Imbiss Kultur 2: “Zum Schusterjungen”

“Vorrei una Schnitzel (cotoletta, n.d.t.) con contorno di asparagi se possibile…” dite voi.
“E patate” scrive la cameriera.
“E per loro due Bratwurst (salsiccia arrostita, n.d.t.)…”
“Con patate”, continua lei imperterrita a scrivere.
“E un’insalata…”.
“Di patate” conclude lei trionfando e levandovi il menù dal tavolo.
“No scusi veramente preferiremmo senza”.
“Come?” si raggela lei, “senza patate?”
“Sì, un’insalata verde, senza patate”.
Ecco, avete rotto l’incantesimo: le avete spezzato il cuore. Ora vi servirà da mangiare con i lucciconi agli occhi pensando:“poveri cari, non potranno mai sfamarsi senza patate, ma come faranno da qui a domani, senza tre o quattro patate lesse in pancia? Non si può mica fare così, non è mangiare questo…senza patate”. Intanto, signora, noi non mangiamo una volta al giorno fino a esplodere, ma stiamo programmando anche di cenare stasera, poi, tra birra e patate vorremo uscire di qui sulle nostre gambe, non rotolando via. Ma il senso della cucina tedesca, cari 50 lettori, è proprio questo: mangiare (patate) fino a rotolare. E se volete averne un assaggio allora il posto che vi consiglio è Zum Schusterjungen all’angolo tra la Danzigerstrasse e Lychener strasse (alla fermata della metropolitana U2 o del metrotram M10: “Eberswalderstrasse”), cucina aperta dalle 11 di mattina a mezzanotte (l’ora di pranzo tedesca dura infatti 13 ore, non lo sapevate?).
Intanto anche se siamo nel cuore della sciccosa Prenzlauer Berg non pensate che vi stia mandando in uno di quei ristoranti arredati come farmacie antisettiche o mobilifici svedesi, con le cameriere studentesse Erasmus in pantacalze American Apparel e i lampadari di design. No, no, qui sembra proprio di entrare sul set di un episodio dell’Ispettore Derrick, con tanto di quadri con vecchi contadini che fumano la pipa e Pierrot tristissimi, rose di plastica e lanterne da giardino e – ovviamente – un pesante bancone di legno su cui troneggiano i boccali ciclopici per la birra. La cameriera è proprio quella che ho descritto sopra: una signora tedesca dalla voce arrochita dalle mille sigarette, lo sguardo chiaro e furbetto, la pancia (da birra) esibita come un trofeo. Per lei ogni cliente è un figlio da sfamare. Ma proprio come se fossimo in tempo di guerra e questo fosse il vostro ultimo pasto. E non fa distinzioni di lingua o categoria, perché questo è uno dei pochi posti dove (nonostante siamo chiaramente in un residuato di Berlino Est) la cameriera vi porge il menù in sei o sette lingue (anche italiano sì sì) e, se non capite comunque, è pronta a mimare ogni voce della carta (io stesso le ho visto fare il mimo dell’acqua frizzante e dell’acqua naturale per spiegare la differenza a una signora, come neanche ho mai visto all’Accademia di Arte Drammatica. E per di più con una commozione negli occhi che le saliva inarrestabile dal cuore, perché la signora in questione stava ordinando “acqua” e non “birra”. Per la cronaca poi le ha portato un bicchiere da tavola pieno di acqua frizzante. E stop. Del resto lei ci aveva provato a fare anche il mimo della birra, chiara, scura, ma la signora, poverina, solo acqua voleva e acqua ha avuto, quasi fosse una penitenza.)
Qui potrete assaggiare la cucina tedesca come ogni brava mamma tedesca sa fare, nelle pochissime varianti combinatorie concesse dal gusto tedesco e ovviamente con l’onnipresente patata. Il tutto annaffiato da ottima birra e condito (indifferentemente a quello che avete ordinato) da mezzo chilo circa di senape. Consigliatissimi le cotolette (Schnitzel appunto), le Bratwurst (la tipica salsiccia bianca arrostita) e l’Eisbein (lo stinco, favoloso!). E da bere la Pils (birra chiara), grande perché se chiedete quella piccola la cameriera potrebbe avere un coccolone e noi non vogliamo che una signora così simpatica stia male per colpa vostra. In questa stagione poi, la Spargelzeit come scrivevo un po’ più sotto, non dimenticate di assaggiare la zuppa di asparagi bianchi, una delizia cremosa in cui galleggiano tocchi di verdura avvolti da morbida panna. Ordinate il caffè solo se siete autolesionisti e sappiate che la differenza tra “Kaffee” ed “Espresso” sta solo nella tazzina in cui lo serviranno, ma è commovente vedere come la nostra mitica cameriera cerca di soddisfare anche il cliente italiano e riempie il piattino tutto intorno con i cioccolatini (tanto lo sa anche lei che il caffè non ci piacerà, ma almeno con il cioccolato ci si rifà la bocca uscendo). Il conto prendetelo così come viene, non ci sono errori, nessuno si è dimenticato niente. Qui mangiare fa bene alla pancia e al portafoglio. Un esempio? Una zuppa di asparagi, bratwurst con crauti e patate, una Pils grande (pane, mezzo chilo di senape e niente caffè): meno di dieci euro. La mancia a una cameriera così simpatica la lascio per forza. E lei mi torna indietro col resto e mi guarda (contenta perché ho pulito il piatto come ogni bravo bambino) esterrefatta quando le dico che va bene così, non mi ero sbagliato, volevo lasciare la mancia… Nel caso andaste nel giorno libero della suddetta Frau (che penso oramai tutti vorrete incontrare) non sarete delusi, perché il suo sostituto è un flemmatico signore dell’est con la barba da boscaiolo che vi lascia apparecchiare la tavola da soli e vi porta la birra prima ancora che vi siate levati il cappotto. Lui non mima né chiede, da vero tedesco fa come “deve essere fatto”, quindi se ti sei seduto al suo tavolo berrai birra e mangerai patate. Poche storie e tanta pappa. L’unica concessione al sentimento che vedrete nei suoi occhi – distanti come le pianure di Russia – è un po’ di disappunto quando cercherà di riempirvi di nuovo il boccale e voi direte: “no grazie, una può bastare”. “Una birra?” penserà lui, “una birra e basta? Poverini, ma come faranno ad arrivare a stasera con una birra e basta… Da Zum Schusterjungen vi trattano proprio come se foste i loro figlioli e non saranno contenti se non vi vedranno rotolare giù per la Danzigerstrasse, che per l’appunto è in discesa, come tanti rosei paffutelli bambini-maialini tedeschi!

0 thoughts on “Imbiss Kultur 2: “Zum Schusterjungen”

  1. super posto tedesco
    super atmosfera
    super cameriera
    ad oggi, però, 2011, giugno, niente crema di asparagi nel menù e caffè espresso più che decente, oserei dire buono.
    Decisamente ottima scelta e ottimo articolo

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