Berlino, la sinfonia della grande città. Un nuovo abito per il film e per la città alla galleria Gotland

10.04.2013, Gotlandstrasse 5
10.04.2013, Gotlandstrasse 5

La città è una sinfonia, con strumenti e movimenti, accordi, disaccordi e infiniti silenzi.

Una sinfonia di persone, metalli pesanti e natura tenace, uomini che sembrano formichine e stabilimenti che sembrano ciclopi. Strade polverose e ferrovie efficienti, dame eleganti e derelitte prostitute. Strilloni e signorotti, attivisti e creativi. E animali e politici, piazze e campanili e architetture moderniste che fendono il passato, luce elettrica e disagio antico.

Come la descrivono le immagini di Ruttmann nel 1927 la Sinfonia di Berlino è incredibilmente attuale. Vediamo una città svegliarsi, ma forse non è mai del tutto andata a dormire. Tutto si muove in un caos meticoloso che ci lascia indovinare un disegno geometrico alla sua base, la potenzialità di una divisione frattale dove ogni atomo del tutto ne conserva intatte le contraddizioni. Ché l’anima di Berlino somiglia molto a una contraddizione infinita, e ogni spaccato della sinfonia ch’essa suona conserva i contrasti e i dilemmi che descrivono la sua essenza.

Che voce ha oggi questo garbuglio di contrasti che è la faccia di Berlino? La musica di Meisel che accompagnava il film nel 1927 appare oggi ancora precisa, eppur in qualche modo incompleta. Lui aveva musicato le immagini di Ruttmann allora, quando Berlino – dilaniata dalla contraddizione – ancora non ammetteva la doppiezza della sua anima, ancora era alla ricerca di una risposta univoca alle domande dei milioni di persone che la calpestavano tutti i giorni. Desiderava indossare un abito coerente. Ma troppe volte è cambiata la musica, qui a Berlino, per poter anche solo immaginare di descriverla con perfette armonie. Vogliamo lo stridore delle lamiere e il quasi muto scorrere della Sprea. Non contrapposti, non retorici. Insieme, fusi in un unico discorso. Come canta oggi la città, dopo gli ottant’anni che ne hanno palesato per sempre l’insanabile tensione?

Alla galleria Gotland dj NeueK proverà domani a darci una risposta, musicando la sinfonia di Ruttmann e infondendo vita contemporanea alle immagini di tanti anni fa.

Quella tra NeueK e il cinema antico è una storia d’amore e d’avanguardia, e inizia in un cinema d’essai di Firenze, sotto lo sguardo sapiente e accurato dello Zio Jo. Lo Zio Jo ha proiettato più di quindicimila film nella sua vita. Il suo occhio ha visto scorrere abbastanza chilometri di pellicola da impacchettare il pianeta come un pacco regalo. Lo Zio Joe ama la lentezza del cinema e la cura del dettaglio, nella selezione come nella proiezione. Lo Zio Jo proietta solo pellicola. Le sue Officine Cinematografiche sono una boa di pace nel mare di velocità e di multisala per la popolazione fiorentina. Lì il cinema va a passo d’uomo e di poesia, non siamo noi a doverci adeguare ai suoi ritmi. Musicare i film muti non è un’operazione commerciale a beneficio di un veloce ri-consumo degli stessi. Non è un digital remastering. È un atto affettuoso e meticoloso, è una meta-opera che crea significati ulteriori.

Qualche anno fa Zio Jo ha chiesto a NeueK di selezionare musica d’accompagnamento per Asphalt, e ha così dato il via ad un percorso artistico che prosegue fino ad oggi, alla ricerca di nuova linfa per l’arte delle avanguardie. Il dj quella volta aveva scelto la new wave – musica dell’asfalto e dell’ammiccare, ad ogni pellicola il suo colore. L’interesse di NeueK per il cinema muto da allora non ha fatto che crescere, e lui itinera oggi per le gallerie di Berlino con il progetto Dada Cinema, resuscitando i film del passato dando loro una nuova voce, nuove note e atmosfere. L’influenza della Berlino contemporanea si fa strada tra i fotogrammi con toni elettronici. L’influenza dello Zio Jo in questo percorso di (ri)scoperta del cinema e dei suoi tempi di poesia non è mai sbiadita, e lui rimane come modello di approccio e di sconfinata passione. Team NeueK sogna ancora di utilizzare la pellicola come fa lo zio, ma per ora, nella nuova e squattrinata e avanguardista Berlino, i film vengono proiettati in vhs o in digitale.

E la musica è live, come se fossimo in un fumoso cinemino degli anni Venti, e sotto lo schermo ci fosse il pianista che si destreggia tra le immagini e le chiacchiere degli spettatori. Oggi invece NeueK sta dietro il pubblico con i suoi piatti e mixaggi. Magari non lo vediamo nemmeno. Ma sentiamo tutta la strada che il cinema ha percorso dalle strade di Berlino a quelle di Firenze, percepiamo le distanze fisiche e mentali coperte dalla città e dalla sua musica, e godiamo di un’opera al tempo stesso antica e inedita. Proprio come la città di Berlino.

DadaCinema – Berlino, sinfonia della grande città

Galleria Gotland, Gotland strasse 5, 10437 Berlin 

Mercoledì 10.04.2013 ore 21.30

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *