I berliner Bäder-betriebe e le acque di Berlino.

Stadtbad Mitte

16 Giugno, sembra novembre. Piove come non pioveva da mesi, il cielo non offre nemmeno uno spiraglio di luce, l’azzurro è sepolto, il vento immobile. Queste nuvole potrebbero non andarsene mai, non esaurirsi mai, anche se poi uno sguardo alle previsioni del tempo rassicura per un attimo, fino alla fatidica domanda – e se mentissero? O peggio sbagliassero?
Che voglia di prenotare un last minute per un Paese deserto e soleggiato, camminare a piedi nudi e dimenticare l’occidente. Tuffarsi nell’Oceano e vedere azzurro sopra e sotto di sé, e nemmeno un grammo di cemento in un raggio di chilometri.
Infattibile.
Piano b? Andare a nuotare. Tuffarsi non in un oceano ma in una piscina, odorare di cloro e non di salsedine, scaldarsi fuori dall’acqua non al sole dell’equatore ma sotto i phon di uno spogliatoio.. Bando alle ipocrisie, se accettiamo tutti i giorni di bere latte di soia e avere amici virtuali non possiamo proprio storcere il naso davanti a un po’ d’acqua disinfettata e calore artificiale.
I Berliner Bäder-betriebe, le piscine di Berlino, sono tra i migliori amici dei berlinesi. Le piscine sono tantissime, molte delle quali storiche e molto belle, ci si immerge in un sol colpo nella salute e nella storia. Raramente sono troppo affollate (fino alle quattro del pomeriggio si nuota bene tutti i giorni) e sempre pulitissime, la temperatura dell’acqua e dell’aria è ideale, la lunghezza della vasca anche: i berliner Bäderbetriebe salvano la vita e la linea di ogni berlinese.
Dopo un’oretta passata a farsi massaggiare muscoli e pensieri dall’acqua l’anima fa stretching, ogni cosa rallenta e ci si può reimmergere nella città con ancora più voglia di sguazzarvi di prima. Qualunque seccatura si stacca e si posa a fondo vasca, e lì rimane affogata e sepolta dalle correnti. E si esce contenti e sollevati, così innamorati dell’acqua da sopportare anche quella piovana.
E che ci faccio allora qui a scriverne se potrei essere lì a sguazzare?
Semplice, siamo a quel punto. Quel vicolo cieco che ogni storia d’amore prima o poi incontra, quel momento decisivo in cui uno dei due partner ha bisogno di tempo per sé e l’altro non capisce, scalcia, si chiede perché.
E io oggi sto qui a chiedermi perché mai, allo zenit del sole e alle porte dell’estate, il nostro partner Bäderbetriebe ci lasci soli e a secco per dei mesi.
Le piscine di Berlino chiudono in estate, ogni estate, da giugno a settembre. Alcune più a lungo, altre meno a lungo, ma tutte si prendono una pausa di riflessione lunga settimane, nelle quali noi siamo lasciati soli ad inventarci palliativi e metodi alternativi per scaricare le nostre tensioni, per rimanere in forma, per arrivare alla forma e non gettare al vento – o alla pioggia – mesi di allenamento.
Possiamo rivedere l’azzurro solo nei Sommer- e Freibäder, piscine e stabilimenti balneari all’aperto, numerosi anche quelli e potenzialmente adatti a riportarci alla vita. Ma come ogni alternativa forzata anche i Freibäder ci deludono presto e ci lasciano un amaro in bocca che non fa che allargare il vuoto lasciato dalle piscine coperte.
Non si nuota nei Freibäder, si sguazza tra copiosi bambini urlanti e giocanti e mamme che li sorvegliano, coppiette di adolescenti che non vedevano l’ora di vedersi in costume, giovani e meno giovani che rimangono a mollo un po’ giusto per cercare ristoro dalla calura estiva. E questo è l’altro problema: la calura estiva necessaria per immergersi in una piscina all’aria aperta è rara, e quando si presenta le piscine sono così affollate che nuotare è impossibile. E in ogni caso se fa caldo e si vive a Berlino e si ha qualche ora ci si fionda ad un lago, non certo in piscina. E quando la calura adatta non si presenta si potrebbe forse anche nuotare all’aperto, ma perché aggiungere la bronchite al cuore solitario?
E allora ci tocca migrare verso le pochissime strutture aperte anche durante l’estate, o rassegnarci a raccattare endorfine correndo, giocolando, facendo yoga o capriole sui prati o camminando per ore e ore accompagnando turisti a spasso per Berlino. E in un esercizio di ottimismo ricordiamoci che a settembre, almeno, avremo un motivo per rallegrarci della fine dell’estate.

3 thoughts on “I berliner Bäder-betriebe e le acque di Berlino.

  1. Oddio é anche vero che ci sono delle piscine pubbliche all’aperto che sembrano resort di lusso. Mi hanno portato in quella di Griesheim (Darmstadt) e non volevo credere che potesse essere un servizio pubblico a tipo 3 4 euro al giorno. 😉

  2. Chiudere le piscine in estate sembra proprio una di quelle misteriose pratiche tedesche prive di logica. Che poi parli con un tuo amico tedesco e te ne spiega i motivi… e ti rendi conto di come la logica si fondi nella cultura dei singoli popoli. 🙂

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