La vita è troppo breve per imparare il tedesco?

“Life is too short to learn German”…e a dirlo era il Signor Richard Porson… scusi chi? Mah, uno che faceva il filologo ad Oxford e leggeva l’Anabasi di Senofonte come fosse la lista della spesa. Forse forse la sua era solo la posa snob di chi aveva dedicato tutta la vita alle lingue morte. Però anche il Signor Federico II il Grande, che della Prussia fu il re illuminato, se proprio doveva scegliere preferiva parlare in francese. Il tedesco proprio non gli andava giù. “In quella lingua è assolutamente impossibile conversare” si lamentava con i suoi amici venuti a trovarlo da Parigi. E non sto mica parlando di Trapattoni… parlo di re tedeschi e professori che si mangiavano il greco antico a colazione. Eppure oggi come non mai il tedesco è diventato una lingua utile e sempre più “di tendenza”. Soprattutto negli ultimi anni l’emigrazione dall’Italia alla Germania si è fatta un fenomeno consistente che ha suscitato il grande interesse dei media (provocando a sua volta una ulteriore ondata di emigrazione e curiosità). Non parliamo poi del numero di italiani che si trasferiscono a Berlino. Studenti, neo-laureati, laureati (da molto) in cerca di un impiego, persone che, a qualunque età, a qualunque livello professionale, vedono in Berlino la città in cui è possibile costruire la propria vita da capo, una vita migliore. E purtroppo la maggior parte di loro si unisce in coro al Signor Porson o al Vecchio Fritz (così lo chiamavano i suoi sudditi affezionati): “La Germania tira, Berlino è bella, ma il tedesco proprio no!”.

Per prima cosa vorrei rassicurare tutti: parlare un buon tedesco è un obiettivo complesso anche per i tedeschi. In uno stato dai grandi regionalismi parlare dialetto è spesso la norma, mentre la corretta scrittura, nonostante le recenti riforme che hanno semplificato l’ortografia, rimane quasi uno status-symbol.
Per seconda cosa però, fatemelo dire, volete venire a vivere in Germania? Volete godervi lo stile di vita berlinese? E allora studiatelo. Il tedesco.
È pur vero che qui si incontrano persone di ogni lingua e nazionalità, è verissimo che molti tedeschi parlano con piacere un ottimo inglese, ma chi pensa di potere vivere all’estero come se fosse a casa propria fa lo stesso errore marchiano di chi va a mangiare gli “spaghetti bolognese” e poi si lamenta che i tedeschi non sanno cucinare la pasta. Se davvero si ha intenzione di venire a vivere a casa loro mi pare naturale, rispettoso, intelligente imparare la loro lingua, altrimenti perché “Germania”? Volete mettere la soddisfazione di potere spiegare finalmente a questo popolo che alla Bolognese si fanno solo le tagliatelle, il tutto in un ineccepibile tedesco?
Purtroppo la scuola italiana non ci è di grande aiuto (ma se per questo neppure con l’inglese che pure si dovrebbe imparare dalle elementari), quindi bisogna rimboccarsi le maniche e fare da soli. Il che può diventare anche un’occasione piacevole se si pensa di abbinare lo studio del tedesco alla propria vacanza. La Germania è uno stato estremamente interessante per i suoi paesaggi romantici e per le sue città ricche di cultura e dense di storia. Una vacanza studio .può anche essere un modo per avvicinarsi piano piano al modo di vivere tedesco, se davvero frulla nella testa l’idea di trasferirsi al di là delle Alpi. E darsi tempo, nell’apprendere una lingua, è fondamentale. La lingua nuova deve decantare nel cervello, andarsi a posare sul fondo, impregnare le strutture del pensiero. Moltissime persone hanno sperimentato che dopo essere state a studiare per un po’ il tedesco in Germania, tornati in Italia e poi di nuovo in Germania si trovavano a parlare tedesco molto meglio di quanto si aspettassero. Sicuramente in modo molto più rilassato e quindi più piacevole sia per chi parla sia per chi ascolta.

Se poi dovessi dare un consiglio a chi vuole scegliere una meta direi di venire a fare una vacanza studio a Berlino. Intanto è la città che conosco meglio e non mi permetterei di consigliare un posto che ho visto solo una volta. Poi, per molti sarà anche un città bruttina grigia freddina, ma è qui che l’Europa smette di essere un continente che si crogiola nei fasti del suo passato e guarda verso il futuro. In pochi posti al mondo si vive in questa atmosfera di “eterna avanguardia”.
Se potete scegliere quando venire a Berlino per studiarne la lingua vi consiglierei la bassa stagione: in estate rischiereste di divertirvi troppo e trascurare completamente lo studio. Inoltre, specie per chi sta pensando di venire a vivere a Berlino, è fondamentale confrontarsi con i dieci mesi all’anno in cui qui fa freddo, il cielo è grigio e la gente è scorbutica. Troppo facile innamorarsi di Berlino a luglio. La scuola che scegliete dovrà essere piacevole ma anche severa, se i “compiti a casa” sono facoltativi, se gli insegnanti non pretendono che superiate con successo i test meglio cercarne un’altra. Infine, se nella vostra classe siete tutti Italiani (gli Spagnoli valgono mezzo) chiedete che vi cambino classe: avere un po’ di solidarietà dai connazionali durante la fase iniziale può essere estremamente confortante, ma non c’è niente di peggio del contagio della pigrizia latina quando ci si sta avvicinando alle impervie parenti di una lingua germanica. Vi aggrappereste l’uno all’altro come un grappolo di goffi scalatori e nessuno arriverà mai in cima.
E poi non fate come il Signor Richard Porson che apprezzava una lingua solo dopo morta, il tedesco è una lingua viva e arzilla e nelle strade, nelle kneipe, al parco – nei giorni di sole – troverete infinite occasioni per scoprirne i lati più divertenti: poche cose danno soddisfazione come capire finalmente una battuta densa di Berliner Schauze e scoppiare a ridere con spontaneità senza dovere andare a cercare sul vocabolario tutte le parole (attenzione: in genere le parole che dicono in strada, e che fanno ridere, sul vocabolario non ci sono!)

