Il Sogno Elettrico: Berlino, Festival of Lights, 12-23 ottobre 2011

Berliner Dom nel Sogno Elettrico

Tra Berlino e l’elettricità c’è una storia d’amore lunghissima: una scintillante passione erotica esplosa negli anni ’20 che si è oscurata drammaticamente durante la guerra, quella mondiale e quella fredda. Prima, sotto le bombe, bisognava spegnere tutte le luci, poi di luci non ce n’erano più (non c’erano neanche i soffitti dove appendere le lampadine), poi ci si è messo di mezzo Stalin (come il cattivo di ogni romanzo d’amore, e diciamolo, come cattivo Stalin fa la sua figura) che pensò bene di tagliare  i cavi elettrici del settore ovest durante la Blockade. E quindi il Muro, che era decisamente ben illuminato, ma che se deve raccontare una storia d’amore parla senz’altro della fase sadomaso(me lo posso immaginare come una rasoiata di lampioni in mezzo alla città). Oggi però Berlino e la luce elettrica si accompagnano di nuovo a braccetto, un po’ come quelle coppie antiche, che ne hanno passate di tutti i colori, ma che ancora si sostengono l’un l’altra, magari un po’ curvi, senz’altro più bianchi, fragili nel passo ma non nel cuore, capaci di scambiarsi ancora un bacio ardente nelle notti di luna e chiamarsi “amore”. Baci che Berlino e l’elettricità si scambieranno nelle notti tra il 12 e il 23 ottobre durante il Festival of Lights, un evento che trasforma completamente il volto notturno della città: un’ottantina di monumenti e luoghi simbolici verranno illuminati da luci d’artista e ci regaleranno una Berlino elettrizzata e caleidoscopica, a volte onirica, a volte pacchiana, guazzabugli rosa shocking e verde ramarro, delicate videoproiezioni pittoriche, atmosfere subacquee o stellari, esplosioni barocche o balletti di laser: cose che negli anni ’20 potevano solo sognare, ma, è questo il punto, davvero qui,
a Berlino, sognavano. È come se il Festival delle Luci riportasse questi due vecchi amanti, la città e la luce elettrica, ai frizzi pazzi dell’innamoramento giovanile, all’incontenibile passione adolescenziale che tutto rende possibile. Una porta di Brandeburgo fuschsia, un Duomo optical, una Torre della Televisione che starebbe bene in Final Fantasy XIII… lo so non sempre il risultato è gradevole, ma lo sappiamo tutti che l’amore rende ciechi.

La cosa divertente è che per vedere Berlino illuminata non bisogna aspettare fino a mezzanotte, oramai fa buio alle sei e mezza (sigh) e quindi si ha tutta la serata per passeggiare o cavalcare la propria bicicletta inseguendo le sorprese disseminate da questo amore elettrico. Per chi conosce bene la città è un momento ideale per rinsaldare il proprio legame d’affetto, ma anche un’occasione per rivalutare certi paesaggi metropolitani che, nel chiarore bigio, insipido, del giorno, risultano oramai anonimi (quando non proprio antipatici). Per chi invece arriva a Berlino la prima volta è invece un’occasione splendida splendente per lasciarsi affascinare da questa città e soprattutto per entrare nei suoi ritmi. Berlino è una città elettrica sotto molti punti di vista, ma se c’è una cosa che bisogna imparare per poterla apprezzare è che è una città che non si spegne mai. Non possiamo pretendere di avere la Porta di Brandeburgo rosa per tutto l’anno – ci mancherebbe solo questo – ma qui sappiamo che non c’è ora della notte in cui la città si addormenti, si svuoti. Come una lampadina spenta appesa in una stanza dove non c’è nessuno. Berlino all’opposto è sempre accesa. Dal 12 al 23 ottobre avrà certo un tocco di follia in più, ma non c’è notte dell’anno in cui la città e l’elettricità non possano accontarvi la loro storia d’amore con una proiezione, un faro,un vecchio lampione, o una strana insegna al neon (come quel faccione misteriosamente apparso all’inizio della Karl Marx Allee – cos’è?).

In queste sere di ottobre saranno organizzati molti eventi speciali in tutta la città, pensati proprio per attirare cittadini e turisti a vivere la notte berlinese (nonostante il freddo, fatemelo dire), ve ne segnalo uno in particolare: l’istallazione “l’Ambasciata dal Parlamento degli Alberi”, curata da Ben Wagin, l’artista berlinese che piantò accanto al Reichstag un albero per ciascuna delle vittime del Muro di Berlino. Questo luogo, che normalmente è trascurato e un po’sacrificato, sperso come è in mezzo ai cantieri del Regierung Viertel, schiacciato tra il fiume e i palazzi nuovi, avrà così occasione di tornare a parlare con il suo Memento quieto ma forte: alberi che devono ammonire i viventi a non dimenticare mai chi è
stato ucciso dal proprio stato mentre cercava la libertà.

Sono state organizzate anche molte passeggiate notturne, giri in bicicletta, o in autobus per dare a tutti la possibilità di ammirare i giochi del Festival of Lights. Se il tedesco però non è il vostro forte ricordatevi di noi! Vi accompagneremo volentieri nella splendida Berlino notturna,
raccontandovi come è nato questo sogno elettrico e come, non senza difficoltà, si sta facendo, anno dopo anno, realtà. Se ne volete saperne di più, scriveteci.

2 thoughts on “Il Sogno Elettrico: Berlino, Festival of Lights, 12-23 ottobre 2011

    1. L’evento era coloratissimo e come al solito ci ha accompaganti tra mille gelatine incontro ai sei mesi di buio. In rete c’è di tutto, basta chiedere a google 🙂

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