Clärchens Ballhaus: i miei primi 100 anni

Clärchens_Ballhaus,_Spiegelsaal04Immagino che per le case gli anni contino in maniera diversa a seconda della città in cui si trovano. Lo stesso come fra uomini e cani. Un conto è essere un signor bassotto di dieci anni, un conto essere un omino mocciosetto. E così un conto è avere cento anni se sei una casa a Roma, un conto è averne cento a Berlino. Là sei un trascurabile pezzo moderno adombrato dalle ere dei Fori e del Colosseo, qui – con tutto quello che è successo nel Novecento – sei praticamente un miracolo. Se poi la casa centenaria ha anche la fortuna di essere l’unica sala da ballo della Repubblica di Weimar rimasta ancora in attività, capirete il fascino che il secolo porta con sé: si festeggerà perciò una settimana intera alla Clärchens Ballhaus questo suo compleanno speciale.

Inaugurata il 13 settembre 1913 da Franz Bühler, alla morte di questi venne mandata avanti dalla sua energica consorte, la signora Clara detta Claretta “Clärchen”, nome con cui presto la sala da ballo divenne nota ai viveur sfrenati dei dorati anni ’20. Poi arrivarono gli anni bui del Nazismo e della guerra e nel 1944 la sala fu chiusa. C’era ben poco da festeggiare oramai, ben poco per ballare. Subito dopo la guerra la figlia di Claretta (evidentemente sono tutte starke Frauen in famiglia) riaprì e tenne duro per tutti gli anni della DDR dove la sala da ballo funzionò come impresa privata (in quegli anni gli imprenditori erano considerati cittadini sospetti, pericolosi, e un po’ di serie B). Immaginatevi perciò quante storie, quante tresche, sono passate sui quei lucidi parquet. Quali visi hanno sorriso, quali occhi hanno pianto, quante gambette si sono maliziosamente intrecciate sul dancefloor.

Ovviamente i segni del tempo ci sono, eccome: scampata alle catastrofi del secolo breve la Sala da Ballo Claretta non appare certo più una pulzella. Guercia, zoppa e sfigurata questa gran dama weimariana potrebbe saltare fuori da un quadro di Otto Dix (che di fatti ne ha disegnato il “logo”, quando ancora la parola “logo” non esisteva). Ma con il gusto sfacciato degli anni della sua giovinezza questa “vecchia signora” addobba le sue cicatrici con sfarzo e fa della sua rovina un vanto. Le bombe hanno distrutto la facciata che dava sulla Auguststrasse (e ancora, sotto la vite canadese, si possono vedere le porte che conducevano in stanze che non sono più, gli intonaci di appartamenti venuti giù sotto gli esplosivi degli inglesi), poco male, adesso lì si apre un delizioso Biergarten che ogni primavera fiorisce di rose, calici di riesling e birre schiumanti. La sera, accese tutte le lucine, la facciata diroccata si presenta come un’apparizione fantastica: un edificio dove il tempo si è fermato a un crepuscolo del 1943… salite le scale, entrate nella Spiegel Saal e potrete ballare tra specchi rotti, candelabri inclinati, pareti scrostati e vecchi velluti rossi, per un attimo potreste sentire il brivido di un allarme bomba nella notte e poi l’orchestrina spudorata riprendere subito i suoi motivetti e le gambe tornare a saltellare in una delle ultime feste dell’umanità. Quando il mondo intero pareva lì lì per precipitare nel baratro e non si moriva più solo “di champagne”.

Oggi la sala da ballo è famosa per la sua cucina (tedesca, ma pensate, sfornano anche ottime pizze) e per le sue serate danzati. Da non perdere quella del mercoledì, dove si balla tutta notte lo swing. Non lo sapete ballare? Non importa, intanto siamo a Berlino e poi, se proprio ci tenete a fare una bella figura (per rispetto magari al pavimento centenario) potete partecipare a una delle lezioni di ballo che si tengono ogni sera poco prima che si aprano le danze. Ballerini d’annata istruiranno anche i più imbranati a tenere il ritmo e a incrociare i passi, in modo che, col calare della notte e il salire della gradazione alcolica, l’incantesimo si ripeta e improvvisamente ci si trovi tutti a ballare all’unisono fuori dal tempo.

In occasione del compleanno la Sala da Ballo ha organizzato una settimana intensa di concerti ed eventi (Jubileum 9-15 settembre), oltre che a visite guidate dentro l’edificio (e credo in tutti i suoi sugosi aneddoti, ma solo in tedesco ahimè). Un libro fotografico fresco di stampa è il regalo speciale che si è fatta: come una diva d’annata è arrivato anche per lei il momento di concedersi un “best of”.

Consiglio la prenotazione. Sia per risparmiare sul biglietto d’ingresso, sia perché la Clärchens Ballhaus è un posto amatissimo dai berlinesi di ogni età che di sicuro non vorranno perdere l’occasione di festeggiare con lei questo suo incredibile Geburtstag. Il rischio è che sia tutto Ausverkauft: una parola brutale che non vi piacerà perché significa “tutto esaurito”.

Noi comunque alziamo un calice e auguriamo alla vecchia dama weimariana, con le sue lucine e la sue gambe di legno, di seppellirci tutti al suono di un tappo di champagne e l’eco vivace, ma eterna, di una big band.

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