Errata Corrige: il Punk non è mai morto!

Una cosa me la sono sempre chiesta: se il Punk fosse morto, a chi dovremmo dare la colpa? Al conformismo (che l’ha soffocato nottetempo con un cuscino di buone maniere, una randellata di polizia e un soffio di gentrificazione – il conformismo ammazza sempre in molti modi perché vuole essere sempre sicuro di tutto), ai punk stessi (che si sono fatti fuori da soli, in modi che la fantasia può solo immaginare, ma sicuramente con bel ‘fanculo sorridente sul muso), agli stilisti (che lo hanno strangolato con una cinturina borchiata da 300 euro), ai parrucchieri trendy (con un’overdose di creste, crestine et similia)? Per fortuna il Punk è ancora vivo e, almeno a Berlino, sta benissimo. Certo capita di leggere sui sedili degli autobus, nei bagni delle scuole medie, sulle magliette di H&M “Punk is dead”, ma, credetemi, chi lo scrive “punk” non è, e probabilmente non sa neanche cosa sta scrivendo.

Se volete assicurarvi che la salute del Punk non è a rischio venite ovviamente a Berlino:) Qui i punk formano una comunità alternativa che è sopravvissuta agli scossoni della storia e della società “bene”: c’erano punk a Berlino Ovest, c’erano punk a Berlino Est (anche il comunismo genera il punk). Ci sono stati punk durante e dopo il crollo del Muro di Berlino (se non sbaglio qualche punk lo ha pure picconato) e ci sono punk ora che la globalizzazione culturale si sta mangiando Berlino. Spesso si tratta ancora delle stesse persone di venti, trenta anni fa (nonni punk, ve ne ho già parlato no?), in molti casi di ragazzi che – lasciati i loro paesi dentro e fuori la Germania – sono arrivati a Berlino come ultima capitale di un movimento sociale, culturale e politico che qui non ha perso nessuno di questi suoi tre fondamentali attributi (Londra potrebbe dire lo stesso?) Le antiche generazioni (sessantenni fieri delle loro rughe come fossero cicatrici da guerriero… resistono a Kreuzberg) e le nuove leve (nei quartieri di Neukölln e Friedrichshain) si incontrano nei cortili delle ultime case occupate, nei parchi  o semplicemente tirano un divano sfondato sul marciapiede davanti a un negozio di musica e si divertono con i loro cani (beneducatissimi a dispetto delle maldicenze). A Berlino non si è punk per una stagione, per moda, o per un carnevalesco moto di ribellione pre-post-adolescenziale. Qui lo si è per una scelta radicale ed esistenziale.

Avvertimento n°1: i punk non sono animali rari né la città di Berlino è una specie di grande Zoo-Safari, non unitevi perciò a quelle frotte di turisti che li fotografano come fossero strani panda con i capelli colorati, altrimenti non lamentatevi se vi lanciano una bottiglia addosso! Molto meglio conoscerli, magari in una delle feste organizzate nelle case occupate (come il Köpi) o in uno dei loro bar preferiti (come il Fischladen). Ma se volete veramente avere una esperienza punk berlinese non perdetevi il festival PUNK & DISORDERLY, dal 1 al 3 aprile, Astra Kulturhaus, in Revalerstrasse 99 (Friedrichshain, manco a farlo apposta! All’interno della bellissima area RAW TEMPEL, che da officina ferroviaria dismessa è diventato uno dei luoghi più divertenti delle notti berlinesi).

Avvertimento n°2: non è un festival punk-queer (quindi non portatevi le pinzette per le sopracciglia), non è punk rock (quindi dimenticatevi la melodia), non è post-punk (quindi lasciate a casa il prozac e non osate fare lo shoe-gazing). Qui si tratta veramente di “vecchia scuola”, annaffiata di birra (l’anno scorso il festival fallì perché la birra finì troppo presto) e pogo garantito. Insomma: gomitate, sudore, tanto sudore, qualche accidentale sopracciglio rotto, rutti in tutte le lingue del mondo (è un festival internazionale), sicuramente una rissa e una provocazione fascista fuori dalle porte (il punk qui è e rimane un fatto politico). Come dicevo la birra è garantita fino all’ultimo concerto dell’ultimo giorno, ma non ci andate se siete di quelli che impazziscono se non trovano più salviettine di carta nei bagni.

Avvertimento n°3: Anti-Nowhere League, Klasse Kriminale, Varukes, Deadline, Argy Bargy, OXO 86…se questi nomi non vi dicono niente allora non siete abbastanza “old school” per questo festival (e probabilmente siete nati dopo il 1984), questo festival è fatto per chi sa ancora farsi la cresta con l’albume d’uovo o acqua e zucchero e al bancone frigo sceglie SEMPRE la birra che costa meno.

Ultimo avvertimento: i biglietti stanno andando a ruba e le pre-vendite finiranno il 28 Marzo (ricordatevi che qui in Germania spesso la prevendita costa meno che il biglietto in cassa). Potrete acquistarli anche dall’Italia e ritirarli direttamente all’Astra.

Punk&Disorderly The Festival

quando: 1- 3 Aprile 2011

dove: Astra Kulturhaus – Revaler Str. 99, Berlin www.astra-berlin.de

costo del biglietto: 21 euro il giornaliero / 48 euro il weekend (rispettivamente 25 e 55 se acquistati alla cassa, ve l’avevo detto io!)

cosa fare prima: gironzolare per Rigaerstr. (Friedrichshain) comprando una birra in tutti gli spaetkauf!

cosa fare dopo: ci sono quattro location che come sempre offrono il meglio a tutti i punk, vivi, morti e revenant (segnateveli, valgono per ogni stagione a Berlino):

Clash:  www.clash-berlin.de

Trinkteufel:  www.trinkteufel.de

Kreukeller:  www.kreuzkeller.de

Wildatheart: www.wildatheart-berlin.de

Party di Apertura: 31 Marzo al Lido. Line up: Bad Co. Project, (guest: The Traditionals e OMIXLH)

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