dal Muro, ovviamente alla Porta di Brandeburgo (il luogo simbolo della riunificazione tedesca). Ogni giorno un pezzetto di favola in più, ogni giorno una parte di Berlino trasformata in un grande teatro sognante sotto il cielo violetto d’autunno.

Sono proprio le dimensioni straordinarie (dei personaggi, degli spazi e dei tempi della rappresentazione) a rendere così speciale questa favola semplice dedicata a Berlino.

Guardando questi pupazzi, mossi febbrilmente da una masnada di manipolatori in livrea (che tra pulegge e cordami ci ricordano tanto i Lillipuziani che cercano di legare Gulliver sulla spiaggia), ci si sente evidentemente piccoli e quindi – per rapida associazione – bambini. Da lì in poi l’accettazione del sogno come parte della realtà, la disponibilità al gioco, la trasformazione della città in un luogo sconosciuto e quindi improvvisamente ricco di sorprese sono una conseguenza diretta. Il trucco è vecchio e ben noto a tutti gli intrattenitori, ma funziona sempre bene: alterando le dimensioni della cosiddetta “normalità” e mettendo in scena l’infinitamente piccolo o il gigantesco, si attiva sempre l’attenzione emotiva dello spettatore e si stuzzica il suo desiderio ludico, creativo e ricreativo, quella attesa dell’impossibile che la vita quotidiana, il lavoro, la tv giorno dopo giorno spengono. Presentare personaggi minuscoli o giocare con oggetti molto piccini – che richiedono quindi una attenzione speciale, tattile oltre che visiva – o essere catapultati improvvisamente in un mondo dove tutti sono più grandi di noi deve in qualche modo richiamare in ogni essere umano le sepolte memorie dell’infanzia. E quindi non servono intrecci avvincenti perché tutto è già un colpo di scena. Il mondo torna a essere una sorpresa.

Va anche detto che questi artisti di strada della Royal de Luxe sono veramente talentuosi in quello che fanno e con maestria riescono a cancellare ai nostri occhi le macchine, le gru e i cavi d’acciaio che muovono i loro pupazzi giganti: dopo un attimo di sbalordimento vediamo veramente una bimba dolcissima (ma alta 15 metri) e uno stranito palombaro alla Jules Verne che avanzano nelle strade della nostra città. E la normalità, per un po’, ce la scordiamo.

La stessa sensazione forse che provarono venti anni fa le persone che videro il Muro crollare: tutto diventa improvvisamente possibile.

Berlino come teatro vivente della surrealtà.

In attesa della grande festa berlinese provate intanto a guardare gli spezzoni degli spettacoli che Royal de Luxe ha allestito per le vie di Nantes (loro madrepatria), Londra o di Santiago del Chile sul sito dedicato a questo evento:

 http://www.riesen-in-berlin.de/

Se invece sarete a Berlino in quei quattro giorni fate in modo di non perdervi assolutamente le parate. Si svolgono tutti i giorni, al mattino dalle 10 alle 12, il pomeriggio dalle 15 alle 18 sia che splenda il sole sia che piova (non c’è biglietto, ma per assicurarsi i posti migliori conviene recarsi per tempo nei luoghi della parata). E siccome, al solito, il sito informativo è solo in tedesco e in inglese, alcuni semplici istruzioni per trovarsi nel posto giusto al momento giusto:

 Giovedì 1 ottobre:

I segni premonitori dell’arrivo dei Giganti animeranno Schlossplatz e Pariser Platz (probabilmente vedremo i “lillipuziani” che montano piano piano i loro giganteschi compagni e improvvisamente ci trasformano da esseri umani di media statura in tante creaturine piccine).

 Venerdì 2 ottobre:

La Bimba Gigante si recherà al Rotes Rathaus per incontrare il sindaco di Berlino: avrà con sé le lettere che la Stasi ha confiscato e che non sono mai state consegnate ai legittimi destinatari. A piedi e a bordo della sua barca magica, capace di navigare anche sulla terra, attraverserà la città in cerca dello Zio, scendendo verso Bebelplatz e Gendarmenmarkt. A sera, esausta, senza avere portato a termine i suoi scopi, si addormenterà nel Lustgarten.

Sabato 3 ottobre:

Mentre la Bimba Gigante continua la sua ricerca incamminandosi verso Potsdamer Platz, dalle acque dell’Humboltdhafen emergerà il gigantesco Palombaro che col suo scarpone numero 237 si incamminerà verso Tiergarten in cerca della nipotina. Al tramonto i due Giganti potranno finalmente riabbracciarsi ovviamente a Brandeburger Tor.

Domenica 4 ottobre

Una parata festosa accompagnerà i due Giganti finalmente riuniti lungo la Strasse des 17 Juni, fino a che la Bimba Gigante e il Grande Palombaro si imbarcheranno sul loro vascello e dalla Sprea partiranno inseguendo nuove avventure, questa volta insieme.

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