Il sogno attraverso il labirinto – Peristal al salon zur wilden Renate

Peristal

Peristal im Salon zur Wilden Renate

Mercoledì-Sabato 18.00-22.00

10€

Berlino, Ostkreuz. Salon zur Wilden Renate. Ho camminato attraverso un sogno.

Peristal è un labirinto, un viaggio, un’installazione che attraversiamo e nella quale veniamo digeriti da una creatura primordiale, che siamo noi o che è il labirinto, ché i confini sono sempre molto labili. Il percorso è costruito interamente con pezzi di recupero: spazzatura, la chiamerebbero alcuni. Quintali di resti urbani, industriali e un’automobile combinati insieme per essere riportati alla vita, ricomposti ad un livello più alto di usabilità e suggestione. Il nome Peristal ci suggerisce il processo digestivo, in cui ritroviamo riferimenti alla velocità con cui la nostra società usa e getta gli oggetti, li digerisce e li espelle poi sotto forma di sterco industriale, spesso senza trattenerne il nutrimento. In Peristal attraversiamo una serie di esperienze sensoriali e psichiche, che invertono il processo della digestione e ci accompagnano dal fuori al dentro, “dal culo all’anima”, dallo scarto al nocciolo della questione.

In Peristal si entra soli, uno alla volta, accompagnati per mano fino alla porta da uno spirito che ci guida, ci dice di (ri)prenderci il nostro tempo e di indugiare nel contatto con il nostro essere più profondo.

Dicono che quando si sogna un interno la costruzione rappresenti simbolicamente la nostra personalità; questi sogni sono regali, a volte spaventosi ma sempre di gran pregio, della nostra subcoscienza, che nel sonno ci consente un breve viaggio all’interno di noi, ci mostra come siamo fatti per davvero. Affrontiamo i nostri desideri e paure più profondi, alcuni li ricordiamo, altri li rimuoviamo, altri ancora sono così potenti da scuotere le fondamenta dell’edificio e svegliarci di soprassalto. Come il mondo che rappresentano, gli edifici di sogno sono a volte dedali inestricabili di passaggi segreti e illusioni prospettiche, e sta a noi trovarne la via d’uscita, o anche solo l’interpretazione.

Nel sonno e nella veglia trovare l’uscita del labirinto è come guardare dentro di noi, muoverci nell’interno. E lì inizia il vero viaggio, si apre il baratro infinito del nostro mondo e della rete di relazioni che da esso parte e in esso ritorna. Il viaggio per eccellenza, quello che è presente in ogni mitologia (da Cnosso a  inception passando per David Bowie), e con il quale tutti prima o poi dobbiamo fare i conti, anche se a volte sarebbe più rassicurante – che ne so, sedersi sulla poltrona del dentista. C’è la paura che ci aspetta dietro l’angolo, ma c’è anche la meraviglia. E se la vita è un susseguirsi di tensioni opposte che si combinano nel prisma dell’esperienza, l’una non è data senza l’altra – senza paura o meraviglia non avremmo pulsione alcuna di sopravvivenza.

Qualcuno a Berlino ha deciso di provare a ricreare un labirinto di sogno, un viaggio all’interno del sé. Un gruppo di appassionati e visionari artisti, che nel 2001 aveva creato il labirinto/casa d’arte Karmanoia. Karmanoia non c’è più dal 2009, la solita storia di sfratti e di mercato immobiliare della nuova Berlino. Karmanoia “non esiste più come luogo, Karmanoia è diventato un processo”. E gli artisti hanno rifiutato di vederlo morire e hanno lavorato per nove mesi per costruire Peristal.

Da Peristal si esce mutati. O quantomeno incantati.

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