Conigli alla Berlinese

Dopo la ricetta dei bomboloni fritti non aspettatevi un altro intervento culinario su questo blog, anche perché non mi risulta che il coniglio sia servito comunemente sulle tavole berlinesi. Anzi, considerando quanti se ne incontrano in città pare proprio che i coniglietti siano, insieme ai cani, gli animali che se la passano meglio qui. Per chi passeggia nel Tiergarten sono di solito un incontro comunissimo, ma in questi giorni di freddo e di neve, spinti forse dalla fame, i coniglietti si avventurano anche nelle vie limitrofe, incuranti del caos di Potsdamer Platz o delle austere atmosfere dell’Holocaust Mahnmal. Figuratevi che l’altro giorno ne ho visti un paio saltellare là dove si ergeva la funerea Cancelleria di Adolf Hitler.

Fossimo in Italia li avrebbero già sterminati per la loro impertinenza, ma qui siamo nella terra dove l’anno scorso una Senatrice dei Verdi avanzò un’interrogazione al Parlamento di Berlino per l’uccisione di 10 piccole talpe colpevoli di avere scavato i loro tunnel sotto un campo da calcio. In Italia le avrebbero accusate di avere lordato il suolo sacerrimo e aver messo in pericolo le preziosissime caviglie dei calciatori. Le avrebbero annientate con la violenza e i crismi di una guerra santa. A Berlino invece giù le mani dalle talpe e soprattutto giù le mani dai coniglietti! Che poveretti, come tanti berlinesi, devono riprendersi dal Crollo del Muro e dalla Wende, il cambiamento sociale, economico, politico ed urbanistico che ne è conseguito.

Perché, forse non lo sapete, tutti questi coniglietti che ora scorrazzano per Berlino Ovest un tempo erano cittadini di Berlino Est, o meglio abitavano in una parte molto speciale della città: la Striscia della Morte. Per 28 anni il Muro di Berlino ha protetto i coniglietti da tutti i loro predatori naturali: dentro la striscia c’era un grande prato dove potevano costruire le loro tane, rosicchiare indisturbati le radici e le erbette fresche, saltellare qui e là sventolando impudenti il codino sotto il naso della Polizia di Confine. Ogni tanto è vero un colpo di fucile li spaventava tutti, ma col tempo si abituarono anche a quello: erano uomini che sparavano contro altri uomini (i loro concittadini), cosa che, dalla prospettiva di un coniglio, poteva essere considerata un’insolita e insperata fortuna.

Nel 1989 il Muro è venuto giù e i coniglietti insieme a tutti gli altri ex-comunisti hanno dovuto fare i conti con il mondo occidentale: una grande immensa libertà che nelle mani giuste può essere tutto, in quelle sbagliate niente. E di nuovo si può dire che è andata meglio ai conigli piuttosto che agli uomini: la Berlino unificata è un città piena di verde, piena di animalisti, piena di persone che preferiscono un wurstel affogato nel ketchup, ricoperto di curry, piuttosto che un bel piatto di coniglio e polenta.

Per ricordare i “Mauerhasen”, ovvero i conigli selvatici che abitavano nella striscia della morte, e per raccontare la storia del Muro di Berlino da una prospettiva quanto mai speciale nel 2009 il regista polacco Bartek Konokpa ha girato un piccolo film,“Mauerhase o Rabbit à la Berlin”: chi avrebbe mai pensato che anche le vicende più truci della storia dell’umanità potessero avere un risvolto batuffoloso??? (qui vi mostro solo il trailer, mentre il documentario è visibile interamente su youtube, NON in italiano, è ovvio)

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