Il mese della fotografia 2012 e i boschi di Michael Lange

MIchael Lange – Wald [foto:ndr]

Ancora una volta novembre inizia con largo anticipo, a Berlino e in molte città europee. Il 19 ottobre apre infatti i battenti la quinta edizione del mese europeo della fotografia, durante il quale molte città del vecchio continente diventano dedali di mostre ed eventi con focus sulla fotografia.

Il mese dura quindi sei settimane, ma in realtà qualcosa di più: molte delle esposizioni berlinesi che partecipano all’evento sono infatti già in corso (tra cui il qui già citato Hajek-Halke all’Akademie der Künste), altre saranno inaugurate nei prossimi giorni.

Così tra le gallerie disseminate in tutti i quartieri di Berlino si dipana una rete di immagini, analogiche e digitali, artistiche e “di strada”, istantanee e lunghe 26 mesi, che si rimbalzano l’una verso l’altra interpretazioni e proposte sul tema del Mese, che è “lo sguardo dell’altro”.

Ci sono artisti di tutte le epoche – scatti veloci realizzati con l’iphone e stampe antiche dei pionieri della chimica artistica, immagini del mondo di oggi e di Paesi che non ci sono più.

Insomma come al solito l’imbarazzo della scelta; la città che diventa una giungla di foto, e fa sentire un po’ perduti e fa un po’ venire voglia di essere nel bosco, dove “la cultura e i costumi degli uomini non sono ancora arrivati” (dicevano i fratelli Grimm, che di boschi ne capivano assai). E il Mese della fotografia ha pensato anche a questo, e ha portato il bosco nella Auguststrasse, alla Alfred-Ehrhardt-Stiftung, che espone il lavoro di Michael Lange “Bosco – Paesaggi della memoria”.

Michael Lange ha passato tre anni a fotografare i boschi della Germania. La sua ricerca muove dal tema della solitudine del bosco, il senso di lieve smarrimento e il silenzio interiore che ricerca chi si avventura nelle foreste. Gli scatti sono freddi e silenziosi, l’immobilità della stampa però lascia intuire la compresenza di tutti gli elementi, il rumore di fondo tipico del muoversi insieme di un’intera foresta, dal sottobosco alle foglie più vicine al cielo. E nonostante il white noise della natura, nel bosco si può trovare il vero silenzio, quello delle orecchie e quello del rumore interiore, che si acquieta di fronte alla natura e lascia che sia lei a parlare all’anima.

Lange sceglie il crepuscolo come momento della sue ricerca perché, dice, è quello il momento in cui l’occhio si sveglia. Man mano che la luce cede il passo alle tenebre l’occhio umano deve ricorrere a tutte le sue arti per continuare a distinguere il mondo intorno a sé. L’occhio del fotografo e della sua macchina ghiacciano il momento inarrestabile della discesa della notte; l’attenzione converge sull’attimo estetico in cui la visione di un paesaggio naturale che va svanendo inghiottito dalle tenebre crea la possibilità del viaggio nel paesaggio interiore, quello dei timori e dei ricordi ancestrali legati al bosco, alla paura o al desiderio di perdersi, al lupo o alla strega che potremmo incontrare.

Più che far venire voglia di continuare a girare per gallerie, la mostra di Lange ci invita a uscire dalla città e avventurarci per un’ultima volta nei boschi del Brandeburgo, prima che se li mangino la Notte la regina delle Nevi.

Michael Lange – Wald. Landschaften der Erinnerung

Alfred Ehrhardt Stiftung

Auguststr. 75
10117 Berlin

13 ottobre – 23 dicembre 2012

Martedì-Domenica 11-18

Giovedì 11-21

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *