8-9 Maggio 2010, nasce il più grande parco di Berlino: Tempelhofer Park!

 Poniamo che una grande metropoli europea si ritrovi per una serie di complicate e neanche troppo allegre congiunture storiche ad avere una grande aeroporto proprio nel cuore del suo tessuto urbano e quindi, per la salute e la sicurezza dei suoi cittadini (tanto quelli che poggiano i piedi saldamente a terra, tanto quelli che volano in cielo), decida di chiuderlo, quali possibilità si aprono per lo sfruttamento di questa grande area improvvisamente svuotata di senso e utilità?

Opzione uno: l’area viene fittamente lottizzata e venduta al migliore offerente per costruirci case, uffici, negozi, centri commerciali, cinema multisala, piscine, parcheggi, ecomostri o magari una nuova labirintica IKEA in compensato (alimentando magari un bel giro di bustarelle che, si sa, non fanno bene alla città, ma senz’altro piacciono a chi la governa).

Opzione due: l’area viene trasformata in un grande parco pubblico e ci si inventa la più grande grigliata immaginabile per il sollazzo e il relax dei cittadini.

Se ora proviamo a scendere dall’Empireo delle ipotesi e diamo un nome e un peso concreto alle cose e chiamiamo perciò la città “Berlino” e l’aeroporto “Tempelhof”, capirete che la questione non ha neanche motivo di porsi.

Secondo voi una città che ha visto fallire titanici piani di riqualificazione, utopie immobiliari e cartelli bancari, che stenta a tappare i buchi delle bombe della seconda guerra mondiale e deve già restaurare i grattacieli eretti nel 1998 a Potsdamer Platz ha tempo, voglia e soldi per trasformare la spianata di Tempelhof in un nuovo cantiere? Più forte è il richiamo della salsiccia che rosola sugosa sui carboni ardenti, la seduzione verde di un prato in cui stendersi a prendere il sole o giocare a calcetto. Di palazzoni vuoti ce ne sono già troppi, non parliamo dei centri commerciali che vendono tutti le stesse cose, molto meglio comprarsi sei birre e pensare che – almeno per questa estate 2010 – Berlino ci offre un enorme materasso di prato in cui passare le belle giornate (casomai ne arrivasse una) o sdraiarsi a guardare le stelle lontani da ogni inquinamento luminoso. Certo, di parchi non si sentiva la mancanza, persino i coniglietti berlinesi non sanno più quale scegliere per andare a scavare le loro buche, figuriamoci gli umani. Ma idee più intelligenti al momento non ne venivano a nessuno.

L’apertura del nuovo parco cittadino è fissata per il secondo weekend di Maggio e ci si aspettano folle cariche di insalata di patate, bratwurst, carbonella, diavolina e grill. Birra a fiumi (ma per questo non occorreva un parco nuovo). Una magnifica parata di aquiloni per domenica 9.L’azienda dei trasporti pre – allarma i cittadini a comprare in anticipo i biglietti dei mezzi pubblici per tornare alle proprie case, visto che si prevede un affollamento apocalittico (sono proprio prussiani, come a dire che nel suddetto affollamento apocalittico, stipati come sardine nel vagone della metro, con un grill ancora bollente che ci preme nelle costole e la fiatella alcolica dei vichinghi che ci sovrasta come una nuova atmosfera al sapore di malto, il primo pensiero è andare a vidimare il biglietto!) Noi possiamo solo pre-allarmare tutti quanti a portarsi ombrelli e cappe impermeabili, coperte e piumini, perché lo straordinario ottimismo bucolico dei berlinesi si dovrà scontrare con questa maledetta primavera! 7 gradi il 6 maggio, che magari per il berlinese sono già una pacchia, ma a un italiano fanno venire voglia di accendere un fuoco, cuocere le caldarroste e prepararsi all’inverno. Oppure chissà, questa grande festa campestre, ravvivata dai fuochi, riscaldata dall’alcol, animata dalle musiche renderà più benevoli gli dei che dall’alto di ovunque si siano cacciati, dissiperanno le nuvole come la schiuma dal cappuccino e riverseranno sulle nostre teste un po’ di luce dorata, di sole.

Intanto, mentre ci attrezziamo (non si capisce bene se per un favoloso pic-nic o per una spedizione al polo) ci viene da pensare agli incredibili capitomboli storici di questa città, a come le cose, le case, gli aeroporti qui – come forse mai altrove – possano cambiare di significato in modo così acrobatico: settant’anni fa Tempelhof vedeva atterrare SS e gerarchi nazisti, bandiere e mostrine ovunque, stivali neri lucidati ossessivamente e qualche occasionale dama dai riccioletti laccati, domenica lo stesso prato accoglierà gente che cammina disinvolta a piedi nudi, si colora i capelli di rosa e deve chiedere al suo tatuatore se può cercare per favore un pezzo di pelle ancora sgombero per disegnare un unicorno o uno stemma di calcio. Balleranno ai ritmi di tutto il mondo, si abbracceranno e si baceranno, calpestando quel passato a passo di danza, ridisegnando la storia e riconsegnando un pezzo di terra abbandonata alla città. Con un senso nuovo. In Italia avremmo assistito a dimissioni di giunte, appalti truccati, buche scavate, riempite e riscavate, blocchi delle sovrintendenze, elezioni di veline, cattedrali di cemento a buon mercato subito pronte a crollare, incursioni del Gabibbo o di Santoro, striscioni e comitati, un cantiere che neanche i figli dei miei bisnipoti avrebbero mai visto chiuso. Qui ti dicono: vieni a far festa, paga il biglietto del tram regolarmente perché c’è gente che sta lavorando per portati a far volare il tuo aquilone e – bitte- ricordati di separare la spazzatura che questo parco deve servire a tutti per tutta l’estate mica solo ai tuoi porci comodi per una notte sola. Beh, italiani, non rosicate di invidia, ma ripetete come un mantra consolatorio: 7 gradi il 6 maggio, 7 gradi il 6 maggio, 7 gradi il 6 maggio. A volte, per sopravvivere a Berlino (di ieri e di oggi) ci vuole proprio tanto, ma proprio tanto ottimismo!

0 thoughts on “8-9 Maggio 2010, nasce il più grande parco di Berlino: Tempelhofer Park!

  1. Fantastico….
    Queste righe mi hai fatto commuovere! Hai scirtto un testo bellissimo, quanta verita’, quanta bellezza.
    Grazie.

  2. Complimenti per il post!!! molto bello, anche se personalmente trovo che l’idea del parco, sia pure l’ennesimo, sia sempre un’ottima idea …sarà perchè vengo da Napoli, una città dove il verde è (quasi) solo privato!

    1. figurati io vengo da Milano, dove sedersi nel Parco Sempione è una specie di prova di coraggio o di sopportazione. Non è solo il numero dei parchi che rende Berlino una delle città più verdi d’Europa, ma anche la cura con cui vengono custoditi -sia dalle istituzioni pubbliche sia dai cittadini – , ed è questo uno dei motivi per cui ho scelto di vivere qui!

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