XXX: Shopping in X-berg

Lo stile a Berlino è roba da Carbonari o Rosacrociani. Per chi cerca le vie con le vetrine rutilanti ed esibizioniste, per chi ama camminare tra la folla griffata, per chi cerca nel lusso il consenso sociale (“sì bravo, hai scelto bene la cravatta e il calzino, e molto li hai pagati, ora sei degno di camminare fra noi”) questa città è senza dubbio una tremenda delusione. Quella che una volta era la vetrina d’Europa (da Wittembergplatz giù giù per il Ku’damm) oggi – esclusi il Kadewe e pochi altri reduci  attempati – è un susseguirsi di H&M e Zara e spacci di scarpe/acce. Il Berlinese poi quando si veste non fa altro che tuffarsi nella cesta della roba da stirare. Tutto quello che gli rimane appiccicato addosso quando riemerge se lo tiene tranquillamente per uscire (essendo berlinese non guarda neanche se fuori piove o nevica, se oramai si è messo le infradito, infradito resta). Fino ad arrivare agli estremi per cui oggi come oggi i calzini devono essere necessariamente spaiati. Questo è il Berliner chic. Soprattutto, qui a Berlino, si fa subito chiara la differenza fra lo stile e la moda. Vestirsi non è un atto sociale, che contribuisce alla costruzione della realtà ordinata, rassicurante, in cui tutti ci muoviamo (e in cui molti credono di sfilare). Sarà che non sono cattolici da un bel po’, ma direi che qui a Berlino l’abito non fa proprio il monaco. Vestirsi è solo un gesto privato, intimo. Di stile appunto. Potete ben scommettere che come c’è gente che si mette la tuta e la maglietta della polisportiva per andare a un matrimonio, c’è chi si infila la camicia di seta a frange (pezzo unico portato con estrema difficoltà persino dalla modella sul set fotografico) per andare a comprare la carta igienica alla Lidl.

Questa dimensione introspettiva del vestire diventa quasi settaria ed esoterica quando si tratta di cercare i posti giusti per trovare bei vestiti.

Ora, bei vestiti si trovano anche da Humana. O, meglio, soprattutto da Humana.

Ma se uno poi vuole andare alla ricerca del pezzo speciale, del designer misterioso, del taglio anticonformista, del tessuto avant garde si accorge presto che a Berlino senz’altro se ne trovano (altrimenti non capiterebbero certi incontri fatali in metropolitana), ma non si trovano affatto facilmente. Ci sono porte segrete, parole d’ordine, trabocchetti e prove da superare per arrivare negli spazi in cui lo chic ha fatto il nido. Anche la boutique a Berlino è intima e privata. Un esempio su tutti: XXX in Kreuzberg.

Questo negoziooops…. questo concept store è innanzitutto una casa, con tanto di cucina, giardinetto e camere da letto (disponibili per gli aficionados) al terzo piano in un cortile interno di un anonimo palazzo sulla Skalitzerstrasse, X-berg. Se non sai che esiste non lo troverai mai. E questo contribuisce notevolmente alla selezione della sua clientela. Tutt’al più che il motto della boutique è “tu suona, se non apriamo, ripassa, magari la prossima volta ci siamo. E, forse, ti apriamo”. La tecnica di seduzione è più che testata, i maschi ci cascano da secoli, anche perché poi, una volta superate le barriere all’ingresso si può affondare nel puro godimento vestimentario per ore e ore. XXX è uno spazio dove trovate sparpagliati qua e là, come nel boudoir di una divina, abiti, scarpe e gioielli (per lei e per lui) divanetti e tavolini, bicchieri per lo champagne e macchine per l’espresso italiano, foto, libri e pianoforti. Pezzi unici da guardare. Pezzi unici da indossare. Potete provare, riprovare, specchiarvi e gingillarvi per ore. Scegliendo tra le selezione squisita della casa: Anouk Griffioen, Asger Juel Larsen, Butterfly Soulfire, Giuseppe Virgone, Esh, Tata Christiane, Kai-La Chan … giusto per dirne alcuni, anche perché se non siete fashion esoteristi sono tutti nomi oscuri e misteriosi. Come oscuri e misteriosi sono i pezzi presentati da XXX : tutti contraddistinti da una forte personalità, un amore per la manifattura artigianale, il tagli eccentrico, la cucitura speciale e, fatemelo dire, il nero.

Che, del resto, è il colore berlinese per eccellenza. Misterioso, pratico, invisibile, nichilista, duro, seducente, minimal, anonimo, profondo. Berlino, appunto.

Intorno a XXX si muove oramai una piccola comunità di creativi, artigiani, artisti e anche qualche sincero modaiolo. L’obiettivo del negozio / casa è di fatto quello di essere un rifugio segreto. Dove, chi è stato finalmente ammesso all’interno di questa setta deluxe, può anche spaparanzarsi in cucina a mangiare muesli dalla scatola. Basta che non sia in tuta.

Ah, dimenticavo: dentro XXX non c’è niente che costi meno di 200 euro.

Pensateci prima di suonare a quella porta.

One thought on “XXX: Shopping in X-berg

  1. Una mia amica americana trasferitasi recentemente a Berlino notava anche lei la prevalenza del nero nel guardaroba. A me onestamente non pare, ma forse è solo una mia impressione. Comunque non sono d’accordo sul fatto che il berlinese non scelga i capi di vestiario con attenzione… semplicemente lo fa in modo diverso dall’italiano. Ma che non sia studiato, quello no. Perlomeno tra gli abitanti di Kreuzberg e Neukölln, la spontaneità non si sa neanche dove stia di casa.

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