A tutte le Berlino! Buona Pasqua

Parlando di schizofrenia, il giro di pensieri prima o poi arriverà a Berlino. A Berlino c’è una dea della pace con in mano un’insegna di guerra. Berlino divisa forma due città diseguali con lo stesso nome, un muro diseguale che separa destini identici, identici nomi e identici affetti. C’è una statua d’oro gigante e minacciosa, che una volta faceva paura e ora invece è la paladina delle minoranze. Ci sono le minoranze che sono maggioranze. C’è la tolleranza che non si ricorda più che cosa ci sia poi di così grave da dover essere ‘tollerato’. C’è l’intolleranza che si chiama Grugno e si fa prendere in giro. Ci sono le securities che occupano gli edifici. C’è la capitale che però “non è Germania”, ci sono le rovine del passato, quelle del futuro, c’è la loro bellezza tragica. C’è una domenica da Pasqua di sole e Primavera che segue un sabato di neve e inverno. C’è che se non si guarda l’orologio non si sa che ore sono o che giorno è. O quale stagione.

Tappeti rossi srotolati a celare il fango, orsi che hanno allargato al loro tana alle aquile. Cinghiali in città e cemento nei parchi. Vita morte e un paio di miracoli. Si potrebbe continuare anche a lungo, ma invece eccovi un grande classico dell’umorismo tedesco-pasquale. Che il lettino sia con voi, anche quando risorgerete.

“Io non esisto”

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