Nella mia fine è il mio principio: XLAB – The Last Show – 07.06.2013

4 years xlabwFatemi camminare sulla Skalitzerstrasse fra 5 anni. Il McDonald’s si è ampliato sui due lati della strada, bene. Così i dipendenti di H&M e Zara Baby sapranno dove andare a fare la pausa pranzo. Certo i residenti dei nuovi Luxus-Wohnungen che fanno ponte sopra i binari della U1 (il biglietto costa oramai 18 euro, ma vi regalano un vaccino ogni volta che salite!) avrebbero preferito qualcosa di più chic e meno puzzolente, ma tutta l’attenzione degli investitori si è concentrata sulla riva del fiume, quello che passa sotto il plexiglass tra gli edifici di Mediaspree, quelli alti alti con il filo spinato intorno (filo spinato di design, beninteso, lo hanno realizzato due borsisti dell’UdK). Sulla Skalitzer c’è solo il backstage di tanto lusso. 104 espresso bar, 73 parrucchieri, 16 Applestore, 12 LIDL e per par condicio 12 Netto e 12 Aldi. Sugli Imbiss di Schlesi per fortuna hanno messo il Denkmalschutz ma sono comunque chiusi da tre anni. La facciata però è conservata intatta, da mostrare ai turisti che scarrozzano in risciò lungo la strada (pedalare sui risciò dei turisti è il lavoro che fa il 62% dei berlinesi oramai). Il pezzo più fotografato? I due writer conservati in formalina che troneggiano davanti a quello che fu l’XLAB. Avete presente? Quelle saracinesche abbassate con un ricordo di polverina dorata? È lì abbandonato da un bel po’…certo chi li paga 6000 euro per un seminterrato? Ma al padrone non importa molto, ha altri 23 appartamenti a Berlino e lasciare un locale sfitto non è un problema. Prima o poi il McDonald’s o l’Applestore glielo chiederanno per farci un magazzino o un kita sotterraneo per i loro dipendenti (siamo pur sempre a Berlino e ogni due case ci vuole un asilo, qui siamo tutti buoni, ottimisti, alternativi, vogliamo bene ai bambini e alle loro mamme, se sono prolifiche e pagano tante tasse). Prima di uscire dalla Skalitzerstrasse mi scappa una imprecazione. Scusatemi. Mi sono appena accorto di avere perso il biglietto di ingresso e ora ai tornelli dovrò pagare una multa. Biglietto di ingresso per cosa? Ma per Kreuzberg ovviamente. Volevate entrare nel paradiso dell’underground, nella culla del multi-kulti, nell’eldorado del D.I.Y.? Beh, pagate. Una percentuale verrà comunque devoluta alla chiesa dei Santi Gentry, Fica e Zione (chi avrebbe mai pensato che avrebbero fatto santo un papero con la tuba e le ghette? Ma da quando il Vaticano ha comprato la Walt Disney…o è stato il contrario?)

Fatemi tornare sulla Skalitzer. Oggi.

I segni premonitori ci sono tutti. Le vetrine dei negozi chiuse, gli atelier per artisti con affitti da strozzino. Kreuzberg sta cambiando.

Ma non è che dobbiamo restare a guardare col fazzoletto stretto nel pugno e la lacrimuccia ferma sul ciglio.

Perché ci sono molti modi per resistere a questo tipo di cambiamento. E uno si chiama “partecipare”.

Ad esempio partecipare alla festa d’addio organizzata il 7 giugno dalla galleria XLAB che lascia la sua location sulla Skalitzer a causa dell’aumento esorbitante dell’affitto (triplicato). Ma non si limiterà a fare gli scatoloni e abbassare le saracinesche come hanno fatto molti suoi vicini, abbandonando la via a un desolato clima da dopoguerra o polverosa recessione. Una resa mesta alla logica della speculazione non è certo nel suo stile: e la sua missione di “resistenza” artistica e culturale continuerà, in altri spazi e altri modi, cercando però di lasciare un ultimo segno nella Kreuzberg che per quattro anni l’ha cullata, un po’ madre, un po’ matrigna.

L’XLAB è stato un punto di riferimento per una parte della comunità italiana emigrata a Berlino interessata nella produzione artistica, nel “Do It Yourself”, nella contro cultura, nell’arte in spazio pubblico. Ma anziché richiudersi nella sua dimensione di “italiani all’estero” ha sempre cercato di ritagliarsi uno spazio d’attore nella vita culturale di Berlino intera ed internazionale, ad esempio nei bellissimi interventi a Teufelsberg, o semplicemente davanti a casa, sul marciapiede della Skalitzer, animato con feste, performance, musica. Con uno spirito accogliente e familiare e un amore per la festa e la risata, questi sì, di matrice italiana. Perciò anche il suo addio non sarà un contrito funerale, piuttosto una memorabile festa di compleanno: la programmazione dell’XLAB continuerà imperterrita fino all’ultimo giorno con due mostre e con un grande evento di strada venerdì 7 giugno. Saranno presenti tutti (o quasi) gli artisti che negli ultimi quattro anni hanno lavorato nei suoi spazi e suoi muri, musicisti, dj e cantanti, performer, artigiani, amici (e amici a quattrozampe). E negli anni venturi il grande marciapiede davanti alle sue finestre dovrà sentire la sua mancanza! In fondo per quale motivo gli urbanisti avrebbero disegnato marciapiedi così grandi se non per invitare la cittadinanza a usarli, viverli, animarli? Vedrete… fra cinque anni li segmenteranno in corsie: una per le bici, una per le mamme con la carrozzina, una per i vecchietti con il deambulatore e una per i turisti, sempre così lenti e spaesati. E spazi per vivere in nello spazio pubblico non ci saranno più. Artisti senza cuore… reclamare un marciapiede per la loro arte e togliere spazio a una nonnina che vuole andare a fare la spesa o a un gruppetto di americani che fanno foto con l’ipad 9…sigh!

Quindi prima di dovere pagare un biglietto per venire a passeggiare nella “bella Kreuzberg paradiso degli alternativi” è il caso di scendere in strada e usarli ancora una volta questi spazi creativi, queste “piazze” d’azione. E partecipare non vuole dire soltanto inforcare una bici, agguantare due birre e andare a ballare un po’ davanti all’XLAB. Questo è senz’altro un modo, certo piacevole. L’altro invece vi chiede di sostenere questi progetti piacevolmente ma attivamente: quando entrate in un negozietto o in una galleria di Kreuzberg, quando entrate (ancora per poco) all’XLAB e vi piace un disegno, una stampa, una fanzine, una collana o una maglietta D.I.Y. non date per scontato che ci sarà per sempre. Mettete una mano in tasca, cacciate fuori il portafoglio e comprate. Perché altrimenti fra cinque anni tutti questi artisti finiranno a spingere il risciò per i turisti e nessuno disegnerà, scriverà, dipingerà, fotograferà più. Ma si dovrà pagare lo stesso. Perché il futuro, se non è D.I.Y., se non è partecipato, costerà molto caro.

XLAB – Corrosive Art Farm

Skalitzerstrasse 67

U1 Schlesisches Tor

 

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