IL 9 NOVEMBRE ALLA PORTA DI BRANDEBURGO: BARENBOIM, GORBATSCHOW E IL MURO CHE CADE ANCORA UNA VOLTA

Giungerà forse anche alle orecchie di Wagner, la cui statua riposa tranquilla nel Tiergarten, a poche centinaia di metri dalla porta di Brandeburgo: sarà la sua musica ad aprire la sera del 9 Novembre la “Festa della Libertà”.

20 anni dopo. Dopo la notte che cambiò la storia dell’Europa, la notte della rivoluzione pacifica – così viene oggi stampata nella storia. Milioni di cittadini della Germania est attraversarono per la prima volta un confine sacro (al governo)  e inviolabile (per loro), il 9 Novembre del 1989.

Da Berlino est a Berlino ovest: pochi metri che erano larghi come un abisso. Due culture, due sistemi economici, due dialetti, due visioni del mondo. E un solo popolo: i Tedeschi. Che dopo la guerra vedono i liberatori fendere in due la loro identità e si vedono dichiarare stranieri, nemici addirittura.

La ricorrenza della fine di quest’incubo è decisamente un’occasione per festeggiare, ancora di più, per celebrare e glorificare la ritrovata unità. Se poi il giubileo è di quelli a numero tondo, il ventennale, allora sono giustificate la pompa magna, la presenza di ospiti d’eccezione e il richiamo plastico all’abbattimento del maledetto muro.

Troveremo tutto questo lunedì sera alla Porta di Brandeburgo, che se per 28 anni (tanto il muro rimase al suo posto) fu lasciata drammaticamente sola, isolata e inutilizzata, si gode oggi il suo meritato ruolo di protagonista e di ospite d’onore ai festeggiamenti per la sua ritrovata operatività come porta, come punto di passaggio e non più di confine.

Daniel Barenboim aprirà la manifestazione dirigendo l’orchestra della Staatskapelle e il coro della Staatsoper nell’esecuzione di musiche di Wagner, Schönberg, Beethoven e Goldmann.

Gli ospiti d’onore faranno poi il loro ingresso ufficiale attraversando la Porta, da est a ovest naturalmente, e ai discorsi di molte personalità politiche tedesche e internazionali, tra cui il sindaco di Berlino Klaus Wowereit e del cancelliere federale Angela Merkel, seguirà l’abbattimento del Muro, vent’anni dopo.

Circa mille “tessere di domino” sono state collocate in città, dal Parlamento alla Porta di Brandeburgo a Potsdamer Platz. Sono parallelepipedi dipinti da artisti di molti paesi, che ricordano nella forma e nella dimensione i segmenti del Muro che divideva Berlino.

Cadranno il 9 Novembre, ancora una volta, con un effetto domino che ricorderà a Berlino come quella notte di 20 fa fu innescato un processo che condusse al reinventarsi dell’Europa e del mondo.

Ci sarà Michail Gorbatschow a vedere il muro cadere, di nuovo. E forse gli sembrerà di sentire ancora una volta la folla speranzosa che crede in lui e nella sua politica, e che gli dice “Gorby, il popolo siamo noi!”. La folla che chiede libertà, e che oggi, dopo due decenni e una scommessa vinta con la storia, di quella libertà non ha dimenticato il valore.

Klaus Wowereit e il Domino di Berlino
Klaus Wowereit e il Domino di Berlino
Daniel Barenboim
Daniel Barenboim
La statua di Wagner nel tiergarten
La statua di Wagner nel Tiergarten
Le tessere del Domino alla Porta di Brandeburgo
Il Domino di Berlino

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