La Topografia del Terrore apre le sue porte a sessantacinque anni dall’ora zero.

Il catalogo dell'esposizione
Il catalogo dell’esposizione

La fondazione “Topografia del Terrore” ha inaugurato ieri, 7 maggio 2010, il nuovo spazio espositivo per la mostra omonima presso il Prinz-Albrecht Gelände (“Area Principe Albrecht”) nella Niederkirchnerstrasse 8.

La mostra ripercorre passo passo tutti i dodici anni di governo del Nazionalsocialismo, mettendo in luce le tecniche del regime per la soppressione dei dritti fondamentali e delle libertà individuali dei cittadini, in Germania e nei Paesi occupati durante il conflitto, e le loro modalità di esecuzione.

La fondazione ha scelto i giorni della ricorrenza più ambivalente del calendario tedesco per l’inaugurazione del nuovo centro di documentazione sul “Prinz Albrecht Gelände”: 65 anni fa veniva firmata la capitolazione incondizionata dell’esercito tedesco alle forze alleate. Il(sedicente)esercito più forte del mondo ammetteva di non avere più nemmeno diritto di replica, consegnava se stesso e i cittadini che rappresentava al controllo incondizionato degli occupanti, dei liberatori.

Sono passate alla storia come “Ora Zero”, le 2.40 di mattina dell’Otto Maggio 1945: lo zero come numero neutro, punto di una nuova partenza e di un nuovo inizio, ma anche lo zero come negazione dell’esistente, come assenza di direzione e significato – che per i tedeschi di allora si tradusse in assenza di identità culturale e politica (ovvero, di passaporto) per i successivi quattro anni, assenza di unità (e per metà di loro ancora di passaporto) per i successivi quaranta .

Il Prinz Albrecht Palais, dopo essere stato dimora di una famiglia nobile prussiana e poi in possesso del Principe del quale conservava il nome, fu dal 1933 al 1945 sede del comando generale delle SS, della polizia segreta (Gestapo), della polizia ordinaria e dei servizi di sicurezza SD (Sicherheitsdienst) e RSHA (Reichssicherheitshauptamt) del Terzo Reich.

Era il quartiere della Sicurezza, che in uno Stato come quello in questione equivale al quartiere del controllo sulla popolazione, ché la sicurezza di cui si parla non è certo quella dei cittadini, ma delle istituzioni. Riuniva tutte le forze dell’ordine in uno stesso palazzo, il che era equivalente a riunirle tutte in una stessa camerata, con impostazioni di base identiche.

Fino a cadere sotto le bombe e a diventare un ammasso di rovine fino agli anni Sessanta, un enorme vuoto nel cuore della città fino al 1987, la sede della “Topografia del Terrore” fino ad oggi.

Inizialmente la mostra era esposta in ciò che rimane delle cantine del palazzo, una serie di nicchie di mattoni sotto il livello della strada, e per di più sotto uno dei pezzi conservati del Muro di Berlino.

Il nuovo e allargato centro di documentazione è ospitato in un padiglione di vetro velato da una grata metallica, semplice e piccolo rispetto all’area che ricopre, che rimane altrimenti vuota e deserta, con le pareti delle cantine ancora a vista. Sembra che ci voglia ricordare della relatività di quello che vediamo, della Storia e del Terrore che erano molto più grandi di quanto oggi le fotografie e i documenti possano lasciarci immaginare.

Nel Prinz Albrecht Palais venivano compilate le liste dei “nemici dello Stato”, tutti coloro che non avevano senso d’esistere nell’ariana terra dell’ordine e della produttività e che furono interrogati, internati, torturati e uccisi, qui o altrove nel Reich. Qui venivano ogni giorno a guadagnarsi la pagnotta nei loro uffici puliti, dall’altra parte dell’edificio rispetto alle celle di detenzione, personaggi come Heinrich Himmler e Reinhard Heydrich. L’apparato di controllo della popolazione è presentato dalla mostra in tutte le sue parti e protagonisti, cellule perfettamente coordinate di un organismo colossale e inaggirabile. Vediamo le liste dei soggetti indesiderati allungarsi di anno in anno, i soprusi e le violenze diventare all’ordine del giorno, le espressioni di propaganda farsi di mese in mese più feroci e surrealmente ciniche “Chi non lavora non dovrebbe nemmeno mangiare”, dicono i vertici del Nazionalsocialismo in merito all’operazione T4, che prevedeva lo sterminio o la sterilizzazione forzata dei cittadini affetti da handicap fisici o psichici).

Fino all’ora zero, fino all’Otto maggio che segna la fine del terrore, e il capovolgimento dei poteri: ora sono i nazisti ad essere accusati di crimini contro l’umanità. L’ultima parte della mostra ci presenta le vicende giuridiche del Dopoguerra, che vedono gli appartenenti allo Stato Nazionalsocialista al banco degli imputati. Alcuni di loro saranno processati, poi giustiziati o detenuti. Altri si suicideranno come quel cuor di leone del loro capo o si daranno alla macchia senza più farsi scovare. Lasciandosi alle spalle un popolo spezzato, fatto di bambini che (li vediamo nelle foto della Topografia) sono cresciuti alzando il braccio destro come saluto. E dopo un po’ dovranno marciare nelle parate socialiste.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 ed è sempre gratuita.

Topographie des Terrors

Niederkirchner Strasse 8

10963 Berlin

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