3 thoughts on “La vita è troppo breve per imparare il tedesco?

  1. Che bello questo articolo! Io mi sono trasferito da poco a Berlino dopo aver studiato il tedesco a scuola e all’università, eppure anche io sto avendo enormi difficoltà a raggiungere un livello decente! Comunque non bisogna darsi per vinti, con studio e determinazione ce la si può fare e poi la soddisfazione sarà veramente grande 
    Trovo che Berlino sia la città ideale per studiare tedesco, la scelta tra scuole e corsi e veramente ampia, e anche gli orari dei corsi sono vari in modo che anche chi lavora possa studiare… Io ho frequentato varie scuole e vari corsi e finora la deutschakademie (http://www.deutschakademie.de/berlin/alexanderplatz/it/) è decisamente la migliore, consiglio anche il loro corso di tedesco online (gratis e veramente utile)… Esistono anche programmi di scambio con madrelingua tedeschi che sono molto interessanti (vi potrete anche fare degli amici tedeschi molto velocemente ;)) e tantissimi siti utili online. Consiglio anche di ascoltare la radio e guardare la tv tedesca, non c’è modo migliore per apprendere il tedesco “vero” (molto lontano da quello scolastico che insegnano in italia). un saluto e ancora complimenti

  2. Ciao, mi ha fatto molto piacere imbattermi in questo tuo articolo che trovo veramente di aiuto sia per italiani che vogliono avventurarsi nella “Terra dei Tedeschi” che per gli stranieri che vivono qui in terra italiana. Premetto che io sono un ragazzo tedesco che vive da 7 anni in Italia. Per me è stato proprio così, ho iniziato a studiare l’italiano al Gymnasium, quando tutti studiavano l’Inglese o il Francese.. E’ stata dura iniziare a studiare l’Italiano e come ho detto l’ho imparato decentemente solo dopo 7 duri anni di Liceo, e nonostante tutto (anche nonostante le molteplici vacanze studio in italia, e dico anche che confermo che studiare una lingua d’estate e poco conveniente, soprattutto se venite a imparare l’italiano in liguria ad agosto, ahahaha) quando sono arrivato in Italia per iniziare l’anno alla pari “au par” mi sono ritrovato in un mondo duro e difficile a far fronte a una lingua che credevo di conoscere (dall’alto del mio C1 conseguito a scuola) e che invece si dimostrava piu difficile e dialettale che mai.. Trovavo poca difficolta a parlare la lingua in situazioni formali, e sembrera strano, riuscivo a muovermi piu facilmente negli uffici, negli ospedali, ma trovavo fortissime difficoltà quando dovevo parlare con miei coetanei che ovviamente parlavano una lingua piu morbida, meno formale, piu dialettate e con slang italiani. E anche qui l’impegno e la tenacia tedesca, mi hanno aiutato.. Ho iniziato l’Università e mi sono larueato e non ho trovato poche difficoltà nel dare esami come Diritto o Marketing o Economia aziendale in Italiano. Ma ce l’ho fatta.. E’ posso confermare che è veramente entusiasmante poter ridere liberamente e senza dover far affidamente al vocabolario davanti ad una battuta di un comico in televisione che magari parla in dialetto romano (frequentissimo nella tv italiana).. E’ cosi e per un italiano che si avventuri nella mia Heimatland.. Una terra bella ma impervia, climaticamente, linguisticamente e non solo ma che vi potrà dare molte soddisfazioni. Un in bocca al lupo a tutti coloro che vorranno trasferirsi all’estero, sia in Germania o altrove, o ragazzi che vorrano a vivere in Italia. VIEL GLUCK!!

    1. Grazie per avere condiviso la tua esperienza “dall’altro lato dello specchio” Joseph! Le tue parole poi valgono anche come una bella replica a tutti quegli Italiani che – arrivati a Berlino – percepiscono l’ostilità dei tedeschi. E si lamentano “Ci odiano”. Forse alcuni tedeschi odiano gli italiani. Forse alcuni italiani odiano i tedeschi. Ma la soluzione migliore è senz’altro venirsi incontro : going native! Poi si può cominciare a ridere insieme in romano o in berlinerisch

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