Cinemaperativo: film e spritz nel cuore di Berlino

Parlare del cinema Babylon è per noi sempre un piacere, perché è importante che la gente lo conosca e lo frequenti prima che la sua bella insegna anni ’50 sia costretta a spegnersi e ci tocchi andare tutti a fare la fila in un multisala qualunque (tanto sono tutti uguali dappertutto) per vedere Harry Potter LXII 3D ruminando burro a forma di popcorn. Ben diverso invece camminare nelle viuzze del centro di Berlino, arrivare davanti alla monumentale facciata della Volksbuehne e di lì infilarsi nel foyer rosso e bruno del cinema Babylon (dove, scusate, Harry Potter LXII 3D non lo proietteranno mai…. o magari forse al rovescio, mentre un pianista suona dal vivo su due tastiere in contemporanea. Sono queste le cose che capitano al Babylon).

Ne parliamo,questa volta, per segnalare una bella collaborazione tra il cinema – che ovviamente si sente protagonista della vita culturale della città e non ha voglia di farsi imbavagliare da nessun UCI – e l’Italienische Kulturinstitut Berlin (l’Istituto di Cultura Italiana a Berlino): il CinemAperitivo, la domenica pomeriggio alle ore 16.

In programmazione film italiani, passati o contemporanei, che vogliono raccontare il nostro Paese e la sua storia con un occhio di riguardo alle realtà e alle espressioni alternative, spesso le meno fortunate nei contesti distributivi e di mercato mainstream. Di fatto sono state scelte pellicole che spesso non sono mai state proiettate, neppure in Italia, e che cercano qui occhi (e distributori) più curiosi e intelligenti. E dopo il film la sala è invitata a condividere impressioni e commenti insieme a un bicchiere di spritz e a qualche stuzzichino (incluso nel prezzo del biglietto d’ingresso, 8 euro). Eccolo, il CinemAperitivo, un modo di fare conoscere l’Italia attraverso le sue storie e le sue immagini ma anche attraverso il suo gusto per il bel vivere: passare insieme un’oretta (o due) prima di cena, stuzzicando e bevendo qualcosa di leggero e frizzante che aprirà lo stomaco per le più consistenti pietanze a venire. Beninteso non uno di quei truculenti happy hour milanesi dove a furia di patatine fritte, lasagne scongelate e olive ascolane, scolandosi due o tre negroni (che vengono a costare come 6 bottiglie di buon vino) uno si affossa la serata in un infernale processo digestivo unito a torpore alcolico che, a malincuore, si scambia per “divertimento”. Sarà la cornice d’altri tempi del cinema Babylon (sarà che a Berlino il negroni non lo sanno fare), ma il Cineaperitivo me lo immagino più frizzantino e ottocentesco, forse un pochino snob, intellettualoide, ma del resto chi è che la domenica pomeriggio a Berlino va a vedere un film italiano per lo più ignoto? Già, chi?

A parer mio potrebbe andarci uno dei tanti italiani trasferitisi qui per cercare il conforto di una lingua comprensibile e amica (basta sottotitoli!) e per rinfrescare la nostalgia di casa, oppure uno dei tanti italiani che vorrebbero trasferirsi qui e che, approfittando dell’aperitivo, potrebbe riuscire ad attaccare bottone con altri “illustri emigrati” e capire se esiste ancora il “sogno berlinese” – potrebbe ad esempio offrire un secondo, terzo, quarto giro di spritz per avere risposta a tutte le fatidiche domande su anmeldung, ricerca della casa, ricerca del lavoro, “ma è vero che i tedeschi ci odiano?”, “ma è vero che a Berlino la metropolitana è lastricata d’oro”, “ma è vero che a Berlino uno diventa artista non appena mette piede a Kreuzberg”, “ma è vero che a Berlino l’appartamento te lo regalano se non ce l’hai?”etc. etc. Potrebbe essere l’occasione per incontrare tedeschi innamorati del nostro Paese e lasciare che il loro entusiasmo ci faccia re-innamorare di quello che abbiamo lasciato alle spalle. Potrebbe andarci chiunque abbia voglia di conoscere la scena cinematografia alternativa dell’Italia di oggi o chi ha voglia di rivedere sul grande schermo quel film di tanto tempo fa, che oramai all’UCI usano solo per raccogliere l’unto dei pop corn. Potrebbe andarci anche un turista che vuole assaggiare un po’ di Berlin Lifestyle e vuole trovare l’occasione giusta per conoscere e chiacchierare con berlinesi, veri o d’importazione (a volte, specie se il viaggio è breve, è così difficile conoscere gente del posto e fare chiacchiere intelligenti, ma qui… galeotto è il film e lo spumantino!). E ovviamente, perché no?, ci vada pure anche un intellettuale snob tedesco o italiano tedeschizzato che vuole dissertare di montaggio e Deleuze e anni settanta come neanche a un esame di storia del cinema del DAMS di Bologna. Potrebbero persino prenderlo sul serio!

Sicuramente in queste buie, freddissime domeniche invernali la sala cinematografica rappresenta uno dei rifugi più belli, un luogo buio e caldo (come la pancia della mamma), in cui guardare, sognare, viaggiare. Se poi può servire al cinema Babylon per continuare a resistere e farsi portavoce della cultura che non produce euro ma bellezza, meglio ancora. E infine, diciamolo, per una volta che l’Italia non esporta solo la pizza e il calcio, sarebbe proprio un peccato non esserci: in fondo, come scrivevo più su, si tratta non solo di raccontare l’Italia attraverso le immagini del grande schermo ma anche attraverso una semplice lezione di gustoso bel vivere. (E vi giuro che per scrivere articoli come questo non mi offrono neppure lo spritz al cinema Babylon!)

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