Richard Wagner e Berlino
Post di AnnAPosted on | aprile 1, 2010 | No Comments
Su e giù per mercatini a Berlino si trovano delle vere e proprie perle. Come “Altberliner Bilderbogen”, una raccolta di racconti per bambini del 1965, di nazionalità DDR. L’”Altberliner Verlag” che editò il testo era una delle poche case editrici private della Repubblica Democratica. Nella storia che segue Wagner è socilaista – e per fortuna che a noi bimbi occidentali lo ricamavano come il Nazi ante litteram.. Si vede che uno del genere fa comodo proprio a tutti tra le proprie fila.
Richard Wagner e Berlino
E’ una tradizione berlinese quella di inserire nel cartellone della Staatsoper (l’opera di Berlino, n.d.t.) il “Parsifal” di Richard Wagner ogni Venerdì Santo e Domenica di Pasqua. E pensare che i berlinesi, all’inizio, di Wagner non ne volevano proprio sapere. La sua opera “Rienzi”, nonostante tutte le decorazioni, nonostante ottocento persone sul palco, nonostante cavalli e cantanti fu un fiasco totale. I berlinesi possono sí sopportare molto, ma quando è troppo è troppo.
Anche “l’olandese volante” ricevette nel 1844 solamente l’attenzione dovutale dal nome del suo autore, nulla più, e dovette essere presto eliminata dalla programmazione. E proprio a questo punto la storia si concesse una burla.
Negli anni 1848-49 il musicista stava dalla parte del popolo. Wagner, allora direttore d’orchestra a Dresda, era pronto a sacrificare la sua carriera in nome della libertà. “La rivoluzione esplode, la madre che eternamente ringiovanisce l’umanità; scende sulla terra distruggendo e rendendo felici. E dietro a lei un insperato paradiso di fortuna s’apre. Non ci sono più i poveri e gli affamati, ma la divinità fattasi Uomo”, declamava Wagner pieno d’ardore. Egli combatté nella rivoluzione del maggio 1849 a Dresda fianco a fianco con gli oppressi nelle barricate. L’incarico di reprimere questo movimento sovversivo era stato affidato al giovane ufficiale Botho von Hülsen, che doveva diventare pochi anni dopo direttore generale della Staatsoper berlinese. Così i due si trovarono al loro primo incontro a fronteggiarsi da nemici.
“Non posso rinnegare la mia opinione personale”, commentò poi il nuovo direttore a proposito di Wagner. “Dopo il nostro incontro a Dresda nel maggio del 1849 mi ripugnava l’idea di instaurare una qualunque relazione personale con il suddetto”. Ancora quindici anni più tardi, quando la fama di Wagner si era già imposta a Berlino e la censura alle sue opere era stata abolita, von Hülsen si rifiutò di riceverlo. La trattativa fu portata avanti al suo posto da Franz Liszt, già amato dai berlinesi e futuro suocero del compositore.
“Tannhäuser” conobbe finalmente il successo nel 1856; tre anni dopo “Lohengrin”. Quando negli anni Sessanta il giovane Albert Niemann diede voce a Tannhäuser, Lohengrin, Tristano e Stolzing, Berlino fu investita da un delirio wagneriano. E così il ghiaccio fu rotto per sempre.
Hans Ludwig 1965
Traduzione mia
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