E sia, la luce.

Il “Festival delle luci” inonda Berlino di luce colorata dal 14 al 25 ottobre 2009.

Molti punti della città, dai monumenti principali ad alcune stazioni della metropolitana, a edifici e strade e parchi verranno avvolti dai fasci di luce colorata delle installazioni luminose del Festival. Due settimane di colori e chiarore, durante le quali i berlinesi e gli ospiti si godono una città più che mai colorata, gli studi di design di luci hanno una vetrina spettacolare per promuovere il loro lavoro, e l’osservatore e il blogger solitario un momento per fermarsi a pensare a una realtà subdola e inquietante, ma indiscutibile.

E’ passato sotto silenzio, almeno tra le pagine di questo blog. Come un segreto di famiglia imbarazzante, una verità scomoda che non si vuole nominare, uno scheletro dentro l’armadio .. e via dicendo.

L’Equinozio.

Che solo a dirlo fa paura, e se si tratta di quello autunnale, di equinozio, allora la paura è ben giustificata. L’eterna tenzone giorno notte ha fatto registrare un -già di per sé deprimente – 12-12 il 22 di settembre. Come quando in Mary Poppins gira il vento, così il girare della terra ha effetti profondi sulla salute dei Berlinesi, effetti che non si possono ignorare.

La consapevolezza si fa strada a poco a poco, striscia e si insinua fino a diventare una certezza: fino ad Aprile, addio sole. Addio calore e addio luce. Naturalmente i mesi di ottobre e novembre ancora si lasciano vivere, con queste giornate corte ma soddisfacenti. Ma lo sappiamo tutti, quello che viene dopo. E non ci vogliamo pensare.

E allora si da il via al rito d’esorcismo, quella danza macabra sui generis che a Berlino, in autunno, assume le forme più calde e confortanti: e luce sia.

Il Festival delle luci ha aperto il 14 Ottobre la sua quinta edizione. Ogni anno l’elenco dei luoghi d’interesse illuminati varia un po’, si espande insieme alla popolarità del Festival. Naturalmente i “titani della rappresentanza” rimangono sempre in lista, beneficiano ogni anno del loro momento sotto i riflettori: le Torri di Berlino, quella della TV e quella della radio, la Colonna della Vittoria, la Stazione principale, il Duomo… e moltissimi altri luoghi meno noti, più discreti, in tutto una quarantina. La Porta di Brandeburgo, anch’essa ovviamente coprotagonista del festival, diviene addirittura una grande lavagna che tutti possono utilizzare per scrivere i loro messaggi con la luce: dalle 19.00 alle 24.00 ogni sera vengono proiettati sulla Porta i messaggi e le frasi che chiunque può consegnare in loco agli organizzatori del Festival.

Qui l’elenco delle luci del Festival:

http://www.city-stiftung-berlin.eu/index.php?id=illu09&sprache=0

Per due settimane Berlino si trasforma in un caleidoscopio gigante, che quasi (quasi) si aspetta con ansia la sera per vederla così colorata e cangiante. Perfino la Porta di Brandeburgo, di solito così seriosa e austera, quasi una maestrina severa sugli altri scapestrati monumenti di Berlino, diventa per due settimane rossa verde blu e gialla, e la Vittoria della quadriga sembra quasi sorridere compiaciuta: vittoria della luce sull’ombra, di Berlino sul suo inverno.

Certo, dura solo sue settimane. Ma non ci preoccupiamo troppo, ché quando il Festival spegnerà le luci su Berlino l’oscurità non durerà così a lungo: i mercatini di Natale ci riforniranno presto di lucine e luccichii invernali, e aroma di vino caldo con le spezie.

Il Festival delle luci sulla Sprea
Il Festival delle luci sulla Sprea
Festival delle luci - La Colonna della Vittoria
Festival delle luci – La Colonna della Vittoria
Festival delle luci - Hauptbahnhof
Festival delle luci – Hauptbahnhof
Festival delle luci - La Porta di Brandeburgo
Festival delle luci – La Porta di Brandeburgo

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