Liberi di Esprimersi

Berlino, Bebelplatz 25.07.2010

Berlino è una città che le cose non le manda a dire. E i Berlinesi hanno sempre saputo – volenti o nolenti – che la “partecipazione” è un momento fondamentale e critico del vivere civile contemporaneo. Purtroppo, lo sappiamo bene, nel corso della storia questa “partecipazione” è stata più volte traviata ed è diventata – nella sua versione “obbligatoria”- il principale strumento di controllo utilizzato delle dittature – nazista prima, comunista poi – . Eppure, invece di scappare da questo abuso secolare e rifugiarsi in un comodo disinteresse domestico (dove ahimè l’unico interesse è quello finanziario – vi ricorda qualcosa?-) la gente di questa città (che quindi non è “gente”, ma “popolo”) non ha mai dimenticato l’importanza di partecipare liberamente e consapevolmente alla cosa pubblica, la bellezza dell’azione politica e l’autorità insostituibile del singolo per la costruzione del bene di tutti.
Questa è di fatto la città delle dimostrazioni (o “Demo” come le chiamano qui). Per chi vive a Berlino è praticamente una consuetudine: ogni giorno la città è attraversata da marce, ovunque si possono vedere appesi striscioni e proclami (anche il proprio balconcino di casa, tra i gerani e i canarini, può diventare il podio da cui proclamare a grandi lettere le proprie idee) e soprattutto nei weekend la zona intorno alla Porta di Brandeburgo diviene un territorio conteso dai diversi gruppi sociali che esigono un palco di tutto rispetto da cui “fare sentire la loro”. E non parliamo delle vie di Kreuzberg o Friedrichshain!!! Insomma si ha proprio la percezione che a Berlino le persone non pensino solo a fare i propri conticini ed è forse per questo che l’atmosfera, depurata dal senso di mercato infinito, qui ha il sapore di libertà.
In questo weekend di fine luglio (rinfrescato dai temporali notturni e da un venticello umido che ci ha finalmente reso il respiro) vi segnalo due manifestazioni che, per quanto molto diverse, hanno a cuore la difesa di libertà fondamentali e preziose, oltre che rivelare l’apertura e la lungimiranza del popolo variegato e multiculturale che ha scelto Berlino per vivere.
La prima è particolarmente importante per noi Italiani e per noi Italiani che viviamo a Berlino, perché segnala il valore che la comunità italiana ha acquisito in città, emancipandosi dai ruoli stereotipati di “pizzaiolo” o “casinaro” o – nel peggiore dei casi – “mafioso” (beninteso non c’è nulla di male né a essere pizzaiolo né a essere casinaro, ma a volte è pesante, da italiano residente all’estero, sentirsi chiedere “e la mafia come sta?”, manco fosse mia zia…): il 25 luglio 2010 alle ore 19.30 in Bebel Platz (sito del famigerato rogo dei libri del 1933) verranno accese 3000 candele per difendere la Democrazia e la Libertà di Informazione in Italia. L’iniziativa parte dalla Fabbrica di Nichi – Berlino, ma ha ricevuto il sostegno e la collaborazione degli Studenti della Humboldt Universität, delle associazioni culturali italiane e tedesche (Malaparte, Mafia? Nein danke, No Berlusconi Berlin, Ass. Emilia Romagna, Lavori in Corso), del sindacato VER.Di di Berlin- Brandeburg, dei partiti tedeschi SPD, Gruenen, Die Linke, del Partito Socialista Francese, del Partito Democratico, Sinistra Ecologica e Libertà, Italia dei Valori. Accenderanno le candele cittadini italiani e non italiani, famosi e non famosi, residenti a Berlino o semplici passanti a dimostrazione che i problemi del Belpaese interessano e riguardano davvero tutti i cittadini Europei (ed è strano come la dimensione europea dell’Italia sia percepita più chiaramente all’estero e in particolare dai cittadini italiani che all’estero sono finiti per ragioni variegate). Inoltre sarà un bel modo per ricordare che questi cittadini emigranti – a volte veri e propri esuli – non si stanno lavando le mani dei problemi che hanno lasciato alle spalle, godendo le piacevolezze della civiltà altrove, ma cercano di imparare e riportare il buon esempio a casa. Dove, ahimè, della civiltà subiamo solo le spiacevolezze.

Di stampo più berlinese (e quindi preziosissima per chi ama Berlino) è invece la Montagsdemo del 26 luglio 2010 a difesa dei luoghi culturali e artistici che ancora sopravvivono Mitte, in particolare della Kunsthaus Tacheles (“Liberi di Esprimersi”), una vera e propria istituzione cittadina che rischia ogni anno di sparire sopraffatta dalle leggi del mercato immobiliare e bancario. Riconoscere l’arricchimento che istituzioni come il Tacheles portano all’intera collettività (se non altro alla fama di Berlino nel mondo) e quindi difenderle dagli interessi della Finanza e del Mattone d’oro (che peraltro a Berlino avrebbero molti altri spazi dove andare ad esprimersi) è l’obiettivo di questa marcia colorata. Di fatto, visto che di artisti si tratta, dobbiamo aspettarci qualcosa di speciale, animato da performance di strada e da interventi di “surrealtà” che spezzeranno il tran tran quotidiano delle belle vie di Mitte e con spirito dada ricorderanno al passante l’importanza fondamentale dell’arte e della cultura nel mondo contemporaneo. Oggi come non mai è diventato infatti troppo facile dimenticare che la normalità è solo un costrutto sociale, che la storia è roba nostra (e non dei pochi potenti) e che è nostro diritto essere creatori liberi delle nostre esistenze. Appunto “partecipare”. L’arte, che non è una fuga dal mondo, ma un modo “alternativo” della partecipazione – un gesto anomalo di scelta, creazione e libertà – ha bisogno di una casa. E questa casa va difesa. O credete che un ennesimo centro commerciale potrà renderci persone migliori?

One thought on “Liberi di Esprimersi

  1. Complimenti davvero per questo breve articolo, mi riempi di gioia!

    Appena posso mi trasferisco a berlino anch’io…Roma è diventata una città-vetrina…e i commessi sono luridi mafiosi.

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