Alberi di Natale parte prima: il Baumkuchen, ovvero come prendere a randellate la vostra dieta a colpi di marzapane e cioccolato.

Gli alberi sono uno dei simboli più amati qui al nord durante le festività invernali: ricordano la forza della natura che pur assopita non si lascia sconfiggere dal freddo e dal buio. Bruciati nel caminetto regalano luce e calore. Ricoperti di fiocchi, ghirlande e dolcetti regalano gioia al cuore e la speranza del ritorno dell’abbondanza.

Ma qui non voglio parlare né della tradizione del ciocco di Yule, né dei segreti luccicanti del Tannenbaum. Qui voglio raccontarvi di come questo simbolo arboreo e salvifico possa trasformarsi in un pericolo infido e difficilmente contrastabile, che può rendere la vostra vita terribile se gli permetterete di mettere radici nelle vostre abitudini. Magari non subito, non ora che siamo tutti intabarrati in piumini informi e scialli modello tenda canadese 4 posti.. dovete solo aspettare che torni la bella stagione, che le magliette si accorcino, che i pantaloni si abbassino, che la nuda carne si esponga ed eccoli spuntare i frutti incresciosi e lipidici del più subdolo degli alberi di natale: il Baumkuchen, un dolce-albero che non lascia scampo.

Una randellata ipercalorica alla vostra dieta.

Una tentazione a strati che dura tutte le vacanze di Natale.

Un albero che vi regalerà 463 calorie a fetta (molto meglio allora addentare un pino vero… primo vi farà passare subito la voglia di mangiare, secondo, se anche la segatura potrebbe essere considerata della famiglia dei carboidrati, non potrà mai e poi mai farvi ingrassare quanto il suo simile cresciuto in pasticceria, vi riempirete la lingua di schegge molto prima).

Il Baumkuchen è un dolce natalizio tipico tedesco (e di tutto il nord Europa), all’apparenza una ciambelletta piuttosto alta, evidentemente glassata di cioccolato (fondente o al latte). Al suo interno una stratificazione di pasta ricca di uova, zucchero e marzapane. Se lo tagliate per lungo appariranno fette delicatamente venate, come il legno di ciliegio, se lo tagliate in orizzontale avrete delle fette tonde, con tanti anelli concentrici, proprio come gli alberi. Da cui, con teutonica consequenzialità, il nome: “Baumkuchen”, “Albero-torta”.

Per l’estrema difficoltà della sua realizzazione questo dolce è noto anche come “re dei dolci”: più che altro è un re il pasticcere che lo prepara, pensate che deve cuocere strati e strati di pastella, pennellati delicatamente uno sull’altro, cotti rapidamente nel forno fino a doratura, poi di nuovo fuori, altra pennellata di pastella profumata di mandorla, di nuovo in forno, doratura, poi fuori, spennellata, dentro e così via…il dolce cresce e si espande proprio come un albero intorno allo spiedo centrale che gira in forno.

Lo spiedo è il segreto della sua forma e della sua origine: il dolce era originariamente cotto sul fuoco vivo, avvolgendo uno spiedo di pasta dolce e facendolo poi girare a mano in modo che le fiamme lo cuocessero in modo uniforme.

La sua preparazione, con questa ripetizione di fasi (calde e fredde), con l’arricchirsi visibile degli strati, è un vero proprio rituale… Fatta in casa, nel periodo delle feste, si aggiunge ovviamente alle tante tradizioni domestiche del Natale in famiglia. Un dolce che si prepara piano piano, guardandolo crescere in forno. Pregustandolo per ore e ore. Tutti insieme. Ovviamente in casa è difficile avere lo spiedo apposito, ma le massaie tedesche ne hanno inventato anche la versione piatta, che poi si taglia a ciocchetti (Baumkuchenspitzen), da immergere ciascuno nella marmellata prima, nel cioccolato poi.

Alla fine, proprio come gli alberi che impiegano secoli per crescere e poi in 10 secondi sono abbattuti da una motosega e trasformati in tanti stuzzicadenti, anche il Baumkuchen sparisce in un lampo. Nei pomeriggi d’inverno accompagnato da una tazza di caffè bollente è una porzione di paradiso.

Forse, l’unico modo per evitare di sbafarselo tutto in un colpo, sarebbe fare in modo che le venature interne disegnassero sempre un bel numero: 463. Così a ogni fetta ci ricordiamo quello che stiamo mangiando.

Insomma il Baumkuchen: ci impiega ore per crescere, pochi secondi per sparire, ma resterà per l’eternità nei nostri rotolini sui fianchi. Vero simbolo della forza della Natura.

Due curiosità: il Baumkuchen è uno dei dolci europei più apprezzati e famosi in Giappone. Fu introdotto durante la prima guerra mondiale da un pasticcere tedesco, Karl Joseph Wilheim Junchheim, e da allora si è fatto largo nella cucina dell’estremo oriente. Sarà per la ritualità speciale del suo confezionamento (un virtuosismo un po’ zen), sarà per l’armoniosa parentela col mondo naturale (un po’ shinto), per l’eleganza delle sue striature (pensate ai giardini orientali)….sarà….sarà…ma non sarà semplicemente perché è mostruosamente buono?

Seconda curiosità: quando acquistate un Baumkuchen in Germania e lo portate in Italia come delizioso regalo, state in realtà rimpatriando un antichissimo emigrato. La prima ricetta del Baumkuchen appare infatti su un libro di cucina italiano del 1426, e sembra che sia stata la contessa Bona Sforza, andata in sposa al re di Polonia nel 1518, a introdurre il dolce nelle abitudini natalizie nordiche. E a quanto pare il Baumkuchen qui ha messo radici ed è cresciuto poi benissimo, dalla tavola della regina italiana ai banconi di qualunque LIDL berlinese.

impossibile resistere
impossibile resistere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *