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Childhood Heroes e la Strychnin Gallery – l’evento a sostegno di Berliner Herz e il punto di vista di Yasha Young sul mercato dell’arte.

Post di AnnA

Posted on | marzo 10, 2010 | No Comments

Childhood Heroes

Childhood Heroes

CHILDHOOD HEROES è una mostra di beneficenza organizzata a sostegno dell’ospedale per bambini Berliner Herz dall’artista berlinese Sara Rosenbaum (Tatau Obscur) e dalla gallerista Yasha Young (Strychnin Gallery). Aprirà al pubblico venerdì 12 Marzo alle 19.00 con una performance della band berlinese BossHoss. I proventi della mostra saranno devoluti all’ospedale e alle famiglie dei bambini affetti da malattie gravi o terminali, allo scopo di sostenerli nella difficile quotidianità e di permettere all’ospedale di continuare al meglio la sua attività.

La galleria Strychnin esiste dal 1998 e si è ormai imposta come punto di riferimento importante per il mercato dell’arte contemporanea nelle sue tre sedi: Londra, New York, Berlino.
Yasha Young ha parlato con noi del suo lavoro e del mondo dell’arte contemporanea, che in particolare a Berlino sembra avere milioni di possibilità.

Da quanti anni lavora come gallerista? Come ha cominciato?
Sono ormai dieci anni che lavoro come gallerista. Il mio punto di partenza sono state la street art e la tattoo art. Ho iniziato esponendo lavori artisti che conoscevo e ritenevo validi – mi sono occupata di costruire le loro carriere e la mia attività è cresciuta di pari passo.

La strychnin Gallery è nota a Berlino per essere la più famosa galleria a trattare arte “LowBrow”. Perché ha deciso di occuparsi di questo tipo d’arte?
Non amo il termine “LowBrow”, come non amo alcuna definizione che voglia appiccicare un’etichetta al lavoro degli artisti. Gli artisti stessi non amano essere definiti “artisti LowBrow” – il LowBrow è un movimento, non un modo specifico di fare arte. La Strychnin è nota come galleria LowBrow perché questo termine – alla pari dell’arte che noi esponiamo – è nuovo in Europa. LowBrow si è quindi imposta come definizione, sebbene sia imprecisa e genericizzante.

Come dire che voi trattate arte nuova, e che nel momento in cui qualcosa viene definito è già superato.
Più o meno. Quando si parla di LowBrow tra addetti ai lavori si hanno in mente un momento storico e degli artisti ben precisi. Dai quali discendono tutti quei movimenti che sono oggi legati nell’immaginario collettivo alla LowBrow art: dark art, pop surrealism ecc.. Personalmente uno dei termini che preferisco volendo definire quello di cui mi occupo nelle mie gallerie è “victorianer” o “pop surrealism”.

Quali sono i Paesi al momento maggiormente rappresentativi per l’arte emergente? E quali i migliori mercati per l’arte contemporanea?
In entrambi i casi decisamente i Paesi di lingua anglosassone, UK e USA. Noi esponiamo i lavori anche di artisti tedeschi molto validi. Le loro opere sono sempre contaminate dal mondo del design e del digitale, e il risultato è affascinante. In Europa Barcellona e Praga sono le fucine più attive nella produzione di arte al momento, e spostandosi un po’ a est non si può non citare Mosca.
Anche la Germania è un buon mercato per l’arte al momento, soprattutto nelle città di Colonia e Berlino: l’una vanta una grande tradizione come mercato e fulcro d’incontro tra domanda e offerta artistica, l’altra ha dalla sua un’anima innovativa e un sottobosco di cultura underground molto variegato, che la rendono la cornice perfetta per gli artisti e i galleristi per vivere e creare.

Chi è l’acquirente tipo nelle sue gallerie?
I banchieri, sorprendentemente. Probabilmente hanno bisogno di mettere un po’ di colore in un mondo altrimenti grigiastro. E poi rockstars, attori, creativi di ogni provenienza.

A Berlino si ha l’impressione di essere al centro del mondo dell’arte contemporanea: gallerie che aprono e chiudono al ritmo di decine al giorno, artisti che si spostano a frotte verso la capitale tedesca – i muri della città che sono tele immense che vengono reinventate ogni giorno. Come si colloca Berlino nel mercato dell’arte? Secondo lei la città può aspirare al titolo di “capitale europea dell’arte contemporanea”?
In un certo senso lo è già, ma non è certo la quantità di gallerie a decretare la validità di una città come centro artistico. A Berlino c’è addirittura un surplus di offerta, che spesso ha un effetto deleterio sulla qualità. Il fatto è che Berlino è LA capitale economica per eccellenza, e questo da una chance di sopravvivenza anche alle gallerie e agli artisti che non abbiano un effettivo schema di lavoro. Gestire una galleria richiede molto lavoro e una solida rete di contatti, non è un lavoro che si possa improvvisare. In questo senso le gallerie che aprono e chiudono nel giro di un anno non sono effettivamente rilevanti per il mercato dell’arte della città.

Quali sono oggi le avanguardie artistiche, e da dove vengono?
L’avanguardia è un tema interessante, la risposta potrebbe essere molto complessa. Conosco molti artisti che producono opere avanguardistiche, senza necessariamente avere un filo conduttore a legarli tutti. A mio modo di vedere l’avanguardia oggi è inscindibilmente legata al medium artistico: i migliori artisti emergenti che abbia visto di recente producono videoarte o arte digitale.

I miei ringraziamenti vanno a Yasha per averci regalato il suo tempo, a Miriam per il prezioso materiale inviato ed ad Elisabetta per l’intraprendenza che ha reso possibile quest’incontro.

Here the english version of the interview.

Yasha Young

Yasha Young

Alcune opere di artisti che collaborano con la Strychnin Gallery: i berlinesi Christian Rothenhagen e Mimi S. e gli italiani Zaelia Bishop, Nicoletta Ceccoli e SQUP. Click sulle immagini per le ingrandirle!

Rothenhagen

Rothenhagen

SQUP

SQUP

Rothenhagen

Rothenhagen

Rothenhagen

Mimi S. - Unglücksrabe

Ceccoli - Crows

Ceccoli - Crows

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