Beate Uhse, l’erotismo e il bigottismo della Germania Ovest

Beate Uhse

**Aggiornamento: Dal 2014 il museo dell’erotismo Beate Uhse di Berlino è chiuso, perché l’edificio che lo ospitava è stato demolito. Il museo non ha ancora trovato una nuova collocazione.**

 

Il 16 luglio 2001 Beate Uhse si spegneva all’età di 81 anni, dopo aver visto la guerra, le Due Germanie, dopo aver aperto il primo sexy shop d’Europa, dopo essere stata denunciata circa duemila volte per oltraggio al publbico pudore, dopo aver personalmente inaugurato nel 1996 a Berlino il Museo dell’Erotismo che porta il suo nome.

Beate Uhse era una pilota di aerei. Amava volare e aveva ottenuto la sua licenza quando era ancora giovanissima; fino al 1945 aveva sorvolato i cieli di Berlino e della Germania unendo le sue ali allo sforzo bellico, per lo più con manovre tecniche.

Nel 1945 gli Alleati proibirono qualunque utilizzo delle licenze di volo: Beate Uhse si ritrovò disoccupata e come molti tedeschi e tedesche si arrabattò tra mille lavoretti, per lo più sguazzando nel florido mercato nero post-bellico.

La sua attenzione di donna e di imprenditrice fu attratta da un fenomeno in crescita rapidissima e di difficile soluzione per la società tedesca dei tardi anni Quaranta: il desiderio delle donne di essere libere e informate in materia di sessualità si scontrava con il bigottismo imperante nella Germania ovest del Dopoguerra, dove secondo molti le convenzioni sociali erano “ancora meno flessibili che sotto il nazismo”. Beate Uhse diventò la figura di riferimento per tutte le donne che avevano domande, dilemmi, curiosità o semplicemente un sano appetito sessuale, e iniziò a corrispondere con molte di loro dispensando consigli in materia di prevenzione e igiene sessuale, e piano piano a vendere per posta libelli informativi, e più tardi preservativi.

Beate Uhse era nata nel 1919, in una Germania all’apice della confusione e della perdita d’identità, quindi sull’orlo di uno sconvolgimento del sistema sociale senza precedenti. Se unite a questi natali storicamente importanti uno spiccato senso per gli affari, il disprezzo per le convenzioni borghesi e bigotte della Germania del Dopoguerra, e le proverbiali palle delle donne tedesche otterrete un quadro accurato della personalità di Beate Uhse, che incarna l’avanguardia sociale tedesca che si poté sviluppare soltanto in contrasto con il conservatorismo di ritorno che imperava in una società cresciuta in totale carenza di libertà.

Il primo negozio di articoli erotici di Beate Uhse (“negozio specializzato per l’igiene coniugale”) aprì i battenti nel 1962 a Flensburg, tra lo sdegno della popolazione locale. Oggi Beate Uhse è ovunque, i suoi negozi sono un landmark costante in tutte le città tedesche. Il suo museo dell’erotismo a Berlino scatena sempre commenti come: “Però, questi tedeschi!” da parte dei turisti che accompagniamo in visita per la città. Per i berlinesi invece Beate Uhse è un’icona che fa parte del paesaggio abituale della città, l’insegna rossa al neon del suo museo è parte integrante del panorama urbano di Berlino ovest. A pochi passi dalla famigerata stazione dello zoo, a ancora meno passi dalle lucidissime vetrine delle boutiques del Ku’damm. In mezzo ad un incrocio trafficatissimo e sotto gli occhi di tutti: Beate Uhse è l’icona della vittoria dell’anti-bigottismo, fiore all’occhiello della metà ovest di Berlino, che più di ogni altra città tedesca fu teatro delle avanguardie sociali del Dopoguerra.

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