Freddo – Il cabaret politico di Erika Mann, una bimba del nove novembre

Erika Mann, 1 gennaio 1934
Erika Mann, 1 gennaio 1934

Nove novembre, ve l’ho già raccontato quante volte questa data si sia riproposta nella storia tedesca. Un altro 9 novembre era quello nel quale – 1905 – era nata Erika Mann. Figlia di Thomas, attrice, scrittrice, donna con le palle e, dal 1 gennaio 1933, conferencier e direttrice del cabaret politico “Die Pfeffermühle”, (“il macinapepe”). Che sarà uno dei pilastri della cultura tedesca dell’esilio.

A tredici anni il suo compleanno fu anche quello della repubblica; il giorno del suo diciottesimo vide il tentato colpo di Stato nella sua città, Monaco. A trentatré anni la notte dei “cristalli”.

L’intera famiglia Mann fu privata dai Nazi della cittadinanza tedesca. Primo, e fiero, Heinrich. Poi tutti gli altri. Compreso Thomas, che si era deciso a prendere una posizione politica chiara solo dopo le pressioni della figlia. Continuarono a rivolgersi al popolo tedesco e al pubblico internazionale, resistenti esiliati e largamente inascoltati. Il 1 gennaio del 1934, nel primo anniversario del suo cabaret, quando tutto ormai è cambiato e il gelo dilaga inarrestabile nel cuore della Germania, la ventottenne Erika sale sul palco a Zurigo con il suo ensemble e il suo costume da pierrot, e introduce lo spettacolo con questo pezzo:

FREDDO

Nasce un anno nel freddo dell’inverno
È così tenero – siate cauti con il bambino!
Si è già perso molto tempo,
E oggi soffia un vento tagliente.

La neve è azzurrina nel freddo sottile, –
I piccoli alberi gelano, miseri e nudi;
Due corvi sorvolano il campo in circoli, affamati –
Faticosamente avanza un contadino, sembra Rübezahl.

Perché fa così freddo?
Perché il freddo fa male?
Perché? Il mondo sarà presto
Fatto solo di ghiaccio e neve.

Kälte, originale
Kälte, originale

Il mondo è freddo – non gliene importa niente di sapere
Di questo e quello, che purtroppo c’è.
Indifferenza, il cuscino più freddo sul quale riposare,
È molto richiesta e amata dai più.

Chi blatera laggiù di ingiustizie?
Di morte e martirio, che gridano al cielo?
Che me ne importa se gli altri litigano?
Lasciatemi in pace, – io non mi immischio!

Perché siamo così freddi?
Perché, – eppure fa male!
Perché? Saremo presto
Fatti solo di ghiaccio e neve!

Immischiatevi – si tratta della vostra terra!
E siete voi, solo voi, ad avere tutto il potere!
Fate in modo che diventi un po’ più caldo
In questa nostra brutta notte d’inverno!

È piena soltanto di freddo orrore, –
Finché noi non ne raggiungiamo il cuore;
Ribellatevi e combattete, – e vediamo poi
Se gli spettri saranno in grado di sopravvivere!

Sopravvivere? Non credo!
Alla fine esce il sole!
Perché? Perché una tale luce
Alla fine deve vincere!

 

Erika Mann,

1 Gennaio 1934

Zurigo

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