Italian ReStyle Festival: 20 Nov – 12 Dic, Kunsthaus TACHELES, Berlin

Tacheles significa in yiddish “liberi di esprimersi”: ed è sotto questo nome ben augurante che, dopo la caduta del Muro, un gruppo di artisti e squatter ha occupato uno dei ruderi più interessanti di Berlino. Costruito tra il 1907 e il 1909 come uno dei primi centri commerciali – tanto grande e imponente nella sua facciata neo-gotica da essere chiamato “La Cattedrale del Consumo” – , trasformato dalla AEG in “Casa della Tecnologia” – nel 1936 vi trasmisero televisivamente i Giochi Olimpici per la prima volta al mondo – , l’edificio è stato utilizzato da diverse organizzazioni naziste, persino dalle SS – brevemente anche come prigione per francesi – . Le bombe della seconda guerra mondiale hanno provveduto a squartarlo e così poi le demolizioni di epoca DDR.

Insomma la storia di tutta Berlino è riassunta in questi muri, che oggi appaiono diroccati, colorati, raffinatamente restaurati ma sempre un po’ sudici, coperti da scritte, slogan, stickers, flyers, cicche, cocci, tappi di birra, inviti per mostre, feste, vernissage, chi ha perso il cane e chi cerca un nuovo co-inquilino… Una casa – simbolo di questa città. “Liberi di Esprimersi”.

É bello quindi scoprire che questa casa berlinese tutta speciale ha aperto le sue porte, le sue stanze all’arte italiana. Alla giovane arte italiana. Provocante, politica, personale, cosmopolita. “Italian ReStyle” è una mostra in forma di Festival delle Arti che nasce infatti da una open – call senza peli sulla lingua:

“…in questo momento storico il (loro) “Belpaese” sta facendo passi da gigante verso il dirupo più nero (…) L’Arte è politica. Sempre. Poiché nasce da un impulso personale ed è rivolta al pubblico, è sua insita natura comunicare, esibire, proporre, manifestare (…) quindi basta con le parole e i sofismi, artisti italiani! Sentitevi liberi di proporre il vostro progetto. Non più parole ma fatti.”

Hanno risposto artisti italiani di ogni categoria – video, pittura, fotografia, scultura, letteratura, cinema e teatro – sia residenti in Italia, sia residenti a Berlino, che hanno colto l’occasione per dire la loro su quello che succede nel loro Bel-Brutto Paese, nel Mondo tutto intorno e ovviamente nel Mondo “dentro”.

Significativamente tutto ciò accade a Berlino. Una città che molti artisti italiani hanno eletto a propria dimora. Perché qui tira chiaramente un’aria diversa, qui ci si sente “liberi di esprimersi”. La vita è banalmente più economica, esistono maggiori sussidi per chi lavora nella cultura, ma non dimentichiamo che qui – come raramente accade altrove – la gente è curiosa, il pubblico è vivo e palpitante, le risposte sono immediate e sincere, le proposte sono internazionali ed estroverse, gli spazi si aprono agli eventi senza pregiudizi, le autorità non mettono bastoni fra le ruote, non è di moda fare i guru né piangersi addosso. L’arte e la cultura sono percepite come un arricchimento della collettività, non come un passatempo, uno spreco o una spina nel piede. Insomma Berlino permette di esser artista senza dover diventare anche paraculo o leccaculo. Più chiaro di così!

Ma allora chi sono questi artisti italiani (in gran parte) fuggiti dall’Italia: gente che ha trovato qui il suo Eldorado e, ora che è al sicuro, lontano, inattaccabile, si permette di sparare sentenze sul paese (scomodo) che li ha generati? Sputare su chi non ha potuto – per tempo – scappare?

Non mi pare. Perché il progetto di Barbara Fragogna, la curatrice di Italian ReStyle, è agguerrito quanto ambizioso: il Festival nasce a Berlino, perché qui grazie a tante congiunture storiche (molte delle quali ben peggiori della attuale situazione italiana) si trova oggi un humus adatto alla creazione espressiva. Il Festival però non si deve fermare a Berlino. Si propone invece di diventare una mostra itinerante che – attraversando l’Europa e, magari, gli oceani – arriverà come ultima tappa in Italia.

Una marcia di mani, cuori, cervelli italiani, sparpagliati nel globo, raccolti in nome di un sentire comune (“l’arte è politica”), che non lasceranno il loro paese affondare senza cercare di porvi rimedio. Nessuna dorata ignavia. Nessuna presunzione gratuita dalla terra dei Lotofagi.

Sono andati nel Mondo a imparare come salvare la loro casa che affonda. Berlino insegna (e come non potrebbe, con le credenziali che ha?). Torneranno. Hanno promesso.

La Mostra “Italian ReStyle Festival” al 4° e 5° Piano del Tacheles è aperta: da Mercoledì a Domenica dalle 15 alle 20

Il Programma di spettacoli teatrali, film e concerti include (ancora):

27-28 /11 ore 21: Goldener Saal (1° piano): “Blu”, spettacolo teatrale, scritto e diretto da Valentino Villa.

2/ 12 ore 21: Goldener Saal (1° Piano): “Bye Bye Berlusconi”, un film – guerrilla comedy di J.H. Stahlberg e Lucia Chiarla

5-6 /12 ore 21: Goldener Saal (1° piano): “Penelope in Groznyj”, compagnia MIXÓ con Marco Calvani

11/12 a partire dalle 20: Blue Saloon (ultimo piano): concerto di NO CLARE e Marco Pavin

11/12 a partire dalle 23: Musik Party e concerto di POWER ANTENNA, Mauro Martinuz + DJ SET (Electro Experimental Indie)

Per tutti gli spettacoli teatrali e i film nella Goldener Saal è consigliata la prenotazione: theater-tickets@tacheles.de

La Kunsthaus Tacheles si trova in Oranienburgerstrasse, 54 -56 a, 10117 Berlin (Mitte) e si raggiunge con la S1 o la S2, fermata Oranienburgerstrasse, con la U6 fermata Oranienburger Tor o comodamente a piedi dalla stazione di Friedrichstrasse dove ferma un po’ di tutto!

il logo dell'Italian Restyle Festival
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