Global Stone Project: la Pace nel mondo a Berlino secondo Wolfgang Kraker

Speranza, la pietra dal Sudafrica

Di solito si pensa alla Pace nel Mondo come a un concetto così astratto e di là da venire che è più un’entità proverbiale che altro, la cosa da chiedere al genio della lampada o l’evento appena più probabile delle dimissioni di un politico italiano.

Invece che ironizzare cinicamente, Wolfgang Kraker ha riflettuto molto a lungo sulla pace mondiale, sulle relazioni e connessioni tra gli esseri umani con se stessi e con la natura. Le sue riflessioni iniziarono circa cinquant’anni fa, quando in seguito ad un naufragio Kraker fu costretto a passare più di due settimane in un canotto in mezzo all’oceano. Lì gli divenne chiaro che esiste una connessione, impalpabile ma innegabile e inscindibile, tra ogni manifestazione della natura, si parli di pietre, esseri umani o fasci di luce.

Le riflessioni di Kraker sulle connessioni tra ogni cosa vivente e la pace nel mondo hanno trovato un’espressione e una forma compiuta molti anni dopo, nel cuore di Berlino, in un’installazione artistica che ha impiegato una vita per essere concepita e tredici anni di lavoro per essere completata.

È il Global Stone Projekt, la “Stonehenge di Berlino” come titolò il Tagesspiegel. L’installazione è composta da cinque grandi pietre – o complessi di pietre – disposti in circolo nel Tiergarten, sul prato tra la Ebertstrase e la Potsdamerplatz. Ogni pietra viene da un continente diverso e ha una pietra gemella nel suo Paese d’origine. Entrambe sono state lavorate a lungo da Wolfgang Kraker, che le ha levigate fino a renderle lisce e lucide su alcuni lati, quelli esposti alla luce solare.

Ogni pietra rappresenta insieme alla sua gemella rimasta a casa una delle tappe ideali dell’umanità nel perseguimento della pace mondiale: Risveglio (Europa), Speranza (Africa), Perdono (Asia), Amore (America), Pace (Oceania). I cinque stadi del miglioramento dell’anima e del mondo, possibili solo nella consapevolezza dell’unione primordiale di ogni uomo con gli altri uomini, di ogni continente con il Resto del Mondo.

Ogni 21 Giugno intorno alle 13, quando il sole raggiunge la massima altezza, le pietre rimaste a casa nei loro continenti d’origine riflettono la luce del sole direttamente verso il sole – e in sedici minuti essa ritorna alle loro pietre sorelle, disposte in circolo come monaci seduti a meditare nel Tiergarten di Berlino. Si creano in questo modo cinque invisibili fasci di luce che sono per Kraker i fili d’etere che uniscono l’umanità tutta e che soli rendono immaginabile il progresso dell’uomo verso la pace.

L’invito dell’artista, aperto a chiunque si trovi a Berlino quel giorno, è di raggiungerlo nel Tiergarten alle 13 per vivere insieme a lui la realizzazione del campo energetico di fotoni ed ideali – quest’anno (2011) per la prima volta dal completamento dell’opera. Per sentire l’energia della luce riflessa insieme a lui, per incontrare altre persone che pensano che una connessione tra noi e il mondo esista, e che sia inutile e dannoso il negarla. Pace, Berlin.

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