DANZA ET(n)ICA: Tanz im August 2010, Festival internazionale di danza contemporanea
Post di EmaPosted on | agosto 20, 2010 | 1 Comment
Danzare a Berlino non significa solo spasso (o sballo). Durante la 22esima edizione di Tanz im August, il festival internazionale di danza contemporanea che animerà i teatri di Berlino dal 19 agosto al 3 settembre 2010, la danza si interroga sul suo ruolo di critica sociale, o meglio, chiede a se stessa se può essere critica e guida etica all’interno delle complesse realtà sociali del mondo contemporaneo, attraversato dalla crisi economica, dagli scontri e dai terrorismi religiosi, dagli incontri (più o meno semplici) tra gruppi etnici diversi, sessualità confuse e diffuse, linguaggi metamorfici. Un mondo dove purtroppo i più semplici e fondamentali diritti alla Vita, alla Libertà e alla Sicurezza non sono condivisi da tutti gli uomini e da tutte le donne.
Non si tratta beninteso di un rigurgito di senso di colpa, come se la “Bella Addormentata nel Bosco” si fosse improvvisamente svegliata dal suo letto di fiori e si fosse resa conto che il mondo non è tutto un lieve passo a due, piuttosto si tratta della presa di consapevolezza che il primo luogo dove i diritti fondamentali dell’uomo vengono violati è il Corpo. E la danza è di fatto l’arte del Corpo Vivente.
Il semplice fatto che in alcune parti del mondo sia (per alcuni) vietato danzare, consente alla danza di chiedersi e di chiederci “Perché?”
Ovviamente lo fa a suo modo, quindi senza parole. Utilizzando il movimento del corpo vivente. Movimento negato, legato, bandito, coperto, velato o svelato. Analizzato nelle suo componenti più sottili, quasi biologiche, fino alle sue possibilità più estreme, acrobatiche, drammatiche.
Tanz im August presenta perciò 38 lavori provenienti da 19 paesi del mondo accomunati dal tema dei diritti umani.
A partire da “Human Writes” una performance-istallazione di William Forsythe rappresentata per la prima volta a Zurigo nel 2005 ispirata alla “Dichiarazione universale dei diritti umani” firmata a Parigi nel 1948 dopo le atrocità della Seconda Guerra mondiale.
Segue il lavoro del coreografo neozelandese Lemi Ponifasio che dalle ombre del suo “Tempest: without a body” fa emergere il corpo possente e la voce antica di Tame Iti, attivista del movimento di indipendenza Maori. Una danza mistica e guerriera che si colora di impegno politico, perché, dice il coreografo – che è anche uno dei Grandi Capi di Samoa – deve essere un patto di fedeltà e di fiducia tra l’artista e l’umanità.
“To serve” è invece un trittico firmato da Simone Aughtelorny e Jorge Leon, che attraverso un pezzo di danza, un film e una istallazione, raccontano il rapporto di dipendenza e violenza tra padrone di casa e domestica, con un’attenzione speciale alle donne dell’estremo oriente che emigrano nei nostri paesi per venire a “servire” nelle nostre case.
Immancabile la critica al muto abuso imposto alle donne islamiche attraverso il velo: “Manta” è un lavoro di un’artista tunisina e musulmana che si chiede fino a che punto l’arte può mettere in discussione i simboli religiosi, e, se non altro, visto le sue credenziali, è più legittimata a mettere sotto critica questo famoso “velo” che non solo separa le donne dal mondo ma che è diventato in Europa oggetto di contese fra laici e religiosi, ma anche delle piccole baruffe tra politici che si improvvisano progressisti e femministi e si ergono a paladini/e dei diritti delle donne tra una escort e un botox party.
Ovviamente Tanz im August è molto di più, ci saranno parti del festival dedicate alla storia della danza e parti dedicate ai giovanissimi coreografi. Per conoscere tutto il programma del festival. scoprire le location in cui si terranno gli spettacoli e informarvi sulla costellazione di eventi che circonderà Tanz im August 2010 (oltre che accaparrarvi i biglietti) controllate il sito:
Infine, anche se non è direttamente inserito nel programma del festival, se amate la danza contemporanea e siete a Berlino in questo scorcio di fine agosto, non dovrete assolutamente perdere “Koerper”, capolavoro di Sasha Waltz, presentato nella sede in cui ebbe origine: il palco del teatro Schaubuehne, Berlin. Un pezzo complesso ed essenziale dove una moltitudine di danzatori dal corpo perfetto e nudo sottoporranno ad estrema analisi il movimento, le pulsioni e le emozioni che poi, prodigiosamente, si ricompongono in danza. Solo dal 26 al 29 agosto 2010. Come tutte le cose belle, durerà poco.
Tags: berlin > danza contemporanea > festival > lemi ponifasio > Sasha Waltz > tanz im august > william forsythe
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One Response to “DANZA ET(n)ICA: Tanz im August 2010, Festival internazionale di danza contemporanea”
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agosto 24th, 2010 @ 5:11 pm
Molto bello questo articolo,mi ha fatto riflettere sulla situazione italiana riguardo alla danza.Se il teatro non gode di ottima salute,direi che la danza e`proprio morta, o relegata nella nicchia elitaria dei soliti 4 cialtroni.