Parliamo Tacheles /2 – L’asta che non c’è

Che cosa è successo infine questo 4 Aprile? Aveva ragione Linda, la PR della Kunsthaus Tacheles, a dichiararsi per nulla preoccupata per l’asta alla quale l’edificio che ospita la Kunsthaus sarebbe stata battuta lunedì mattina?

Per quello che riguarda la Kunsthaus Linda aveva ragione. “Gli artisti sono ancora al loro posto, così i loro atelier, così la realtà Kunsthaus che continuerà a portare avanti la sua battaglia per vedersi attribuita in via definitiva la possibilità di rimanere nell’edificio che occupa dal 1990”, così Linda.

Lunedì 4 Aprile, poco prima dell’orario prestabilito per l’apertura delle offerte, è arrivata dalla banca HSH l’indicazione di sospendere il procedimento d’asta fino a data da destinarsi. Il motivo non è stato reso noto – si sprecano naturalmente le ipotesi e le illazioni su potenziali nuovi investitori che sarebbero i beneficiari di questo ritardo nella battitura dell’edificio. La base d’asta per la rovina più celebre di Berlino sarebbe dovuta essere di 35 milioni di Euro.

La Kunsthaus e tutti gli altri occupanti del Tacheles non sono quindi stati sfrattati: non c’è ancora un proprietario dell’edificio, quindi non c’è un soggetto che possa sfrattarli.

Quello che è avvenuto è stato un parziale sgombero volontario da parte di alcuni degli inquilini della casa, in particolare dei commercianti che utilizzavano l’areale sul retro della rovina, verso la Friedrichstrasse, e alcuni dei commercianti dei negozi del piano terra. Perché se ne sono andati così? Perché la banca stessa ha offerto loro un milione di euro per andarsene. E loro hanno preso il soldo (ancora da chiarire quando lo riceveranno) e fatto fagotto.

Riguardano loro le immagini di ruspe e traslochi che abbiamo visto circolare ovunque negli ultimi due giorni, e che hanno dato adito alla falsa notizia che la storia della Kunsthaus fosse finita. Come ci spieghiamo le notizie allarmiste che si sono sparse a macchia d’olio grazie anche a una delle pagine facebook della Kunsthaus e al sito Tacheles.info?

Divisioni interne, ecco la spiegazione. Ci sono due fazioni anche all’interno del Tacheles. Una di loro ha smesso di lottare, e non senza rabbia e amarezza. Per i commercianti e i ristoratori che lavoravano al piano terra e sul retro si è risolto tutto nella bolla di questo milione di euro: tutto ha un prezzo, anche un trasloco. Per la casa d’arte priva di scopo di lucro l’argomento del milione non ha avuto effetti. Quanto vale la libertà d’espressione?

BerlinAndOut ha parlato di nuovo con Linda e Barbara, trovandole  soddisfatte degli eventi della giornata di lunedì. E anche con gli ‘uomini delle ruspe’, che lavorano al momento allo sgombero dell’areale sul retro del Tacheles. Anche loro confermano: la nostra zona di competenza è il cortile. Al resto della casa non torceremo un mattone.

Stiamo a vedere che cosa succederà nei prossimi giorni e mesi. Per ora, se avete voglia di fare una passeggiata culturale a Berlin Mitte, potete ancora entrare nella casa le cui porte non sono mai chiuse e vedere una coloratissima fucina artistica. Poi magari si può intavolare una discusisone sull’identità Tacheles nel suo complesso e sulla sua storia, su come le cose cambino in continuazione  e volendo anche sulla legittimità della pretesa continuità storica tra la realtà attuale della Kunsthaus e quella di vent’anni fa. Ma questa è un’altra storia.

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