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Il cimitero dei senzanome e la tomba di Nico, nel cuore della foresta

Post di AnnA

Posted on | giugno 8, 2010 | No Comments

 

Al cimitero

Tra Berlino e Potsdam si estende la Grunewald, la foresta ad ovest di Berlino, o la foresta di Berlino ovest. Nascosto nel cuore del bosco c’è un piccolo e pittoresco cimitero, che anche se ha un nome viene ricordato preferibilmente come “cimitero dei senzanome” o “cimitero dei suicidi”.

La foresta di Grunewald si addentra in uno dei laghi formati dal fiume Havel con lo Schildhorn, una lingua di terra lunga 400 metri, una piccola penisola che crea una risacca per le acque del fiume, e sulle rive della quale arriva ad adagiarsi qualsiasi cosa venga trasportata dalle acque: tronchi, detriti, cadaveri.

Qui vengono da sempre trasportati a riva i corpi di coloro che hanno deciso di farla finita gettandosi tra i flutti. Corpi che la chiesa non accetta nelle sue terre consacrate, perché colpevoli del supremo sacrilegio di decidere da sé quando dire arrivederci.

Il portale del cimitero

La guardia forestale di Grunewald si trova quindi sin dall’Ottocento nella scomoda posizione di dover disporre di quei corpi senza nome, che nessuno vuole seppellire né venire ad omaggiare. Vengono interrati in una radura nel bosco, poco lontano dal fiume, con una piccola lapide di legno e la scritta “sconosciuto”.

La prima testimonianza ufficiale di una sepoltura nel cimitero della foresta di Grunewald è del gennaio del 1900.

La notizia di un luogo di riposo per i morti indesiderati si sparge molto in fretta,

Una delle croci di sant’Andrea

e i berlinesi iniziano presto a rivolgersi alla guardia di Grunewald per la sepoltura dei loro cari morti suicidi. Lo Schildhorn inizia ad esser scelto come luogo di commiato da molti, che desiderano risparmiare alle loro famiglie il disagio di dover disporre dei loro corpi. Tra loro cinque russi fedelissimi allo zar, che si accommiatano dall’esistenza nel 1919 per la disperazione causata dalla vittoria dei bolscevichi in Russia. Sulle loro tombe vegliano ancora le croci di Sant’Andrea di allora.

Una tomba senza nome

Nel 1927 il cimitero viene dotato di un muro di cinta e di un portale, e la sua popolazione inizia a non consistere più solo di morti suicidi. Durante la Seconda Guerra Mondiale vi saranno sepolti moltissimi civili vittime dei bombardamenti, che avevano trovato riposo provvisorio nei parchi di Berlino.

La tomba di Nico  

Dal 1988 il cimitero dei senza nome è anche il luogo dell’ultimo riposo di Christa Päffgen, meglio nota come Nico. La tomba di Nico è una lapide nera sotto la quale l’artista riposa di fianco alla sua mamma, e sopra la quale i fan hanno innalzato una sorta di altarino commemorativo, con foto di Nico e vari generi di conforto che le tengano compagnia in quel luogo così solitario.

Per raggiungere il cimitero bisogna arrivare alla stazione di Grunewald e camminare nel bosco per quasi un’ora, e se non si conosce la strada affidarsi all’intuito e alle poche mappe disponibili sul luogo. Nessuno dei numerosissimi vacanzieri della domenica sapeva a cosa mi riferissi quando chiedevo indicazioni per il cimitero, e l’unico che ne avesse già sentito parlare disse: ma lì, signorina, non c’è niente da vedere. L’ha detto in faccia a una sostenitrice del libero arbitrio in tutte le sue sfaccetature, e fan di Nico. Sarà stato un ecclesiastico.. Comunque, con Desertshore nelle orecchie, l’ho spuntata io, e vi assicuro che aveva torto.

Kitch o geniale, a voi la sentenza

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