BerlinAndOut

La vostra guida per Berlino




SUPPE & MUCKE IM SAMAKIEZ, 3-4 Settembre 2010

Post di Ema

Posted on | settembre 3, 2010 | 2 Comments

Per prima cosa una doverosa nota del traduttore: “Suppe: Zuppa”, era quasi scontato, “Mucke: Musica”, perché i tedeschi sono pratici e sbrigativi quindi le parole sopra le tre sillabe – che fanno sprecare tempo e fiato – vengono ben volentieri accorciate (parlerebbero per sigle, se potessero), “Im (in dem) : nel”, anche qui vale la regola “perché dire due parole quando se ne può dire una sola e respirare una volta di meno?”, e infine “Samakiez”…ahia…
“Sama” fa ovviamente riferimento a Samariterstrasse (fermata omonima sulla linea U5), una delle vie più carine del quartiere di Friedrichshain, ma come tradurre correttamente “Kiez”? Come spiegare in italiano e all’italiano quel fenomeno urbanistico e sociale per cui ogni zona di Berlino conosce un magico raggruppamento di caffè, negozietti, aiuole, parchi giochi, belle vetrine, gallerie d’arte, pasticcerie, laboratori, centri di accoglienza, biblioteche che in due o tre viuzze concentrano la vita del quartiere e rappresentano quello che un tempo era il “cuore del villaggio”? Probabilmente da noi “la parrocchia” ha nel tempo assorbito molte di queste funzioni, unita a un diffuso disinteresse per il “pubblico” e a una superconcentrazione sul proprio “privato” (la propria casa delle vacanze, il proprio salotto, il proprio tv-color). Il Kiez a Berlino è una dimensione non ancora urbana, un po’ più grande del condominio, un po’ più piccola del paese, che crea comunque senso di comunità e di appartenenza. Ogni Berlinese, vero o trapiantato, riconosce il suo Kiez e ogni vero Berlinese sa riconoscere dove sono i Kiez degli altri. A volte chi arriva come turista nelle zone di Berlino appena fuori dai tragitti consueti (leggi: la Porta di Brandeburgo, sic!) si ritrova a vagare per ore in vie desolate, dove la gente dorme, stende i panni, bagna i fiori, senza riuscire a capire come mai quel quartierino è così famoso da essere riportato persino sulle guide (Lonely Planet, sic!). Molto semplicemente: non ha trovato il Kiez!

Con lo slogan succulento“Soupport your Kiez!” anche quest’anno il Samakiez si rilancia come una delle comunità cittadine più veraci e compatte, ancora non verniciate dal via vai turistico e commerciale o da quel processo di abbellimento (detto in modo più triviale: “infighettarsi”) che interessa molti cuori della vecchia Berlino. Ad esempio il suo Kiez rivale da sempre, quello che si trova dall’altra parte di Frankfurter Allee e fa a capo alle viuzze luccicanti intorno a Simon Dach Strasse, l’impero dei parrucchieri e dei bar, dove vuole vivere – per forza – chiunque si senta troppo chic per la vecchia Kreuzberg, ma troppo alternativo per Prenzlauer Berg… in sostanza quella schiera di giovani carini semi-occupati berlinesi che vorrebbe incarnare in terra il concetto di “cool” esibendosi ai tavolini dei bar dietro enormi bicchieri di Latte macchiato, Mcbook e piccole sigarette fatte a mano.
Il Samakiez invece non ha nessunissima voglia di sentirsi “fighetto”: qui ci sono le ultime case occupate di Berlino (schierate con i loro colori oramai un po’ appannati lungo Rigaer Strasse), i punk convivono tranquillamente con le signore che vanno a fare la spesa (e che li rimproverano perché non raccolgono la cacca dei cani), la gente (anche se tedesca, miracolo!) si fa un po’ gli affari degli altri, si saluta dai balconi, si aiuta a portare i sacchi della spesa, a fare i traslochi, a piantare fiori nelle aiuole in strada. Tutti ci tengono ad abitare in un Kiez bello, amichevole, attento. Perché sanno che è l’unico modo sano di vivere in una metropoli.
Per sostenere le attività del Kiez e per rinfrancarne lo spirito solidale ogni anno il Samakiez organizza una festa nelle strade intorno a Samariterstrasse: sugli stand colorati gli abitanti del Kiez presentano le loro attività o i loro progetti (ci sono i negozianti che colgono l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, ma anche le compagnie teatrali di quartiere, il circolo del bridge, la simpatica signora di mezza età maniaca delle sculture di pasta di sale o delle composizioni di fiori secchi), sui palchi di legno montati agli incroci principali suonano da pomeriggio a sera le band di quartiere (e se siamo nella zona delle case okkupate, sentiremo quel bel rumore punk di un tempo) e infine, siccome questo è un quartiere sano e popolare, orgoglioso del fatto suo, si serviranno litri e litri di zuppe: il piatto più semplice, verace, anti-fighetto che si possa immaginare, ma capace, e lo sa bene chi vive e sopravvive agli inverni berlinesi, di scaldare corpo e cuore. Zuppa e Musica per tutti quindi. E Birra, devo dirlo per forza?

Se volete assaggiare l’atmosfera del Kiez ed immergervi in una Berlino assolutamente inaspettata ma meravigliosamente autentica, lontana anni luce dagli stereotipi costruiti altrove, venite a trovarci (ah già, non l’ho ancora detto che io abito qui?), e giusto per avere un’idea di quello che vi aspetta consultate il sito:

www.suppeundmucke.de

Fra tutte le attività ve ne segnalo una che fra tutte mi sembra la più rappresentativa e bella di questo quartiere: oggi e domani nel cortile di Rigaer strasse 71-73 chiunque voglia cucinare la sua zuppa insieme ai suoi concittadini, e farla poi assaggiare agli altri (prevedo delle belle sfide tra Frauen armate di casseruola e sbucciapatate) troverà una bella, grande cucina montata all’aperto, lunghe tavolate, tanti cuochi affaccendati intorno alle pignatte, è il Kochparty del Samakiez, dove si riscalderanno cuori, corpi e padelle. Portate con voi gli ingredienti della vostra zuppa preferita e mettetevi a cucinare insieme al vostro Kiez. Senz’altro uno dei modi più sani e piacevoli di vivere a Berlino. E alla fine, innamorarsene un pochino di più.

Comments

2 Responses to “SUPPE & MUCKE IM SAMAKIEZ, 3-4 Settembre 2010”

  1. admin
    settembre 14th, 2010 @ 8:30 am

    Che dire.. Colpevoli di tutte le accuse. Ma non ti preoccupare, torneremo prestissimo più attivi che mai! Grazie, sapere che ci sono i fan esigenti è bellissimo!!

  2. Maurizio Gatto
    settembre 14th, 2010 @ 8:19 am

    Ehilà! Che accade? Sono più di dieci giorni che non scrivete un nuovo articolo! Firmato: un fan esigente. :-)

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