“Omaggio a Berlino”: la distruzione della città da terra e dal cielo alla collezione Regard fino al 9.10.2011

Adolph C. Byers, Hein Gorny Reichstag, Berlin 1945

Steinstrasse 12, Berlin Mitte, un edificio restaurato della “vecchia Berlino”. L’ambiente è luminoso e impeccabile, gli interni come in moltissime case di ex Berlino est sono rinnovati di fresco e sembrano non portare i segni del tempo e degli eventi che hanno visto passare. Sono le tipiche mura delle quali si chiede che possano parlare, e raccontare del Passato che di qui è passato violento, surreale e devastante.

Queste mura accolgono la richiesta e parlano davvero: la voce viene loro data dalla collezione Regard, che ha qui la sua sede e il suo spazio espositivo. Lo “sguardo” cui si riferisce il nome è lo sguardo attento di chi cerca frammenti di passato – la collezione si occupa di fotografia, prevalentemente tedesca, dagli albori agli anni Settanta.

Fino al 9 Ottobre 2011 è esposta nella Steinstrasse la mostra “Hommage à Berlin”, che ci scaraventa nella Berlino del 1945: non è un posto per stomaci deboli, non è un paesaggio che lasci molto spazio a speranza e immaginazione. La città più grande d’Europa è un’impietosa distesa di cocci e calcinacci, ogni tetto è crollato e ogni vetro è scoppiato, cadaveri marciscono sotto le rovine della metropoli e rammentano ai vivi con il loro odore di putrescenza l’orrore degli ultimi cinque anni di storia, gli anni delle campagne aeree alleate sopra Berlino, i mesi dell’assedio, la disfatta senza ritorno della capitolazione finale, avvenuta l’8 Maggio. L’ora zero di un regime che ha spazzato via l’intera nazione, lo zero di un’identità per sempre perduta, lo zero di un foglio bianco sul quale riscrivere tutto.

Berlino ha cambiato pelle diverse volte da allora, ha inventato da capo le sue strade e i suoi simboli, ha riplasmato il suo popolo e ridiscusso il suo ruolo un’infinità di volte. È così surreale quello che è successo a Berlino nei primi anni Quaranta che è troppo facile costruirvi sopra retorica e leggende, è comodo impietosirsi o lasciarsi affascinare dalla distruzione totale.

Un po’ di oggettività non può che fare bene, un bagno di realtà per smettere di fantasticare sulla Città del Fantasmi e vederla finalmente davanti ai nostri occhi, senza più domande o sentenze, soli con le rovine. Certo i nostri sguardi sono filtrati dall’occhio e dallo strumento del fotografo; nel caso della mostra “Hommage à Berlin” quest’occhio è naturalmente presente e determinante, ma non è un occhio invadente né visionario. È l’occhio dei tedeschi Hein Gorny e Friedrich Seidenstücker e dell’americano Adolph C. Byers, fotografi di formazione “oggettiva”, il cui tocco è legato ai dettami della Nuova Oggettività.

Il progetto di Gorny, Byers e Seidenstücker è quello di ritrarre le rovine di Berlino da quante più angolazioni possibile, compresa la prospettiva aerea. Il risultato sono 80 splendide immagini in bianco e nero della città devastata, che ritraggono le sue rovine in tutta la loro pericolante e grottesca staticità, con le lunghe ombre della sera allungate sopra le macerie e le persone minuscole e spiritiche nel mare di polveri. L’oggettività ricercata non riesce a non far sembrare quelle immagini surreali, come se la città ritratta fosse in realtà un modellino di gesso, rotto dal gioco di bambini maldestri.

L’omaggio della mostra è un saluto rispettoso a quella Berlino che non c’è più, a ciò che ne rimane e alla città che l’ha rimpiazzata. Davanti a queste fotografie viene spontaneo a chi ama Berlino avvicinare il naso al vetro, cercare qualcosa di familiare nei luoghi che portano nomi così noti, e hanno tuttavia un aspetto così estraneo. Non si possono non sentire gli strati di storia sotto i nostri piedi e sopra la sabbia del Brandeburgo, non si può non provare un senso di estraniamento e una fitta da qualche parte tra le viscere nel contemplare queste fotografie inedite, gli spazi, le costruzioni, le idee e le vite che non ci sono più, e che rispuntano dopo ottant’anni di oblio in una Berlino completamente rivestita e reinventata. E non si può nemmeno fare a meno di pensare a tutto quello che ci siamo persi, ai mondi possibili sepolti sotto quelle rovine.

Grazie a Simone per la segnalazione!

“Hommage à Berlin”

Fino al 9 Ottobre 2011 presso

Collection Regard

Steinstrasse 12

10119 Berlin Mitte

Tutti i Venerdì dalle 14 alle 18

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