Mobile Kino: il cinema va in bicicletta

mobile kinoQuante cose riesce a mettere su una bicicletta un berlinese? Senz’altro due marmocchi, la spesa per la settimana, un mazzo di fiori, la ventiquattrore per l’ufficio, se poi gli concediamo di agganciare un carrellino i marmocchi possono aumentare esponenzialmente come cincillà in cattività, ci sono Tagesmutter (una specie di baby-sitter collettiva) che scarrozzano 10 pargoli alla volta pedalando come forsennate su e giù per Prenzlauerberg (ottenendo nel qual tempo quadricipiti di titanio).

C’è chi sulla sua bici ci lavora, come il postino, il pony-express, l’attacchino.

C’è chi sulla sua bici ha fondato il proprio negozio senza fissa dimora, spostando la sua merce qui e là per mercatini e vie del centro, scampanellando allegramente agli incroci si fa anche un po’ di sana e gratuita pubblicità.

E c’è chi sulla sua bici ha pensato di metterci un cinema. Mobile Kino: un cinema su due ruote che può essere montato ovunque (ci sia la corrente elettrica è ovvio) per creare un inaspettato cinema sotto le stelle.

Nel carretto della bici c’è tutto l’occorrente: videoproiettore di qualità, casse per l’amplificazione, cavi e un ingegnoso schermo pieghevole che sparisce in quattro e quattr’otto nella cassa. Mancano solo gli spettatori e un congegno patafisico che garantisca il bel tempo.

L’idea di un cinema nomade, leggero, capace di improvvisare proiezioni nei luoghi più disparati di Berlino è venuta a due fratelli cinefili nell’estate 2008. All’inizio doveva essere solo un modo per divertirsi con i propri amici: loro si occupavano di montare lo schermo sgarruppato (un telo comprato al Mercato Turco e due pali “presi in prestito” da un cantiere) mentre i compagni di bisboccia suonavano le chitarre, stappavano le birre, grigliavano (puro Berlin Style). Poi il passaparola (di nuovo puro Berlin Style) ha trascinato mezza Neukölln alle loro proiezioni intime ma avanguardiste e si sono accorti di avere per la mani un’idea, una grande bella idea.

“I berlinesi sono sempre sul lastrico, amano il cinema, ma come fare a spendere 7 o 8 euro quando ci sono altre cose più importanti da comprare, come la birra?”

Il Mobile Kino riesce a riunire in sé tutto ciò che il berlinese medio apprezza della sua città: una selezione di film sperimentali, la bici, la notte calda d’estate, un inaspettato fondale urbano, birre fresche e poca spesa (generalmente 4 euro, la metà di un cinema normale, così ti restano un po’ di spiccioli per bere…o per l’autan). Può arrivare ovunque e trasformare un bosco di città o un muro scrostato in un cinema improvvisato, bucando la realtà del tuo habitat urbano, stravolgendo gli spazi e i loro usi codificati.

È davvero bello sapere che ogni angolo del tuo quartiere può essere trasformato in cinema all’aperto e strappato allo sguardo disfatto, distratto del quotidiano. Perchè poi qui (tolta l’idolatria per la birra che non può mancare mai) basta così poco: la gente è disposta a portarsi sedie e cuscini da casa (qualcuno, neanche partisse per un trekking di sette giorni, arriva con il sacco a.pelo). La terra diventa poltroncina, il cielo un soffitto lontano spruzzato di nubi e costellazioni. Si accende la luce del proiettore et voilà: il brutto muro della LIDL è un argenteo altrove.

Mobile Kino è ovviamente un progetto sostenuto da tanta buona volontà e vero amore per il cinema. Ma credo anche amore per questa città. Per il sogno che ha rappresentato per molti e che rischia a volte di diventare delusione. Ma è logico: se uno arriva a Berlino e si aspetta tanto da questa città ma poi per questa città non fa niente… sarà costretto a fare la fila al cinemaxxx per sorbirsi kolossal americani nel tanfo di pop corn al burro, convincendosi che il film deve essere per forza “cool” solo perché ha pagato 14 euro il biglietto e indossa insulsi occhiali di cartone effetto 3D. Ma allora perché essere a Berlino e non restarsene in qualche periferia X di grande città italiana? A poltrire, non pedalare.

Se due ingegnosi folli fratelli non si fossero accorti del rischio che stava correndo l’underground berlinese, se non si fossero messi a pedalare forte per le vie della città, oggi sarebbe davvero impossibile avere questo cinema vagabondo che salva la città dall’uniformità e arricchisce i suoi cittadini di storie e improbabilità.

E, non da ultimo, ci ricorda come le idee messe in mezzo a persone generose e disposte a faticare fanno in fretta diventare grandi e belle.

Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala. Nella tua scia altri seguiranno.

E la città si muove con te. E non muore, con te.

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