Lili Marleen

La dolcissima canzone „Lili Marleen“ viene intonata per la prima volta nel 1938 in un cabaret di Berlino da una giovane di nome Lale Andersen, una delle voci più famose della Germania degli anni ’30/40.

Il testo della canzone è una poesia di Hans Leip del 1915, che l’autore compose poco prima di partire per il fronte.
Alla fine del decennio l’occupazione di mezz’Europa da parte dell’esercito tedesco e la conseguente unificazione delle trasmissioni radiofoniche rende “Lili Marleen”, sulla melodia di Norbert Schulze e con l’interpretazione della Andersen, famosissima in tutta Europa. Diventa un inno per tutti gli eserciti schierati, indipendentemente dal colore della divisa: già nel 1942 ogni soldato fischietta Lili Marleene.
Il poco lungimirante governo tedesco decide di censurare la canzone, considerata tutt’a un tratto “morbosa e deprimente”. Lale Andersen cade in disgrazia e sarà condannata alla reclusione in campo di concentramento. Per sua fortuna la radio inglese diffonderà la notizia dell’arresto prima della sua deportazione e il governo nazista sarà costretto a smentire e a commutare la condanna nel divieto assoluto di interpretazione di “Lili Marleen”.

Dopo che nel 1944 Marlene Dietrich ebbe interpretato il pezzo davanti alle truppe americane, il successo di “Lili Marleen” non conobbe più confini: l’anno successivo fu girato in America il film “la vera storia di Lili Marleen” e il testo della canzone fu tradotto in almeno 50 lingue.
Nel 1981 R.W. Fassbinder dirige un’ulteriore pellicola sulla storia della canzone, la cui sceneggiatura si ispira direttamente al romanzo parzialmente autobiografico di Lale Andersen “Il cielo ha tanti colori”. Di seguito il testo della canzone in italiano (da internet – la traduzione non conserva in pieno il significato dell’originale, tra il testo del 1915 e quello italiano ci sono quasi trent’anni – incluso il Ventennio – e due guerre di differenza), la versione di Lale Andersen su immagini della vecchia Berlino e un estratto del film di Fassbinder con la bella interpretazione di Hanna Schygulla.

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Tutte le sere, sotto quel fanal
presso la caserma ti stavo ad aspettar.
Anche stasera aspetterò
e tutto il mondo scorderò.
Con te, Lilì Marleen,
con te, Lilì Marleen.

Tu trombettiere stasera non suonar
una volta ancora la voglio salutar.
Addio piccina dolce amor,
ti porterò sempre in cuor
con me, Lilì Marleen,
con te, Lilì Marleen.

Dammi una rosa da tener sul cuor
legala col filo dei tuoi capelli d’or.
Forse domani piangerai
ma dopo tu sorriderai.
A chi, Lilì Marleen,
a chi, Lilì Marleen.

Quando nel fango debbo camminar
sotto il mio fardello mi sento vacillar.
Che cosa mai sarà di me?
Ma poi sorrido e penso a te.
A chi, Lilì Marleen,
a chi, Lilì Marleen.

Se chiudo gli occhi il viso tuo m’ appar
come quella volta nel cerchio del fanal.
Tutte le notti sogno allor
di ritornar, di riposar.
Con te, Lilì Marleen,
con te, Lilì Marleen.

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