Theatertreffen al Sonycenter: 3 Pezzi Forti per Tutti
Post di EmaPosted on | maggio 12, 2010 | No Comments
Quando dopo il 1990 gli architetti si misero intorno a un tavolo per ridisegnare la Potsdamer Platz capirono che il vero grande problema che si poneva loro non era quello di disegnare palazzi, strade piazze, ma immaginarsi soprattutto la vita che li avrebbe attraversati, riempiti, utilizzati. Bisognava rieducare una città a vivificare un pezzo di terra che dal 1961 al 1989 significava solo morte: perché lì ci passava il Muro di Berlino e nel mezzo si sparava. Che siano riusciti nella loro impresa non si sa… mettevano le mani avanti loro e a quelli che sollevavano critiche acidissime sul loro operato chiedevano di aspettare almeno 50 anni: questi sono i tempi evolutivi di una creatura mastodontica e complessa come una città! Nel frattempo la Potsdamer Platz continua a puzzare di posticcio, per chi abita a Berlino rimane un’isola essenzialmente turistica e se ci si incontra lì è sempre per andare da un’altra parte. Bisogna perciò inventarsi eventi ed occasioni speciali per portare la gente ad abitare questi spazi, a frequentarli e a dare loro l’aspetto di un quartiere “normale” in una città “normale” (perché, diciamolo pure, Berlino, dopo il suo catastrofico novecento vorrebbe tanto, proprio tanto, diventare semplicemente una città “normale”… vorrebbe…)
Tra gli eventi che animano stagionalmente l’area della Potsdamer Platz abbiamo già ricordato la Berlinale, il famoso festival del cinema, quest’anno però un’altra gocciolina di miele vuole attirare i Berlinesi in questa parte della città: il Theatertreffen, importantissimo festival di teatro tedesco, ha deciso di portare “Tre Pezzi Forti” scelti tra i dieci finalisti del festival sul grande schermo del Sonycenter, perché tutti, berlinesi, turisti, passanti curiosi o distratti, possano godere di quello che -ahimè- è riservato a chi è riuscito ad acciuffare per tempo i – salatissimi- biglietti.
Del resto quest’anno il motto del Theatertreffen è “rappresentare la realtà” e quindi ragionevolmente il teatro sceglie di scendere dal palcoscenico e mescolarsi alla vita reale di una città e di chi la abita, occupando provocatoriamente uno spazio tra i cartelloni pubblicitari, i nomi dei marchi, le vetrine luccicanti. Sullo schermo del Sonycenter vedremo quindi passare:
Venerdì 14 Maggio, ore 20: “Der goldene Drache”
Sabato 15 Maggio, ore 20: “Die Kontrakte des Kaufmanns” del premio nobel Elfriede Jelinek
Domenica 16 Maggio, ore 17: “Die Riesenbutzbach. Eine Dauerkolonie”
Tre pezzi teatrali che finalmente non si parlano addosso, ma si sporcano le mani di attualità e parlano spudoratamente di denaro, crisi economica, crisi del capitalismo, crisi – esistenziale – di chi ha inspirato tutta la sua vita al capitalismo. Ed è geniale che vengano proiettati proprio qui, in questo luogo dove ogni edificio porta il nome di un marchio, dove la città stessa è il dono di un “brand” (la Sony, la Daimler) alla cittadinanza… e certo deve fare riflettere il fatto che nessuno di questi brand sia uscito indenne dalla recente crisi economica, che la Sony abbia in realtà da tempo venduto il SonyCenter per molto meno di quello che aveva pagato per costruirlo, che la Daimler Chrysler acquistata quasi interamente dalla Cerberus Capital Management abbia nel 2009 dichiarato fallimento e iniziato la bancarotta pilotata a garanzia dei suoi disperati creditori (ora la sta rilevando la FIAT : la grande rimonta della nostra azienda automobilistica di bandiera… devo aggiungere altro se non che questa grande rimonta l’hanno pagata e ancora per molto tempo la pagheranno gli italiani con le loro tasse?).
Il riso beffardo e spietato del Fool è il grande privilegio del teatro: questa volta ride in faccia al dio denaro, anzi ringhia (come le teste di cane che quest’anno sono l’emblema del Theatertreffen – dallo spettacolo della Jelinek). Chissà se questa smorfia di denti snudati, questa risata crudele e con poca speranza riuscirà a salire oltre il fragore della merce, a districarsi in mezzo alla concorrenza del mercato dei media e urlare più forte dei jingle cretini che arrivano dagli altoparlanti dei cinema multisala e dei fast-food che affollano la piazza? E chissà come reagirà il passante che oggi più che mai deve chiedersi quanto valgono veramente i soldi che ha nel portafoglio?
Per concludere una notizia buona e una cattiva. Vi dico prima la cattiva (seppur ovvia): i tre pezzi forti sono in lingua tedesca e non è ancora chiaro se saranno sottotitolati in inglese nelle proiezioni pubbliche. La buona: l’ingresso è gratuito. Del resto sullo schermo vedremo attori che bruciano soldi (euro) veri, li mangiano, li imbrattano di sugo, caffè e sangue (?). Impagabile.
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