Mannaggia la BVG

A Novembre e Dicembre l’azienda dei trasporti pubblici di Berlino (BVG) ci ha fatto un bel regalo: ogni weekend il biglietto di tratta singola veniva trasformato in una Tageskarte, ovvero un biglietto giornaliero. Voleva farsi perdonare i disservizi e i ritardi (a volte persino 20 min, come un qualsiasi intercity che si rispetti) delle linee S-Bahn (che, saranno tedesche, ma a quanto pare continuano a funzionare male…è che qui le riparazioni non le sanno fare, qui se una cosa si rompe, la distruggono e poi la rifanno da capo, migliore e tutta nuova!). Forse non è stato un caso che la magia abbia funzionato proprio nel periodo pre-natalizio quando la gente non solo ama sentirsi più buona, ma va spesso e volentieri in centro a fare shopping, inondando come uno tsunami consumista Alexanderplatz e i centri commerciali. Sta di fatto che il 26 dicembre qua si comincia già a smantellare tutto, si chiudono i mercatini, si butta via l’albero (magari comprato il 24, perché serve effettivamente una notte sola) e piano piano si torna alla normalità. Anche chi sembrava più buono torna…no! Fermi tutti! Questo non è giusto! Questa non è la normalità! Eggià signori miei, perché non solo la BVG smette di fare magie il sabato e la domenica, ma con il 1° Gennaio 2011 aumenterà di 20 centesimi tutte le sue tariffe.

Avete letto bene: le tariffe di Berlino non sono mai state famose per essere economiche, ma ora preparatevi a pagare DUE EURO E TRENTA un biglietto di tratta singola e il risibile biglietto di corsa breve (tre fermate di metropolitana, tanto vale andare in taxi) elevato a UN EURO E CINQUANTA.

Per fortuna gli abbonamenti aumenteranno solo di 2 euro al mese (passando da 72 a 74 euro zona AB), mentre, udite udite, la Kleingruppenkarte (biglietto per 5 passeggeri adulti) verrà ridotta a quindici euro e aumentato a tre il numero di marmocchi che è possibile portare con sé pagando un solo biglietto… che dietro si nasconda anche qualche sinistra manovra sociodemografica? Chiaro che se avessi tre figli piccoli mi guarderei bene da andare con tutti e tre su un mezzo pubblico da solo (visto che ho solo due mani), ma, cara la mia BVG, pur avendo io più di 4 amici, non è che ogni volta che esco me li devo portare dietro: rimaniamo amici anche se non usciamo sempre tutti insieme!

La BVG si difende dicendo che sono tre anni oramai che le tariffe non vengono ritoccate, a differenza di altre grandi metropoli europee. Ma forse la BVG non ha capito che molti di noi abitano qui proprio perché non possono permettersi le altre grandi metropoli europee!

O di Berlino amavano per lo meno lo stile. E qui sempre la BVG ci mette lo zampino: negli ultimi mesi si è intensificata la campagna contro i venditori di biglietti usati. Li presentano come esseri loschi che spuntano da dietro le macchinette automatiche offrendoci la carta per chissà quale rovinoso viaggio senza ritorno. E invece ci stanno vendendo un biglietto della metropolitana usato, ma ancora valido (come già dissi una volta: un bel risparmio per me, un sorriso per chi sta peggio di me). Capisco combattere il mercato dei biglietti falsi (ma quelli li riconosci: chi li vende ne ha un mazzetto in tasca fin dalle prime ore del mattino, avvolti in un elastico…puzza di truffa lontano un miglio). Ma presentare questi tizi come pericolosi imbroglioni e dirci che il solo modo sicuro di comprare un biglietto è alla macchinetta automatica non rischia di diventare un po’ “terroristico”? Cosa ci sarà mai di insicuro in un biglietto usato? Polvere da sparo? Polvere d’angelo? E come mai i cartelli che ci invitano a comprare biglietti sicuri sono dappertutto e invece pochi quelli che ci informano dell’aumento delle tariffe? Comunque continuo a chiedermi come farà il controllore a verificare che ho comprato il mio biglietto a una macchinetta sicura, se mi controlla dieci stazioni dopo… a meno che la BVG non si doti di un perfetto sistema di spionaggio (telecamere, sensori, finti venditori che prima ti allettano con la promessa di un viaggio economico e poi ti ammanettano…), e forse allora capisco a cosa serviranno i soldi in più che ci chiedono (a tenere lontani quei pericolosi truffatori che per raccattare una ventina di euro stanno tutto il giorno al freddo sulle scale di una metropolitana, i disperati dilettanti insomma).

Sicuramente io la soluzione per sistemare le casse dell’azienda dei trasposti pubblici berlinese non ce l’ho. Ma questo scricchiolio economico dovrebbe valere una volta per tutte a ricordarci che Berlino non è più (e forse non è mai stato) il paese dei Balocchi: è una città con le sue asprezze e le sue difficoltà come tutte le altre, i sussidi di disoccupazione non li pagano a tutti e non è vero che ti trovano un appartamento se solo lo chiedi (“cercatelo!” ti rispondono), i trasporti pubblici sono efficientissimi, ma sono pure carissimi. Piccoli segnali. Moniti. Non della fine del mondo, ma della fine di un’era. Quella della favola di una Berlino facile facile, meglio meglio.

E per finire, cara BVG, il Natale prossimo ti revoco il potere di fare magie, sei stata cattiva e le tue magie alla fine ci fregano (come se uno ti regala la macchina, ma poi le rate le devi pagare tu!)

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