Wall on Wall: Kai Wiedenhöfer e i muri del mondo sul Muro di Berlino

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Il Muro di Berlino si presta ancora una volta a fare da galleria: la mostra “Wall on Wall” di Kai Wiedenhöfer verrà inaugurata oggi 10 luglio 2013 alle sette di sera, e fino al 13 settembre porterà sul lato ovest della East Side Gallery i muri sul Muro, i figli a confrontarsi con l’antenato, incornicer i particolari con il il primo universale.

Quando il Muro di Berlino smise di separare le due Berlino, e la cortina di ferro cadde riunendo le due Europe, l’umanità pensò per un momento di esseri lasciata alle spalle le divisioni. Convivenza e tolleranza, appianamento di dissapori, diplomazia e pace sembravano dietro l’angolo. O almeno meno impossibili. Poi il Muro ebbe un revival. L’idea della barriera fisica sembrò attraente a chi in casa sua ancora non aveva lisciato tutte le pieghe della società. Barriere militarizzate sorsero ovunque, il Muro anziché svanire si rimaterializzò moltiplicato, reinventato, perfezionato. Ché il Muro è solo sul confine, ma la sua potenza si esprime in profondità sui suoi due lati. La divisione diventa un sistema di riferimenti, un modo di pensare ed operare.

La barriera diventò una risposta sorda e cieca al moto naturale di incontro e scontro tra culture. L’isolamento dell’avversario l’unico appiglio sicuro alla propria identità. Nell’Ovest e nell’Est, tra Stati e in mezzo a città e deserti, i muri sorgono oggi numerosi e potenti, e alla loro ombra crescono e muoiono umani spaccati, educati dal cemento a personificare il conflitto.

Kai Wiedenhöfer è un berlinese d’adozione, che dal 1989 ha incentrato la ricerca per i suoi progetti fotografici sui confini. Lavora oggi prevalentemente i Medioriente, dove i confini sono labili e minacciosi, e torna oggi nella sua città d’adozione per incollare 36 fotografie giganti sul Muro di Berlino. Le immagini dei confini-muro di tutto il mondo riposeranno fino a settembre sul loro illustre antenato, che in loro sembra essersi moltiplicato e articolato. Ancora una volta il Muro di Berlino diventa galleria; non sono però i graffiti rabbiosi dei berlinesi dell’ovest ad adornarlo, né i colori pastello e i dipinti catartici della East Side Gallery del Novanta. Oggi il Muro di Berlino fa da contenitore a Israele, a Belfast, al Messico, a Cipro, al Marocco e a tante altre parti di mondo, ci mostra in sé una delle ferite che Berlino ancora si porta appresso: la maledizione del pioniere, il pozzo senza fondo di una disgraziata prima volta.

Wall on Wall

Kai Wiedenhöfer

10 Luglio – 13 Settembre 2013

East Side Gallery, lato ovest (lato Sprea)

Visibile tutto il giorno tutti i giorni

Ingresso gratiuto

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