Fuori concorso: Banksy, l’artista di fuori che gira la telecamera, riprende il girante e gira lui il film.

Exit Through The Gift Shop
Exit through the Gift Shop

Exit through the gift shop” verrà proiettato sugli schermi della Berlinale tra pochi giorni, e ancora nessuno sa bene che cosa aspettarsi da questo film. Ma basta sapere che è “a Banksy film” per incuriosirci tutti.

Che Banksy sia l’artista di fuori non c’è dubbio per ognuno dei sensi che vogliamo dare alla parola: di fuori lavora, arrampicandosi tra i cornicioni per dipingere le città. Di fuori sono le sue quotazioni, che raggiungono i sei zeri ormai di routine. Fuori controllo è il dibattito che Banksy (e la street art in genere) ha scatenato, o meglio rinverdito in anni bui di stanchezza e di già visto, che ruota intorno allo statuto dell’opera d’arte e del suo medium designato. E un po’ fuori nel senso clinico del termine lo è anche lui, e perché non lei, di sicuro.

E’ l’artista che nessuno ha mai ufficialmente visto o catturato, che della privacy ha fatto una professione – un profeta dell’espressione del sé unicamente attraverso la propria opera. Il che fa di luilei un geniaccio della comunicazione, in questi bi o tripolari tempi di ostentazione da social network.

C’è stato ovviamente chi ci ha provato, a riprendere Banksy e a smascheraloa. Senza successo naturalmente, che uno che in una notte ti crea un capolavoro stando stando appeso a testa in giù non è certo un pressapochista. Ma uno dei suoi “stalkers” ce l’ha evidentemente fatta, ad avvicinarsi a Banksy. Ad approcciarlo, a farselo amico, a seguirlo nelle sue avventure e a ritrovarsi nel finale ad essere lui sotto il tiro della sua stessa telecamera. O almeno questo è quello che ci racconta “Exit through the gift shop” – se poi sia tutta una gigante burla, beh, non lo sapremo mai di preciso.

Terry Guetta aveva iniziato a filmare street artists a Los Angeles. Una volta deciso che quella era la sua ossessione si dedicò all’impresa Banksy, ché se uno fa una cosa, la fa con eccellenza – e Banksy, si sa, è LO street artist per eccellenza. Il contatto ravvicinato con il misterioso artista ha però un effetto collaterale: Guetta, si distrae, si appassiona, decide di provare anche lui a dipingere e posa la telecamera. E’ un attimo, la telecamera passa di mano e Banksy si ritrova a girare quello che definisce “La storia di un uomo che ha tentato di filmare l’infilmabile. E ha fallito.”

Il film sarà proiettato 4 volte durante il festival, ossia: Domenica 14.02, ore 22.30 nel Berlinale Palast (Marlene Dietrich Platz, dietro a Potsdamer Platz) – Lunedì 15.02 alle 15.00 nel Friedrichstadtpalast (Friedrichstrasse) e alle 20.00 nel cinema Urania (An der Urania 17) – Domenica 21.02 alle 17.30 nel Berlinale Palast.
Come direbbe il direttore del Festival Dieter Kosslick: “Banksy sarà presente, ma ovviamente nessuno lo vedrà”.
La sezione? Fuori concorso, ovviamente.

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