Imbiss kultur 3 / Dove vanno le fragole quando Berlino ghiaccia?

Una Fragola a riposo

C’è uno stormo di fragole a Berlino. Sono più di 100, e ogni anno all’inizio di giugno vengono a posarsi un po’ ovunque per le strade e le piazze e gli incroci della città. La comparsa delle Fragole è sempre accompagnata da una sorta di psico-fisico sentimento catartico, che scatena una concatenazione di associazioni estive, ognuna più dissetante e colorata della precedente.

La Fragola è atterrata: l’estate è arrivata. Il sapore è tornato. La dieta è possibile. Il colore è qui. Strawberry fields forever.
Le fragole sono abitate dagli Erdbeermenschen, la Gente delle Fragole, che sono di fatto l’unica cosa che separa noi e le fragole dal campo che le ha generate.
La Gente delle Fragole vende fragole. Le Fragole sono dei simpaticissimi stand per la vendita delle fragole, fragole bellissime e buonissime coltivate da Robert Dahl nella regione Mecklembug-Vorpommern e spedite poi ad allietare i palati riarsi dal sole dei fortunati abitanti di Berlino – e limitrofi – e dello Schleswig-Holstein.
Robert Dahl e la fabbrica delle fragole. Le versione ipocalorica dell’omonimo Roald.
Robert Dahl (38) e la sua famiglia coltivano fragole da sempre. Negli anni ottanta il loro mercato principale sono le fabbriche di marmellata dello Schleswig-Holstein, finché la Wende, la svolta economica scatenata dalla caduta del Muro e dalla riunificazione delle Germanie, non mette loro i bastoni tra le ruote nella forma della Polonia, che inonda il mercato di fragole a bassissimo costo.
Robert Dahl accetta di ottimo grado la sfida lanciata dalla Wende, e da vero agricoltore punk non ci si mette nemmeno, a compromettersi con il sistema che lo sta scalzando per rientrarvi dalla porta di servizio.
I supermercati e le grandi fabbriche possono preferire altro, ma il cliente magari no. Dahl decide di vendere da sé le sue fragole, direttamente al consumatore. Solo quando i suoi 170 ettari di campi di fragole ne producono quantità davvero eccezionali concede qualcosa ai supermercati. I circa 500 simpatici Willi Wonka vendono ogni giorno circa 85 chili di fragole a Fragola – gli stand attraggono innanzitutto per la Fragola in sé, che è tondeggiante e coloratissima e invoglia ad avvicinarsi, e poi per le fragole in sé, che sono freschissime e rossissime e sembrano cantare “mangiami, dai!”.
Robert Dahl con il suo gesto punk dei primi anni Novanta non ha solo fatto un piacere alla sua azienda e a migliaia di palati e di persone a dieta. Si è anche rivelato anticipatore e ambasciatore di una tendenza che da quindici anni almeno non fa che affermarsi: quella alla “Selbstvermarktung”, la vendita diretta dei propri prodotti. Ormai da anni esistono in tutta Europa coltivatori e consorzi di tali che preferiscono il fai-da-te alle grandi catene di distribuzione. La tendenza si accentua naturalmente dopo la svolta Euro, che rende per alcuni preferibile avere il proprio orto e spartire i raccolti in eccesso piuttosto che accettare i prezzi astronomici della frutta e verdura della grande distribuzione – che per di più è spesso insapore e dall’aspetto inquietantemente plastificato.
Le Fragole di Dahl sono 240, di cui 140 nella sola città di Berlino. Ogni chilo di fragole costa 4.90 Euro. Le Fragole stanno per sparire: lasciato il solstizio alle spalle dovranno presto riprendere il volo. E allora sorge spontanea la salingeriana domanda: ma dove vanno le fragole quando Berlino ghiaccia? Io immagino un’enorme costruzione verde dove loro riposano e si rigenerano per la prossima estate. Ma se avete delle notizie fatemelo sapere.

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