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Februar ins Kino: un mese speciale dedicato al volto cinematografico di Berlino, dal Gabinetto del Dott. Caligari ai tappeti rossi della Berlinale

Post di Ema

Posted on | gennaio 23, 2010 | No Comments

Quando fuori nevica pesante (come accade in questi giorni) e le vie della città si trasformano in levigate e micidiali piste di ghiaccio, la sala del cinema rappresenta un rifugio ideale: calda, comoda, buia, permette di fare viaggi lontani senza esporsi al rischio di raffreddori o scivoloni mortali. Forse proprio per questo gli organizzatori della Berlinale, il favoloso festival internazionale del cinema di Berlino, hanno scelto il mese di febbraio per la loro manifestazione. Un modo intelligente per dare un po’ di luce a questa città nei suoi giorni più cupi, subito dopo le luminarie zuccherine del Natale e appena prima del ritorno della tiepida primavera.

In origine il festival si teneva in giugno, ma era il 1951 e Berlino era ancora una città a pezzi. Meglio non esporsi al rischio di beccarsi il raffreddore stando seduti ore in una sala non riscaldata, magari piena di buchi sul tetto, in un febbraio post-bellico!

Il Festival nacque per iniziativa del comando militare statunitense e voleva ridare un po’ di colore, vita, musica alla città disastrata. Lontani erano i giorni in cui Berlino contendeva con Hollywood il primato di capitale cinematografica del mondo, lontanissimi i giorni in cui in questa città grandi geni artistici (e perché no, anche manageriali) creavano quel fenomeno eccezionale che poi gli studiosi di cinema avrebbero ricordato come la “scuola espressionista tedesca”. La magniloquenza scultorea di “Olympia” era decaduta nel bieco cinema propagandistico nazista, e poi, durante la guerra totale, non c’erano più soldi, tempo, energia, voglia di fare cinema (anche se Hitler ci teneva che i suoi cuccioli tedeschi andassero sempre all’Opera, in spregio alle bombe, con coraggio da Nibelunghi).

Dal 1951 il Festival è diventato uno degli eventi più importanti, non solo per l’industria cinematografica, ma per la vita culturale della Germania e del mondo. L’orsetto, sia d’oro sia d’argento, uno dei premi più ambiti, forse il più simpatico se messo a confronto con le fattezze aliene dell’Oscar o con il lustro pacchiano dei nostri Leoni alati, dei nostri David (che sembrano un po’ souvenir da bancarella), battuto in eleganza dalla Palma d’Oro di Cannes (l’unico premio che un artista dotato di minimo buon gusto potrebbe esporre in casa, anziché dimenticarlo sul caminetto della casa di montagna, in mezzo alle coppe della bocciofila e alle medaglie di sci di fondo).

Per omaggiare il Festival che quest’anno compie sessant’anni e per dare un po’ di colore, vita e musica al febbraio venturo che si preannuncia bianchissimo e freddissimo, abbiamo deciso di dedicare i prossimi post del nostro blog a Berlino e al suo cinema.

Non solo ai tappeti rossi della Berlinale, ma anche alle salette cinematografiche che ci piacciono di più, alle rassegne più interessanti, ai film che hanno fatto la storia della città. Faremo qualche scappatella nel passato, raccontandovi come poteva apparire la città durante gli anni d’oro del suo cinema e cercheremo di raccogliere i film che hanno reso memorabile Berlino, o che semplicemente, secondo noi, meglio la rappresentano.

Certo, l’impresa è grande e febbraio è corto… quindi dateci una mano e segnalateci i film secondo voi più interessanti, significativi, magici: ovviamente “zum Thema” Berlino.

Chiudiamo con una chicca: sapete con quale film fu inaugurato il primo festival di Berlino, nel lontano 6 giugno 1951? Era Rebecca, la prima moglie di Alfred Hitchcock, e proprio la sua protagonista Jean Fontaine fu prima madrina della Berlinale. Sotto i loro buoni auspici ci prepariamo per accompagnarvi sotto la neve di Berlino dritti dritti al cinema.

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