Bambini a Berlino. Parte prima: trasportarli

É capitato, sguazzando tra le pagine del web, di imbattermi in questa notizia: “Ryanair istituirà voli vietati ai bambini”. Ovvio. Vorranno proteggere la quiete del loro cliente. Il tipico ricco aristocratico che per avere un figlio ha affittato un utero, poi lo ha mandato a balia nelle campagne e infine lo ha rinchiuso in un collegio con la figlia di Madonna, per volarsene viziosamente in giro per il mondo sui jet Ryanair, insieme agli altri Vip guardando spogliarelli sconci e tirando coca. I voli Ryanair ne sono sempre pieni. Poi controllo la data (primo aprile) e penso a uno scherzo. Perché, scherziamo?, i bambini devono viaggiare. Ci sono un sacco di vantaggi!

Il primo lo dico ai bambini: belli di mamma, ricordatevi che finché siete piccoli i vostri genitori devono pagare tutto per voi, aereo, hotel, merenda, maglietta, giro in giostra. Fatevi portare in viaggio più che potete, volate sopra gli oceani, visitate le città, andate ai musei. Godetevi il mondo perché a diciotto anni (e qualcuno anche prima) dovrete cominciare a pagare tutto voi. E forse proprio per questo le cose diventeranno sempre più care. Sempre più care mano a mano che diventate grandi. Ricordate: 26 è la fine di ogni pacchia. Poi, a meno che non siate diventati falsificatori (o eterni laureandi), non ci saranno più riduzioni. Agevolazioni. Ingresso libero. Basta. Fine.

Il secondo lo dico ai genitori: li avete fatti (i bambini), ora vi tocca sopportarli! Ma se tenete duro può anche essere che i vostri pargoli crescano intelligenti e diventino persone che anche voi avrete piacere a frequentare. E portarli in giro per il mondo aiuta. Li farà diventare persone più fiduciose e meno schizzinose. Più curiose e meno provinciali. Impareranno a mangiare tutto quello che trovano nel piatto e a scuola saranno bravissimi in inglese (quanti corsi di recupero risparmiati). Perché, se tutto va bene, viaggiando con voi impareranno a essere cittadini del mondo e a occuparsi di tutto quello che succede intorno a loro, sapranno comunicare, informarsi, e vorranno andare a vedere quello che succede. Insomma tutto quello che serve a non farsi fregare.

Quindi, se questo di Ryanair non è un Pesce d’Aprile, se davvero, cari genitori portatori di bambini, vogliono rendervi la vita più difficile, ho deciso di dedicare qualche articolo di Berlin&out all’arte di portarsi in bambini in viaggio (a Berlino). Parte prima, significativamente, trasportarli.

Ora mettiamo che siate riusciti a sopravvivere alla crudeltà gerontofila di Ryanair e siete arrivati a Berlino sani e salvi tutti quanti: tirate un sospiro di sollievo, qui le cose si faranno più facili.

A meno che il vostro bambino non sia in passeggino, perché, strano a dirsi la rete di trasporto pubblica di Berlino solo su una cosa è totalmente inadeguata: gli ascensori. E dire che tra U-Bahn e S-Bahn è tutto un sali scendi (e le scale mobili sempre rotte). Insomma, se avete un bimbo a rotelle, vi toccherà trascinarvelo su e giù a forza di braccia o passare due ore a cercare l’ascensore che porti al binario dove volete andare. Il vostro bimbo non va più in passeggino? Beh, potreste ripensarci… considerate quante ore dovrete camminare per scoprire questa città… se è ancora abbastanza gracilino potrebbe essere comodo scorrazzarlo in giro così: saprete sempre dove è, non si stancherà mai e non comincerà a frignare (i bambini, ahimè, frignano). L’anno scorso una famiglia che ho accompagnato per la città ha fatto così: si sono comprati un passeggino sgrauso per 12 euro a un negozio di seconda mano e a fine vacanza glielo hanno rivenduto (a 6 euro). E sono riusciti a portare ovunque il loro incontenibile pargolo di 5 anni e tre quarti.

Sui mezzi di trasporto pubblici di tutto il Brandeburgo valgono queste regolette: i bambini fino a 6 anni non pagano MAI, potete portarne fino a tre con un biglietto semplice (e se siete venuti a Berlino con tre bambini sotto i sei a testa allora siete da arrestare o beatificare). Il passeggino (anche se è grande come un apecar) è sempre gratis. Tra i 6 e i 14 il pargolo paga il biglietto ridotto (Ermäßigungstarif). MA se avete acquistato una Welcome Card Berlino ABC allora anche vostro figlio fino a 14 anni viaggia gratis con voi (uno per card, e solo ABC). Kinderleicht!

Quando la stagione è bella potrebbe venirvi la voglia di scorrazzare per la città in bicicletta: prima però pensate se i vostri figli sono pronti, non sono cose a cui siamo abituati in Italia. Potrebbe scatenare in loro una febbre rallysta. Comunque se li avete convinti a seguirvi come pernici, allora ricordatevi di tenere la destra anche sulla pista ciclabile, perché i berlinesi in bici sono pericolosi (l’ho detto mille volte) e venendo da dietro non sanno che stanno per imbattersi in bambini che hanno visto per la prima volta in vita loro una pista ciclabile. E abituatevi a qualche sguardo severo: i bambini in bicicletta qui dovrebbero essere sempre corazzati. Strane usanze locali. Guardi i genitori berlinesi e li vedi infilare due, tre bimbi in una specie di carretto livello terra, attaccarlo alla bici e poi pedalare furibondi per ore tra Kreuzberg e Prenzlauer Berg. Oppure, in caso di tormenta di neve, i bambini li si porta in giro (sì sì in giro sotto la tormenta!) sullo slittino o sul bob. I più felici? Chiaro, i bambini. Essere bambini a Berlino deve essere proprio bellissimo.

Ultima nota (ma ci tengo a precisare che non intendo stabilire alcun tipo di confronto): su Ryanair il cane non ve lo lasciano portare, mentre su tutti i mezzi di trasporto di Berlino certo che sì, a patto che paghiate anche per lui il biglietto ridotto (Ermäßigungstarif) indipendentemente dall’età. Anche i cani a Berlino sono viziati e felici.

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